Frutta a guscio ed essiccata

28 settembre 2026

Nebrodi, annata nera per le nocciole

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Un raccolto molto scarso, quasi azzerato, quello del comparto corilicolo dei Nebrodi. A portare a un risultato così drammatico una combinazione di fattori contro cui si è potuto poco o niente. 

“I produttori curano i noccioleti e fanno tutto ciò che è in loro potere per portare avanti la produzione, ma la siccità ha colpito pesantemente le piante e la cimice asiatica ha distrutto quello che era rimasto. A luglio abbiamo avuto una cascola precoce, probabilmente legata al forte caldo. A tutto questo si sono aggiunti i suidi e i ghiri che hanno danneggiato il poco raccolto ancora presente”, spiega a myfruit.it Cristiano Salpietro, giovane produttore originario del Messinese, cresciuto tra i noccioleti e con la voglia di investire su un prodotto d’eccellenza che parla di tradizione, territorio e qualità. 

La raccolta avrebbe dovuto essere ancora in corso, se ci fosse stato il prodotto da raccogliere, ma quest’anno è finita presto: in quindici giorni è stata completata una campagna che solitamente si protrae fino ai primi di novembre. Su un ettaro di noccioleto, che potrebbe produrre circa 10 quintali di nocciole, quest’anno se ne sono raccolti in media 50 chili. 

Una situazione che mette in serie difficoltà produttori e aziende di trasformazione, ma anche chi, come Cristiano, 19 anni appena, partendo da una piccola produzione propria, manifesta oggi la voglia di investire sul comparto ma, in questo momento, si trova costretto ad attendere momenti migliori. 

“E’ un settore che mi appassiona fin da piccolo. Ho il desiderio di vivere nel mio territorio e creare un laboratorio di trasformazione della frutta secca, per la nocciola dei Nebrodi in particolare, perché è ciò che mi circonda e che caratterizza questa zona. Purtroppo, sia l’annata 2025 che la 2026 sono state catastrofiche. Al momento, se voglio avviare l’attività sono costretto ad acquistare nocciola altrove. Ma il mio desiderio è di lavorare solo quella che nasce nel mio territorio e di promuovere un frutto che ci identifica”.

L'appello alle Istituzioni

Da qui l’appello affinché chi di dovere ponga la propria attenzione su un territorio che ha a cuore la propria produzione, ma che ha bisogno anche di sostegno e d’interventi mirati. “Servono aiuti immediati per chi ha perso il raccolto, avendo sostenuto tutti i costi di produzione”, aggiunge. 

Ma non solo. Alcuni dei problemi che attanagliano l'areale di produzione rappresentano ormai situazioni che i produttori sono costretti a fronteggiare da anni, a cui assistono talvolta impotenti. 

I ghiri, in quanto specie protetta, non possono essere cacciati. Allo stesso tempo, la presenza dei suidi sembra sfuggita di mano: gli esemplari in circolazione sono moltissimi, In passato sono state avviate delle iniziative per frenarne la diffusione, ma senza che il problema sia ancora stato risolto. Una strategia seria contro questi animali infestanti e la valorizzazione della filiera, in grado di riconoscere un posizionamento premium al prodotto, sono i presupposti per permettere ai giovani di investire sul territorio e immaginare il proprio futuro.

Per Salpietro, un traguardo importante è il riconoscimento dell’Igp. "Ringrazio chi sta portando avanti, con impegno, l'iter per l'ottenimento dell'Indicazione geografica. Unita alla salvaguardia della produzione in campo, può davvero fare la differenza sul mercato. Se ben valorizzata, la Nocciola dei Nebrodi è un vero tesoro. Con una produzione adeguata e giuste strategie di promozione, credo che possa aprirsi un futuro importante. La richiesta delle nocciole delle nostre zone è molto alta. I laboratori che ci sono non coprono il fabbisogno. Ci sarebbe spazio per ulteriori investimenti”. 

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