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20 ottobre 2026

MelaPiù, 18mila tonnellate di Fuji per la nuova stagione

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Una produzione attesa di 18mila tonnellate, provenienti da circa 500 ettari coltivati esclusivamente in Emilia-Romagna. Si apre con queste previsioni la nuova stagione di MelaPiù Fuji, la mela di pianura che il Consorzio valorizza da oltre trent’anni, puntando sulla qualità e su un posizionamento premium nel mercato italiano.

La campagna è stata presentata oggi a Casa Artusi, a Forlimpopoli, durante l’incontro "MelaPiù, dal campo alla tavola". Un appuntamento dedicato al percorso del prodotto, dalla coltivazione alla cucina, con un’esperienza pratica che ha coinvolto giornalisti e operatori nella preparazione di un piatto della tradizione emiliano-romagnola.

Raccolta in corso, buone prospettive qualitative

La commercializzazione, avviata nei primi giorni di ottobre, proseguirà fino a luglio 2027. Secondo il Consorzio, la disponibilità è in linea con le aspettative e le prime indicazioni dalla raccolta delineano buone prospettive qualitative.

"L’estate calda e siccitosa non ha compromesso la qualità complessiva né il calibro atteso, sebbene la colorazione del frutto risulti ancora in evoluzione – spiega Matteo Mazzoni, presidente del Consorzio MelaPiù – Sosterremo la commercializzazione con un piano di promozione e comunicazione rivolto al canale tradizionale e un racconto che punta a rafforzare il legame tra origine, qualità e occasioni di consumo."

L’obiettivo del Consorzio è rafforzare il posizionamento di MelaPiù come "mela degli intenditori", facendo leva sull’origine emiliano-romagnola, sulle caratteristiche organolettiche e sulla versatilità in cucina.

Le mele saranno destinate sia al consumo fresco sia alla trasformazione in prodotti a marchio, attraverso la partnership con Natura Nuova.

Trent’anni di investimenti sulla Fuji di pianura

Il progetto MelaPiù nasce dall’iniziativa di un gruppo di aziende che ha creduto nelle potenzialità della Fuji, investendo nella riconoscibilità del marchio, nella valorizzazione del prodotto e nella ricerca di varietà migliorative.

"In questi trent’anni abbiamo investito per costruire un’identità riconoscibile e dare valore al lavoro dei nostri produttori, mantenendo al centro la qualità del frutto e la ricerca", afferma Mazzoni.

Un percorso che oggi deve confrontarsi con eventi climatici estremi, aumento dei costi e un contesto produttivo più complesso. Il Consorzio continua a puntare sull’esperienza agronomica dei produttori e sulle caratteristiche dei terreni emiliano-romagnoli per valorizzare dolcezza e intensità aromatica della Fuji, elementi alla base del posizionamento del marchio.

A Casa Artusi il legame tra territorio e cucina

La scelta di Casa Artusi per il lancio della stagione richiama il rapporto tra produzione agricola e cultura gastronomica. Durante la mattinata, i partecipanti hanno sperimentato la versatilità della Fuji attraverso la preparazione di un piatto della tradizione regionale, esplorandone abbinamenti e possibilità d’impiego oltre il consumo fresco.

"Conoscere e valorizzare le varietà significa custodire un paesaggio, una storia e un sapere locale", sottolinea Mattia Fiandaca, gastronomo e responsabile progetti culturali della Fondazione Casa Artusi. "In questo senso, raccontare una mela come MelaPiù significa anche raccontare il patrimonio agricolo e gastronomico dell’Emilia-Romagna, mettendo in relazione la qualità del prodotto con la cultura che lo circonda".


Fonte: Consorzio MelaPiù

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