Nei giorni scorsi nel bolognese si è alzato anche l'elicottero dei carabinieri per individuare quattro lavoratori senza regolare contratto e senza copertura previdenziale. Uno dei tanti episodi di lavoro nero in campagna che si ripetono in tutta Italia. Si cerca di rispondere, oltre che con i blitz, con accordi tra i vari protagonisti della filiera.
Ma il lavoro nero e irregolare dai campi salta muri e recinzioni, letteralmente, e approda nei mercati ortofrutticoli. Anche in questi luoghi dell'ortofrutta negli ultimi anni si sono sviluppate lotte molte dure, pure con blocchi della movimentazione della merce, arrivate in tribunale. A Milano si è proposto un modello organizzativo che ha visto grossisti favorevoli e contrari. Ora arriva da Torino un'iniziativa all'insegna della legalità.
Al Caat: l'asseverazione per la logistica
Il Caat, Centro Agroalimentare di Torino, ha puntato sulla valorizzazione dell'asseverazione Asse.Co per le imprese di movimentazione merci al fine di contrastare il lavoro irregolare e la concorrenza sleale. Questa misura mira a promuovere la legalità lavorativa come pilastro fondamentale della sostenibilità agroalimentare, unendo la tutela dei diritti dei dipendenti alla qualità dei prodotti. Per favorire un reale cambiamento culturale e organizzativo, l'iniziativa è stata affiancata da un percorso formativo mirato rivolto agli operatori del settore logistico.
Oltre l'obbligo la formazione
Un progetto che ha visto la collaborazione con l'ordine dei consulenti del lavoro e le organizzazioni sindacali, con la trasformazione di un obbligo normativo in un patto di legalità condiviso. In questo modo, il Caat dimostra che la trasparenza e il rispetto delle regole rappresentano una concreta leva di sviluppo competitivo e di responsabilità sociale per l'intera filiera.
In collaborazione con Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri è stato progettato ed erogato il percorso “La legalità del lavoro nei processi di logistica”, rivolto ai titolari e ai responsabili delle imprese di movimentazione operanti all’interno del centro agroalimentare e realizzato con il finanziamento della Regione Piemonte.
Ma in concreto cosa si intende per Asse.Co? La sigla si traduce con asseverazione di conformità dei rapporti di lavoro. Si tratta di sistema strutturato di verifica della regolarità dei rapporti di lavoro. Le sue caratteristiche e finalità principali includono la gestione da parte di professionisti qualificati. L'asseverazione, di natura volontaria, si basa sulle verifiche tecniche effettuate dai consulenti del lavoro asseveratori ai fini del rilascio e del mantenimento del titolo, fermo restando il ruolo degli organi di vigilanza
.La finalità? Serve a verificare il rispetto degli obblighi normativi, la correttezza dei contratti e la trasparenza aziendale, garantendo i diritti dei lavoratori. Nasce per combattere il lavoro irregolare, l'applicazione impropria dei contratti, il dumping sociale e la concorrenza sleale. In questo modo si vuole ottenere la valorizzazione delle aziende virtuose e di premiere sul mercato le imprese che operano correttamente rispetto a quelle che cercano vantaggi competitivi riducendo i diritti del personale.
Tutela e competitività
La legalità come sottolineano dal Caat: "Contribuisce inoltre a ridurre i cosiddetti rischi invisibili della filiera, limitando conflitti, contenziosi, infortuni e inefficienze organizzative, e favorendo la costruzione di un contesto economico capace di attrarre investimenti e professionalità qualificate. In questa prospettiva, il lavoro regolare non rappresenta soltanto una tutela individuale, ma un elemento che incide direttamente sulla qualità e sull’affidabilità dell’intero sistema agroalimentare".
L'influenza di Terra Madre e la sostenibilità anche sociale
Il Piemonte non ha solo una forte vocazione e tradizione agricola, ma pure una grande influenza culturale a livello nazionale e internazionale grazie a figure come Carlo Petrini, fondatore di Slow Food da cui è nata e cresciuta Terra Madre: la grande rete internazionale che riunisce contadini, allevatori, pescatori, artigiani del cibo, comunità locali e attivisti che lavorano per un sistema alimentare sostenibile, equo e rispettoso dell’ambiente.
“La Terra Madre ci ricorda che la sostenibilità non riguarda soltanto l’ambiente o la qualità dei prodotti, ma anche le persone. Dietro ogni prodotto agroalimentare esiste una filiera composta da lavoratori, imprese e comunità che devono poter operare nel rispetto della dignità umana e delle regole". Parole di Fabrizio Galliati, presidente del Caat che aggiunge "Per questo abbiamo scelto di investire sulla cultura della legalità, introducendo l’asseverazione e accompagnandola con un importante percorso formativo rivolto agli operatori. Abbiamo voluto dimostrare che la legalità non è un vincolo burocratico, ma una leva di sviluppo, capace di tutelare i lavoratori, rafforzare la concorrenza sana e migliorare la qualità complessiva della filiera".
Fabrizio Bontempo, presidente dell’ordine dei consulenti del lavoro di Torino ha sottolineato come "l’asseverazione consente di garantire trasparenza, correttezza e rispetto dei diritti dei lavoratori, valorizzando le imprese che operano responsabilmente sul mercato".
Infine, Piercarlo Rossi, presidente della Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri: “La legalità non si costruisce soltanto attraverso regole e controlli: deve diventare cultura condivisa e consapevolezza diffusa. Abbiamo scelto di partire dalle caratteristiche reali dei lavoratori e degli operatori coinvolti, costruendo un intervento accessibile, attento anche alle differenze linguistiche e culturali".
Fondamentale e imprescindibile la sostenibilità ambientale, soprattutto in tempi di cambiamenti climatici che colpiscono profondamente tutta la filiera, ma come indicava il sociologo Ignacy Sachs nella sua teoria sulla multidimensionalità dei percorsi della sostenibilità deve essere rispettata e valorizzata anche quella sociale, culturale, geografica ed economica.