Nuova intimidazione a Patrizia Rodi Morabito, alla quale sono state bruciate coltivazioni di kiwi e ulivi a Rosarno (Reggio Calabria).
Dell'impianto di kiwi sono rimasti solo i paletti di cemento e i cavi d'acciaio su cui si aggrappavano le piante. Tutto il resto è andato a fuoco. Ancora una volta i soliti ignoti si sono introdotti nei terreni dell'imprenditrice agricola rosarnese e hanno appiccato il fuoco, in diversi punti e in diversi momenti: bruciati i kiwi, ma anche gli ulivi curati e potati, in nuova fioritura, e gli alberi di arancio e mandarino.
Non è un episodio isolato, ma l'ultimo di una lunga catena. Nel marzo 2024 le avevano tagliato e dato alle fiamme gli ulivi secolari; in altre occasioni le hanno rubato quintali di arance. Ogni volta lei ha denunciato.
Rodi è una dirigente Coldiretti
Patrizia Rodi, dirigente Coldiretti e nel consiglio della Camera di Commercio di Reggio Calabria, è tornata a vivere in Calabria nel 2012 per portare avanti l'azienda di famiglia, la Tenuta Badia, tra agrumi, ulivi, melograni e kiwi. Da allora subisce intimidazioni e pressioni perché ceda i suoi terreni e la sua attività.
La risposta, però, è sempre la stessa: restare. Per questo è stata premiata come "testimone del nostro tempo", simbolo di una Calabria che non si arrende e non cede alle intimidazioni. E anche stavolta, davanti alla terra che ancora fuma, non ha intenzione di andarsene.
Fonte: Gazzetta del Sud