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09 giugno 2026

Tea, regolamento Ue verso approvazione. Ma la strada è lunga

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Il tanto atteso regolamento europeo sulle Tea –Tecniche di evoluzione assistita potrebbe essere approvato a breve, forse già il 17 giugno nella plenaria del Parlamento europeo

Un passaggio storico, ma solo il primo passo di un percorso che si annuncia lungo: almeno due anni saranno necessari per predisporre gli atti operativi che consentiranno l’avvio delle coltivazioni. E più tempo servirà per arrivare a soluzioni realmente disponibili per gli agricoltori e le aziende agroalimentari.  

Questo il quadro emerso nel convegno “Piante Tea per l’innovazione genetica in ambito agrario”, organizzato dall'Academia nazionale agricoltura, Università di Bologna e Regione Emilia-Romagna che ha riunito ricercatori, istituzioni e rappresentanti della filiera. Nell'incontro tutti i relatori hanno sottolineato la necessità di conoscere le regole d'ingaggio. Quando sarà chiaro come poter coltivare e distribuire si potrà finalmente partire con questa nuova filiera economica e produttiva. 

Verso l'accettazione sociale delle Tea 

La giornalista scientifica Anna Meldolesi ha ricordato come, secondo un sondaggio europeo, oltre 20mila cittadini Ue collochino l’editing genomico molto in basso tra le preoccupazioni legate all’alimentazione. Non c'è più la paura e l'avversione che si è registrata verso gli Ogm. “La comunicazione deve essere proattiva: bisogna spiegare a cosa servono le Tea e perché sono utili agli agricoltori”, ha sottolineato.

Meldolesi ha portato esempi concreti già presenti nel mondo: i pomodori giapponesi arricchiti di sostanze benefiche, prodotti Tea in commercio negli Stati Uniti per nicchie di consumatori attenti alla salute, e le innovazioni latinoamericane come le more senza spine o le ciliegie senza nocciolo.

Cattivelli (Crea): “Impossibile raddoppiare le rese, ma miglioramenti del 10-15% reali. Servono prove in campo”

Il direttore del Crea Genomica e Bioinformatica, Luigi Cattivelli, ha ricordato che l’editing genomico non è una bacchetta magica. “È molto difficile raddoppiare la produzione, ma miglioramenti del 10-15% sono possibili. La materia è complessa e richiede molte prove in campo”, ha spiegato, citando in particolare i lavori sul frumento.

Licciardello: “Le Tea accelerano il miglioramento genetico, ma servono sperimentazioni pluriennali”

La responsabile del progetto Tea4IT, Concetta Licciardello, ha evidenziato come le Tea offrano un vantaggio decisivo: accelerano il miglioramento genetico, rendendo più rapida la selezione di varietà resistenti o più produttive. Ma la sperimentazione deve essere pluriennale e svolta in territori realmente vocati. Le prove in campo oggi riguardano riso, vite, cardo e i pomodori sviluppati dal Crea e dall’Università di Torino, poi testate anche le piante di melo sulla ticchiolatura, una delle insidie più dannose per il settore.

Licciardello ha però avvertito: “Nel resto del mondo si va avanti. Se l’Europa rallenta rischia un gap competitivo”. Ha citato il caso drammatico degli agrumi della Florida, colpiti da una malattia che ha causato il 90% di perdita del prodotto. “Se arrivasse nel Mediterraneo, dovremmo dimenticarci gli agrumi per anni”.

La crisi della pera e il ruolo delle Tea

Il presidente di Fruit Modena Group, Adriano Aldrovandi, ha ricordato la crisi profonda della pericoltura emiliano‑romagnola, che negli ultimi anni ha perso ettari e produzione a causa di fitopatie e cambiamento climatico. “Non riusciamo più a produrre come prima. Servono soluzioni nuove”, ha detto l'imprenditore che ha mostrato il declino produttivo di un settore che  in ogni caso resta fondamentale nell'economia agricola emiliano romagnola per volumi e valori. Anche Mirco Montefiori, presidente di New Plant, ha ribadito l'importanza delle Tea. 

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