Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda) ha pubblicato le prime previsioni su superfici, rese e produzione Usa per la campagna 2026/27.
Le proiezioni indicano una produzione a 1,22 milioni di tonnellate, in lieve calo rispetto alla campagna corrente (-0,6%). La flessione sarebbe principalmente riconducibile ad una moderata contrazione delle superfici in produzione (-0,7%); le rese sono invece attese sostanzialmente in linea con quelle della campagna attuale.
Secondo le analisi di Areté, le superfici registrerebbero il primo calo almeno dal 1995; l’aumento dei costi degli input produttivi ha infatti drasticamente impattato la remuneratività della coltura.
Inoltre, il mancato recupero delle rese rispetto allo scorso anno sarebbe riconducibile a condizioni meteorologiche non ottimali durante la fioritura in alcune aree produttive e ad una riduzione nell’impiego di input produttivi, come fertilizzanti e trattamenti per la gestione dei parassiti.
Il dato sulla produzione risulta sostanzialmente in linea con le precedenti anticipazioni Areté che proiettavano una contrazione produttiva dello 0,7 per cento. I prezzi si mantengono su livelli sostenuti, sostanzialmente in linea a quelli dello scorso anno, ma +18% rispetto ad aprile 2024.
Per i pistacchi annata di scarica
L'International Nut and Dried Fruit Council (INC), in occasione della conferenza di Macao dal 12 al 14 maggio, ha condiviso le anticipazioni delle prime previsioni per la prossima campagna 26/27 per il mercato del pistacchio.
Per gli Stati Uniti, le aspettative sono di un raccolto di scarica a 350mila tonnellate, in marcato calo (-52%) rispetto al record della campagna corrente (722.670 t tonnellate la stima INC).
Si tratterebbe della produzione più bassa dalla campagna 2019/20. Considerando il trend di espansione delle superfici in atto da oltre vent’anni, la contrazione produttiva deriverebbe da un ridimensionamento marcato delle rese, ai livelli più bassi dalla campagna 15/16.
Secondo le previsioni diffuse, anche gli altri due principali Paesi produttori si avviano verso raccolti non abbondanti.
In Iran, dove il conflitto in corso sta ostacolando le spedizioni, la produzione 26/27 è attesa a 130mila tonnellate, in calo del 42% su base annua. In Turchia, invece, il raccolto di carica 26/27 è previsto a 156.400 tonnellate, in aumento del 37% rispetto al 2025, ma in flessione di circa il 60% rispetto alla precedente campagna di carica, che aveva segnato un livello record.
Sulla base di queste prime indicazioni, la produzione mondiale di pistacchio 26/27 si attesterebbe intorno alle 700mila tonnellate, in calo del 36% rispetto alla campagna corrente, al livello più basso dalla campagna 19/20. Secondo le analisi di Areté, in un contesto di domanda strutturalmente in crescita, tale scenario prefigurerebbe un mercato caratterizzato da forti tensioni sull'offerta e sui prezzi.
Fonte: Areté