La campagna pataticola italiana entra nel vivo con uno scenario profondamente diverso rispetto a quello dello scorso anno. Dopo una stagione 2025 caratterizzata da un'elevata disponibilità di prodotto e da una conseguente pressione sui prezzi, il 2026 porta con sé una maggiore tensione sul fronte dell'offerta.
A pesare sono soprattutto le condizioni climatiche che hanno accompagnato i mesi estivi, con temperature elevate, scarsità d'acqua e fenomeni meteorologici estremi che hanno inciso in modo differente sulle principali aree produttive del Paese e dei maggiori areali produttivi nord-europei.
È in questo contesto che Romagnoli F.lli, realtà di riferimento nel settore sementiero e nella filiera pataticola, ha fatto il punto sull’andamento della campagna nelle principali aree produttive italiane, evidenziando differenze significative tra territori, epoche di raccolta e tipologie di produzione.
Gli eventi nelle diverse aree geografiche
Nel Centro Italia, la stagione è stata segnata da fenomeni meteorologici estremi. Nell'area di Fiumicino, una tromba d'aria e forti raffiche di vento hanno costretto a posticipare le operazioni di semina con conseguente ricaduta sul calendario di raccolta, che si è protratta fino alla fine di luglio, in una fase già caratterizzata da temperature particolarmente elevate. Le rese hanno registrato una contrazione di circa il 15% rispetto alla media delle ultime campagne.
Anche il Nord Italia ha risentito dell'effetto combinato di temperature elevate e lunghi periodi di siccità. Sulle produzioni precoci, gli effetti sono risultati più contenuti, con un calo delle rese intorno al 10%. La situazione appare invece più critica sulle produzioni medio-tardive di Emilia-Romagna e Veneto, dove le rese hanno registrato cali fino al 25%.
Non solo Italia ma pressione in tutta Europa
Le dinamiche italiane si inseriscono in un contesto europeo altrettanto complesso. Dopo il ridimensionamento delle superfici coltivate seguito alla sovrapproduzione del 2025, le ondate di calore e il deficit idrico hanno ulteriormente ridotto le rese in diversi Paesi produttori dell'Europa nord-occidentale. Le prime stime disponibili indicano una contrazione media della produzione europea compresa tra il 15% e il 20%, mentre in Francia le previsioni dell'Unpt indicano un calo della produzione di patate da consumo del 23% rispetto al 2025.
Il ruolo centrale del clima
“L'estate che sta per terminare conferma quanto il fattore climatico sia ormai centrale nella programmazione della filiera pataticola, in Italia come nel resto d'Europa – dichiara Giulio Romagnoli, amministratore delegato di Romagnoli F.lli –. Le rese più contenute registrate nelle diverse aree produttive nazionali, dal Centro Italia al Nord, si inseriscono in un contesto europeo di generale riduzione della disponibilità di prodotto. Proprio per questo guardiamo con fiducia all'evoluzione del mercato: una minore offerta, unita alla qualità che il nostro sistema produttivo continua a garantire, sostiene quotazioni in miglioramento e un andamento commerciale dinamico per l'intera campagna”.
Giulio Romagnoli
La combinazione tra minori superfici e rese inferiori sta quindi modificando gli equilibri tra domanda e offerta. La conseguenza è già visibile nelle dinamiche commerciali, con prezzi in aumento e una maggiore attenzione alla disponibilità di prodotto. Anche la Borsa Patate di Bologna ha recentemente evidenziato una drastica riduzione delle disponibilità e la necessità di un adeguamento dei prezzi anche per calmierare l’impennata dei costi energetici, di trasporto che impattano sull’intera filiera.
Tutelare le aziende
“In un contesto caratterizzato da un clima sempre più imprevedibile, rese inferiori, rischi produttivi e costi crescenti, è però dovere di tutti gli attori della filiera fare il possibile per tutelare il reddito delle aziende agricole. – conclude Giulio Romagnoli. Il miglioramento delle quotazioni rappresenta un segnale positivo, ma non deve far dimenticare la pressione che gli agricoltori stanno affrontando. Senza condizioni economiche adeguate, il rischio è che, anche a fronte di un mercato più favorevole, le aziende siano portate a ridurre ulteriormente gli investimenti e le superfici dedicate alla coltivazione della patata, con conseguenze sulla capacità produttiva futura”.
In questo scenario, Romagnoli F.lli conferma il proprio ruolo di partner strategico per produttori e distribuzione, mettendo a disposizione competenze, ricerca varietale e una filiera integrata in grado di garantire continuità di approvvigionamento e standard qualitativi elevati. Un modello che consente all'azienda di affrontare una campagna caratterizzata da maggiore volatilità, sostenendo produttori e clienti lungo tutte le fasi della filiera.
Fonte: Romagnoli F.lli