Frutta a guscio ed essiccata

17 luglio 2026

Nocciole del Piemonte, il mercato c'è ma il clima preoccupa

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Nel cuore delle Langhe, Gala Nocciole coltiva e commercializza nocciole del Piemonte Igp. L’azienda, a conduzione familiare, punta tutto su un’eccellenza del territorio con un posizionamento premium. Dieci ettari di noccioleto a cui si aggiunge un laboratorio nel quale la Tonda gentile viene lavorata e trasformata per produrre pasta di nocciole, in primis, ma anche nocciole tostate e tostate intere, granella e farine. 

Una produzione strutturata che, nonostante le incertezze delle annate trascorse, riesce comunque a mantenere il proprio mercato di riferimento con una rete di clienti che parte dall'Italia ma che attraversa i confini. “Ci rivolgiamo a pasticcerie, gelaterie e piccoli artigiani”, spiega a myfruit.it il titolare, Massimo Ferrero. Un universo di piccole realtà che riconosce le peculiarità dell’Igp ed è disposto ad accettarne anche il premium price. 

“Il prodotto è ricercato, il mercato c’è. Siamo soddisfatti”, sottolinea l'imprenditore che non nasconde tuttavia anche le preoccupazioni per il prossimo futuro. Prima di tutto, quelle legate alla produzione. 

Negli ultimi anni, le aziende del comparto hanno assistito a raccolti sempre più incerti, con fenomeni di cascola precoce e nocciole che non arrivano bene a maturazione. “È un problema che riguarda tutti, che nessuno sa spiegarci ma che porta a cali importanti”, aggiunge. Non fa eccezione l’annata ormai agli sgoccioli: “Nella nostra zona il raccolto si è fermato al di sotto delle aspettative. I prezzi sono stati molto elevati e questo ha reso tutto più difficile”. 

Ma lo sguardo è ormai puntato all'imminente nuovo raccolto: “In questo momento le nocciole sembrerebbero essere presenti in buona quantità. Ma è difficile fare delle stime. In primavera, le piante erano partite bene, con delle belle foglie verdi. Appena è iniziato il caldo, però hanno cominciato a ingiallire”. 

Sono bastate dunque le prime ondate di calore per influire in maniera visibile sulle piante. “Purtroppo il cambiamento climatico, con inverni un po' meno freddi e estati torride, sta avendo delle ripercussioni importanti".

Le speranze sono rivolte al mondo della ricerca: “Sono stati avviati dei progetti. Anche la Regione Piemonte ha stanziato dei fondi per tre anni. Speriamo che ci diamo delle soluzioni a breve per riuscire ad avere una maggiore produzione. Ci affidiamo a loro”, conferma Ferrero.

Nel contesto globale, le previsioni lasciano ipotizzare un aumento dei volumi, soprattutto in Turchia. Inc Nutfruit prevede per la campagna 2026/27 un raccolto turco di circa 810.000 tonnellate, in aumento del 56% rispetto alla campagna 2025/26, stimata a 518.000 tonnellate.

“A questo - prosegue Ferrero - si aggiunge la produzione del Cile, Paese nel quale sono stati realizzati nuovi impianti e dove c’è stata una buona produzione. Non possiamo escludere che, in conseguenza di tutto ciò, i prezzi delle nocciole italiane subiscano un calo rispetto allo scorso anno”. 

A livello di richieste tuttavia l’emergere di nuovi produttori non sposta il target di riferimento: “Il prodotto certificato, con la sua distintività, resta sempre apprezzato”. L’instabilità e le difficoltà economiche però possono cambiare i rapporti con la clientela portando a forniture più frammentate.

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