Neve, grandine, gelate, vento. In diversi regioni italiane la primavera è stata interrotta dal maltempo. Violento, molto violento per l'agricoltura come raccontano le cronache. Ci sono aziende che denunciano danni per centinaia di migliaia di euro. Insomma dopo il ciclone Harry, i cui effetti si sono sentiti sulle quotazioni ortofrutticole, un'altra tornata meteo negativa che piega il lavoro degli imprenditori che cercano, per quanto possibile, di correre ai ripari. Si vedono per esempio le grandi ventole, come nella foto sotto, per difendersi dalle gelate.
Il ritorno del freddo e del maltempo minaccia le produzioni primaverili, a partire delle primizie come gli asparagi, mentre il gelo rischia di bruciare fiori e gemme di piante e alberi, con pesanti effetti sui prossimi raccolti. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sulla base di un primo monitoraggio effettuato nelle campagne. La situazione peggiore si registra in Puglia dove la grandine ha colpito il Salento e la provincia di Foggia, con perdite fino al 40% per gli asparagi in Capitanata. Ingenti i danni alle aziende agricole. Colpiti anche gli uliveti e gli ortaggi invernali ancora in campo, come i broccoli.
Danni anche in Toscana
In Toscana nella fruit valley della Valdichiana, dove è concentrata gran parte della produzione mele, pesche, pere, sono entrati in funzione a pieno regime durante la notte gli impianti anti gelo ed anti-brina per proteggere le fragili fioriture delle piante. Nel Ferrarese, in Emilia Romagna si segnalano possibili danni alle barbabietole da zucchero, seminate da pochi giorni.
Ad aggravare la situazione per le imprese agricole – rileva Coldiretti – è anche l’impennata dei costi, soprattutto per le serre e per gli stessi impianti di protezione delle colture, alimentata dai rincari del gasolio legati alla guerra in Iran. Ma le anomalie climatiche rischiano di sconvolgere anche la programmazione delle aziende e i calendari di maturazione – conclude Coldiretti – creando cali e successivi aumenti anomali dell’offerta dei prodotti.
L'allarme di Cia in Salento
La Puglia è una delle regioni più colpite. A lanciare l’allarme è la Cia. Nella sua pagina Facebook sono grossi i chicchi di grandine raccolti e mostrati all'obiettivo. "Grandine e allagamenti si sono abbatuti con violenza su gran parte del Salento. Si teme che questa improvvisa ondata di gelo e, soprattutto, l'umidità e le conseguenze dei grandi accumuli d'acqua nei terreni possa causare gravi danni alle colture. La violenza della grandine ha certamente causato danni alle piante d'ulivo, agli alberi da frutto e alle colture orticole. CIA Agricoltori Italiani Salento sta raccogliendo le segnalazioni delle aziende agricole per monitorare la situazione e compiere una prima stima dei danni".
Incidono i cambiamenti climatici
I cambiamenti climatici che "stanno interessando il territorio salentino assumono contorni paradossali, tanto da indurre a riflettere sull’assurdità della situazione attuale. Siamo in primavera, una stagione tradizionalmente associata al risveglio della natura, all’innalzamento delle temperature e alla dolcezza del clima. Tuttavia, ciò che si sta verificando in questi giorni appare lontano da tali consueti canoni". Precisiamo perché il fenomeno è complesso: inizia prima la primavera ovvero i frutteti entrano in fase sensibile già a fine febbraio / inizio marzo e basta una gelata leggera per fare danni enormi. Ma non è anomala la gelata, bensì la precocità della vegetazione.
Il Salento, "noto per il suo clima mite e temperato, sta sperimentando condizioni meteorologiche anomale, con repentini sbalzi termici, forti venti e precipitazioni imprevedibili che compromettono la quotidianità dei cittadini ma soprattutto danneggiano le nostre aziende agricole e l’equilibrio degli ecosistemi locali. Tali eventi estremi sembrano essere la manifestazione concreta di un clima impazzito, probabilmente influenzato dai mutamenti globali che stanno alterando i cicli stagionali".
Che fare? "Questa situazione straordinaria pone l’accento sull’urgenza di affrontare con maggiore consapevolezza e concretezza le tematiche agricole e ambientali. È imprescindibile promuovere strategie di adattamento efficaci e politiche di mitigazione che possano contrastare gli effetti devastanti del cambiamento climatico. Il clima che stiamo vivendo nel Salento è un segnale emblematico che ci invita a riflettere profondamente". Bene però spesso si contestano gli impianti delle rinnovabili che assicurano la transizione ecologica.
I danni in Romagna
Una notizia che ha colpito i media locali romagnoli e soprattutto di Faenza sono stati i forti danni del maltempo. Forlì Today ha raccolto la testimonianza della proprietaria dell'azienda agricola Casetta Rio del Sol. "Non si può spiegare quello che è successo, bisogna essere qui per capire. Quindici centimetri di neve a fine marzo... è tabula rasa. Si è rotto tutto, tutti gli impianti sono a terra, irrecuperabili”. E poi "Voglio che qualcuno venga a vedere cosa c'è rimasto qui fuori. Qualcuno deve farsi testimone di quello che è successo. Non servono descrizioni, basta guardare i campi: non c'è più niente”.
Fonte: CIA, Coldiretti