I prezzi alle stelle di alcuni ortaggi hanno aperto le porte alle importazioni. "Per il pomodoro a grappolo, con la quotazione dell'olandese a 4 euro, si è visto il prodotto turco ed è iniziato a scendere il prezzo; stesso copione per il peperone, con l'arrivo dell'alternativa dalla Polonia". In questo caso il prezzo si è dimezzato.
Questa la dinamica nei mercati all'ingrosso spiegata da Luigi Gallerani, titolare della Befer Fruit che opera al mercato ortofrutticolo di Bologna, il Caab. In calo, ma ancora alti, i prezzi dei pomodori più piccoli: il Ciliegino a 5 euro e il Datterino sui 6.
Sulle uve siamo al capolinea per la Vittoria: è tempo di Italia e anche Gallerani conferma la preferenza in crescista dei consumatori per le varietà senza semi. Pur a metà settembre, il bel tempo ha permesso di continuare a vendere — seppure con quote minori — angurie e me
Il Grappolo da 4 a 2,50 euro il chilo, conta la concorrenza dalla Turchia
Il pomodoro a grappolo, protagonista delle tensioni delle scorse settimane, ha imboccato la strada del ribasso. "Siamo in vendita per l’Olanda a 2,50 euro, mentre la settimana scorsa scorso avevamo toccato i 4 euro", spiega Gallerani. Una discesa netta, favorita anche dall’arrivo di prodotto estero: "Dieci giorni fa è entrata la Turchia. Quando il pomodoro sta a 3,50 o 4 euro, è facile che arrivino altre origini".
Ciliegino e Datterino dai 5 ai 6 euro
Le varietà più piccole, invece, mostrano una stabilità di quotazioni anche perché incide meno la concorrenza. "Ciliegino e Datterino sono rimasti quasi uguali alla settimana scorsa, pochissima variazione", racconta l'imprenditore. "Il Ciliegino di buona qualità si colloca tra 4,50 e 5 euro, il Datterino attorno ai 6 euro, mentre il Piccadilly viaggia sui 4. Parliamo sempre di merce di prima scelta, non prodotto di seconda", precisa. Nei mercati poi non manca il prodotto di seconda scelta e spesso con dei prezzi rilevanti rispetto alla qualità.
Zucchine bianche prezzo dimezzato
Anche altri ortaggi stanno vivendo una fase di assestamento. "Le zucchine bianche di Bologna, che fino a pochi giorni fa costavano 4–4,30 euro, sono scese a 2,50–2,70 euro", praticamente quotazioni dimezzate. "Le zucchine verdi, già meno care, hanno registrato un calo più contenuto".
La famiglia Gallerani durante un evento del Caab
Sul fronte dei peperoni, dopo settimane di prezzi alti, si osserva una flessione: "Ora siamo a 2–2,20 euro per la merce estera, soprattutto Polonia e Olanda. Anche qui vale il discorso della Turchia: quando i prezzi salgono, entrano tutti".
Le uve: Vittoria al capolinea ma il prodotto buono a 1,50/1,80 mentre con l'Italia si può arrivare a 2,50/3 euro
Passando alla frutta, l’uva vive la fase finale delle varietà tradizionali. "La Vittoria si trova a prezzi bassi, ma quella buona quota sempre 1,50–1,80 euro", spiega Gallerani. "Ora c'è l'Italia e le qualità migliori, pugliesi, arrivano a 2,50–3 euro". Cresce la domanda delle seedless, le uve senza semi: "Stanno prendendo sempre più posto. Sono varietà nuove, più pregiate, e i gusti dei consumatori stanno cambiando". I prezzi: l’Autumn Crisp si colloca sui 3,50–4 euro, mentre la Luisa è ormai agli sgoccioli, con ultime quotazioni tra 3,30 e 3,50 euro".
Pesche e nettarine agli sgoccioli: tempo di prodotto siciliano e delle extra toscane
Per quanto riguarda pesche e nettarine, la stagione è agli ultimi battiti ma non manca la richiesta grazie alle temperature ancora alte. "La domanda di nettarine è aumentata, è già iniziata anche la Sicilia", spiega. Le quotazioni oscillano tra 1,30 e 2,50 euro a seconda della categoria. La pesca gialla extra toscana, oggi tra le migliori qualità disponibili, si attesta sui 2–2,20 euro".
Il caldo sostiene il consumo delle ultime angurie: a 0,80/1 euro
Nonostante il periodo avanzato, le angurie continuano a vendere bene. "È un periodo in cui di solito iniziano a lasciarle perdere, invece ancora se ne consumano", osserva il grossista. Le forniture arrivano tutte dal Nord, in particolare da Mantova e da San Matteo della Decima, dove un fornitore storico sta chiudendo la campagna proprio questa settimana. I meloni, invece, mostrano un calo qualitativo: "La qualità è scemata molto nelle ultime due o tre settimane".
Agrumi si parte con il Miyagawa
Passando agli agrumi, si registrano i primi arrivi siciliani. "Ieri è iniziato il Miyagawa, ma è troppo verde, troppo acerbo. Non incontra ancora il gusto dei clienti", commenta Gallerani. Insomma c'è da aspettare per arrivare al giusto grado di maturazione.

Passiamo al mercato di Verona con le quotazioni degli altri agrumi. Le arance Lane Late spagnole mostrano questi prezzi: le pezzature 70–80 si collocano tra 1,20 e 1,30 euro, mentre le 77–88 scendono fino a 1,10–1,30 euro, con un prezzo medio attorno a 1,20–1,25 euro. Più sostenute le Navel Late sudafricane, che si mantengono tra 1,30 e 1,50 euro. Le Navelina, sempre dal Sudafrica, restano invece su valori più contenuti, tra 1,10 e 1,30 euro.
Sul fronte dei limoni, il mercato si presenta più dinamico. Il Bianchetto siciliano e il Verdello, entrambi in confezione a più strati, si attestano su 1,40–1,60 euro, con un prezzo medio di 1,50 euro. Il prodotto sudafricano, varietà Eureka, rimane più competitivo e si muove tra 0,90 e 1,10 euro, mentre la Verna spagnola si conferma su livelli più alti: 1,50–1,70 euro per la pezzatura 58–63 e 1,40–1,60 euro per la 63–68.
I pompelmi mostrano un quadro regolare, senza variazioni significative. I gialli ciprioti si collocano tra 1,25 e 1,45 euro, mentre i rosati oscillano tra 1,20 e 1,40 euro per il prodotto di Cipro e 1,23–1,43 euro per quello sudafricano.