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15 luglio 2026

Meno chimica in campo con i robot

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Le aziende agricole ripongono grandi speranze nelle Tea (Tecnologie di evoluzione assistita) per risolvere i problemi fitosanitari delle piante, aggravati anche dai cambiamenti climatici, ma serviranno ancora dagli otto ai dieci anni prima che diventino realmente operative. 

Nel frattempo, entro il 2030 l’uso dei fitofarmaci dovrà essere ridotto della metà: una sfida complessa, che può essere mitigata grazie alla robotica, con macchine già operative che permettono – con diverse tecnologie – di ridurre o eliminare la chimica nei trattamenti.

Laser, UVC e diserbo meccanico: tecnologie che sostituiscono la chimica

Oggi esistono sul mercato robot che effettuano il diserbo meccanico, altri che utilizzano il laser e altri ancora i raggi UVC. Il diserbo meccanico estirpa le infestanti tramite tagli precisi, mentre la luce UVC è in grado di distruggere il DNA e l’RNA di microrganismi come funghi, batteri e virus.

Wagus, il robot spagnolo che lavora anche di notte e Farmdroid spinto dall'energia solare 

Tra le soluzioni più interessanti c’è Wagus, sviluppato in Spagna e già testato su lattughe, cipolle e zucchine, con l’obiettivo di estendere l’impiego a colture di maggior valore come uva e fragole. È una macchina elettrica, priva di emissioni per gli operatori, e dotata di batterie intercambiabili che consentono di lavorare anche di notte, quando l’efficacia della luce UVC è maggiore sui funghi, batteri e virus. 

Nel bolognese abbiamo visto in azione il danese Farmdroid, che ha una caratteristica distintiva: la batteria si ricarica tramite un pannello solare, riducendo i problemi legati alla ricarica. Grazie ai suoi dispositivi meccanici, il robot esegue il diserbo senza ricorrere ai fitosanitari.

Dino e la precisione francese: sarchiatura chirurgica

Dalla Francia arriva Dino, insieme ai “fratelli” Oz e Ted della gamma offerta dall'azienda Naïo Technologies. Anche Dino è elettrico, pensato per le colture biologiche e lavora senza chimica: rileva i filari, regola la posizione degli attrezzi e realizza sarchiatura e diserbo con alta precisione. Il terreno viene mappato e riconosciuto zolla dopo zolla, rendendo il taglio delle infestanti quasi chirurgico.

L’Italia non sta a guardare: Field Robotics e Forigo

La robotica agricola non è però solo straniera. A Bologna è nata e cresciuta la spin‑off Field Robotics, presente anche a Macfrut, che sviluppa soluzioni autonome per diverse funzioni agricole. Una soluzione che già creato un suo mercato di riferimento. Alla fiera di Rimini era presente anche il robot di Forigo, una macchina autonoma in fase di arrivo sul mercato.

Il settore offre ormai un ventaglio ampio di soluzioni che permettono di ridurre, mitigare e in alcuni casi sostituire i trattamenti fitosanitari, contribuendo allo stesso tempo a compensare la carenza di manodopera. Sono già disponibili robot per la raccolta e altri stanno per arrivare, ricordiamo anche la romagnola Unitec,  delineando un futuro in cui la gestione delle colture sarà sempre più automatizzata e sostenibile sia per la riduzione dell'uso della chimica che dei carburanti fossili. 

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