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21 luglio 2026

Mandorle, un nuovo studio conferma i benefici per la salute

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Uno stile di vita equilibrato non richiede necessariamente rivoluzioni drastiche, ma piccole scelte quotidiane e consapevoli. A confermarlo è una nuova ricerca pubblicata sul Journal of nutrition e promossa da Almond Board of California che evidenzia come l’introduzione di una semplice manciata di mandorle nella dieta di tutti i giorni possa fare la differenza per la salute del cervello e del metabolismo contro il prediabete. 

Lo studio ha preso in esame un campione di adulti asiatico-indiani di mezza età con prediabete, spesso associato non solo al rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, ma anche a un precoce declino delle funzioni cognitive e affaticamento cerebrale. Questa condizione, nel 2024, colpiva circa il 12% degli adulti a livello globale e in Italia si registravano più di cinque milioni di persone con diabete, quasi l’8% della popolazione. 

I risultati della ricerca, emersi dopo 24 settimane di osservazione, tracciano una via chiara per una prevenzione accessibile attraverso l’alimentazione e, specificatamente, con l’introduzione di una piccola quantità di mandorle, circa 30 grammi al giorno, per agire su tre fronti principali. 

Efficienza cognitiva e concentrazione

La ricerca ha dimostrato che il consumo regolare di mandorle influisce positivamente sulle prestazioni cerebrali. Nello specifico, è stato registrato un netto miglioramento delle funzioni esecutive, come la capacità di pianificazione, la memoria di lavoro, il processo decisionale e la risoluzione dei problemi, oltre a una maggiore velocità di elaborazione delle informazioni

Controllo metabolico, stabilità glicemica e salute cardiovascolare

Dal punto di vista metabolico, l’introduzione delle mandorle nella dieta favorisce un migliore controllo della glicemia sia a digiuno che nelle due ore successive ai pasti, contribuendo a evitare i picchi glicemici. I dati relativi alla composizione corporea hanno rivelato una riduzione media di 3,3 kg di peso e di 3,1 cm di circonferenza vita in chi ha consumato abitualmente una manciata di mandorle. Inoltre, è emerso un calo del colesterolo totale e del colesterolo Ldl (cattivo), oltre a una diminuzione dei marcatori di infiammazione e stress ossidativo.

Gli adulti con prediabete presentano una particolare vulnerabilità al declino delle funzioni cognitive - spiega il dott. Anoop Misra, co-autore della ricerca e presidente del centro di eccellenza Fortis-Cdoc per il diabete, le malattie metaboliche e l’endocrinologia di Nuova Delhi - I risultati dello studio indicano che l’aggiunta quotidiana di mandorle rappresenta una strategia nutrizionale semplice ma efficace per supportare la salute del cervello e quella metabolica sul lungo periodo. Questo potrebbe aiutare a ridurre il rischio che il prediabete evolva in diabete di tipo 2, una condizione associata a un maggior rischio di demenza”. 

Il segreto di tali benefici risiede negli straordinari valori nutrizionali delle mandorle. Una porzione di circa 30 grammi (pari indicativamente a 23 mandorle) offre un perfetto equilibrio di nutrienti essenziali: vitamina E; (pari al 60% del valore giornaliero di riferimento), potente antiossidante naturale; magnesio e potassio, fondamentali per il sistema nervoso e il metabolismo energetico, proteine vegetali e fibre che favoriscono il benessere intestinale e la sazietà; grassi insaturi, preziosi alleati della salute cardiovascolare.


Fonte: Almond Board of California

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