Eventi e fiere

09 febbraio 2026

Networking e gusto italiano, perché MIT a Berlino funziona

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Quarta edizione di MIT – Meet Italian Taste e, ancora una volta, la formula sembra quella giusta. 

La sera del 5 febbraio, al Frederick’s restaurant and bar di Berlino, l’appuntamento "fuori salone" del Fruit Logistica ha messo insieme eccellenze agroalimentari italiane, buyer e stampa di settore in un contesto che è molto distante dalla classica cornice da evento business.

L’impressione raccolta da myfruit.it parla proprio di questo contesto come aspetto che fa la differenza: l’ambiente informale, curato ma non ingessato, ha favorito un dialogo più autentico lungo tutta la filiera. Produttori, fornitori e distribuzione si sono confrontati senza la pressione tipica del contesto negoziale, in uno spazio in cui il retail si è sentito interlocutore e non semplice destinatario di proposte commerciali. 

Ne è nato uno scambio concreto, che ha permesso da un lato di rinsaldare rapporti con partner storici e dall’altro di aprire conversazioni nuove, difficilmente possibili tra uno stand e l’altro in fiera.

Networking con gusto

La scelta del format, basato su networking e gusto, ha fatto il resto. In uno dei locali più iconici della capitale tedesca, i partecipanti hanno vissuto un’esperienza costruita attorno ai prodotti delle Organizzazioni di produttori (Op) presenti: mixology d’autore, musica e un menù dedicato, con piatti pensati per esaltare qualità e versatilità delle materie prime italiane. Il cibo, in questo caso, non è stato solo elemento di immagine, ma un vero linguaggio comune per raccontare l’origine, il lavoro in campo e le potenzialità di posizionamento sugli scaffali internazionali.

Promosso da Piuomenoassociati in collaborazione con Fea Consulting, MIT ha visto in questa edizione la partecipazione di Aop Europae con le Op socie Agritalia, AmicoBio, Apo Gargano, Aroma Domus, AOA, Costieragrumi, Hortoitalia, Liburia, Terra Orti, Tonda Giffoni e Coop Coldiretti San Ferdinando di Puglia, affiancate da Op La Deliziosa, Op Umbro‑Toscana e dal Consorzio Edamus.

Tra i buyer presenti, rappresentanti di Sole 365, GdA gruppo Vègè e Fruvex, segno che il format, oltre a essere piacevole, intercetta un bisogno reale: ritagliarsi uno spazio in cui il confronto tra produzione e distribuzione possa essere meno difensivo e più orientato a costruire, insieme, il prossimo pezzo di filiera.

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