Frutta a guscio ed essiccata

04 maggio 2026

Nocciole: qualità prima di tutto, ma anche cooperazione

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Un’importante produzione propria, relazioni stabili e innovazione tecnologica: questa la ricetta usata da Noccioleria, l’azienda di Benevello (Cuneo) guidata da Saverio Rapalino, per affrontare il mercato e una stagione non certo facile come quella che ormai volge al termine. 

L’azienda, con una lunga tradizione familiare alle spalle, lavora oggi oltre 50 ettari di noccioleto e commercializza in Italia e in varie parti del mondo, nocciole intere ma anche semilavorati come paste, farine e granelle. 

“A luglio scorso avevamo buone prospettive, ma poi, com’è noto, il raccolto è stato molto scarso sia in Piemonte che nel resto del mondo, con gravi ripercussioni sui prezzi. Avere a disposizione molti ettari ci permette comunque di affrontare anche i momenti di emergenza nel mercato del semi-lavorato. Già a inizio stagione abbiamo però provveduto a compensare la parte di prodotto mancante”, racconta a myfruit.it Saverio Rapalino. L’intervento tempestivo sul fronte produzione ha permesso all’azienda di riuscire pertanto a garantire le forniture necessarie ai clienti storici. 

Qualità prima di tutto: così si conquista la fiducia

L’azienda ha sempre cercato di mantenere un posizionamento premium. “Abbiamo anche una linea economica per chi ha esigenze di prezzo, ma abbiamo degli standard di qualità e dei canoni di lavorazione ben precisi con i quali ci siamo fatti apprezzare e che vogliamo mantenere. E’ un aspetto a cui non vogliamo rinunciare, non vogliamo scendere a compromessi”, aggiunge il titolare di Noccioleria. 

In un’annata come questa in cui non solo le quantità sono state scarse, ma anche la percentuale di prodotto scartato è stata maggiore, mantenere gli standard di qualità che rappresentano l’elemento distintivo dell’azienda è diventato ancora più importante. “In questi ultimi due anni, la percentuale di frutto che non rispetta i nostri canoni è stata più alta. Questo ha rappresentato una difficoltà, ma non ci ha impedito di lavorare: l'importante è scegliere bene la materia prima”, sottolinea. 

Una scelta che il mercato ha premiato: “La richiesta c’è e il trend di crescita che avevamo visto negli anni passati continua ad esserci. È più rallentato, ma si tratta di una nostra scelta: non abbiamo voluto spingere moltissimo, non abbiamo accelerato sulla promozione. Preferiamo restare coerenti con noi stessi. Siamo un’azienda agricola, vendiamo il prodotto che produciamo e quindi abbiamo dei limiti oggettivi. Sotto questo punto di vista, abbiamo fatto una scelta conservativa, coerente con i nostri valori e con le nostre caratteristiche d’impresa, che punta a mantenere l'affidabilità come fornitore”.


Il lavoro sulla qualità porta con sé attenzione alla formazione e alle tecnologie. “Le competenze richieste in azienda oggi sono molteplici. E’ un continuo imparare dalle difficoltà che si incontrano. Per muoversi nel mercato odierno, in cui le dinamiche sono molto complesse, bisogna avere competenze di diverso tipo sotto il profilo gestionale e commerciale. Andiamo avanti con passione".

Negli ultimi anni l’azienda ha investito anche sull’innovazione tecnologica. “E’ stata una scelta che ci ha aiutato molto nel gestire le difficoltà. Come ho già detto, per tutta una serie di motivazioni, la percentuale di frutto da scartare è cresciuta. Avere investito in tecnologie per la cernita del prodotto ci ha permesso di essere sempre efficienti e tempestivi nei processi di lavorazione, garantendo la qualità del prodotto e mantenendoci entro costi accettabili”.

Clima e fitopatie? Serve maggiore cooperazione

Davanti alle sfide poste da clima e fitopatie, il raggiungimento di una stabilità produttiva rimane una questione fondamentale da affrontare. “Auspico una maggiore cooperazione tra tutti gli attori della filiera, dalle cooperative agli uffici tecnici, affinché, partendo dalla raccolta dei dati, si possa giungere a comprendere meglio le criticità in campo e gli interventi da mettere in atto. Credo sia necessario capire perché si verifichino alcuni problemi come la mancata impollinazione e la cascola. Ci sono diverse ipotesi, ma sarebbe importante uno studio coordinato tra i vari soggetti coinvolti sia per la raccolta dei dati che nello sviluppo e nella prova di vari sistemi per riuscire a combattere queste criticità. Credo potrebbe contribuire a migliorare la situazione", conclude Saverio Rapalino.

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