Ieri l’inaugurazione a porte chiuse con le autorità locali, oggi l’apertura al pubblico che, come era prevedibile, lo ha letteralmente preso d’assalto. Il nuovo Iper Tosano di Cesano Boscone, nel Milanese, come abbiamo annunciato a ottobre dell’anno scorso, ha debuttato oggi, giovedì 11 giugno.
C’è chi dice sarà un vero e proprio terremoto per i vicini di casa, Esselunga e Metro in primis, ma c’è anche chi è convinto che l’onda d’urto potrebbe arrivare ben oltre quest’area della periferia occidentale di Milano, creando un bel contraccolpo per un po’ tutte le insegne che gravitano a mezz’ora di strada da questo centro commerciale, denominato Porte di Milano: Lidl, Eurospin, IperCoop, il Gigante, Tigros, sino ad arrivare al Carrefour di Assago.

Tra grandi formati e una comunicazione urlata
Da una parte una massificazione di prodotti come nessuno era abituato a vedere da queste parti, dall’altra parte prodotti di nicchia, se non proprio da veri gourmet, provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo. Grandi, anzi, grandissimi formati, probabilmente presenti solo nei Cash & Carry o nei supermercati americani, accanto a confezioni classiche o anche più piccole del solito. Il tutto comunicato, anzi, urlato con un festival di “offerte bomba” e “prezzi da urlo” che fanno compagnia dall’inizio alla fine della spesa.

Meno di 8.000 metri quadrati, casse anche per l’Horeca
Con una metratura di circa 7.500 metri quadrati, con 1.500 posti auto esterni (dei quali 1000 interrati), lo store di Cesano Boscone è il settimo di Tosano in Lombardia, su un totale di 22 dislocati in 5 regioni nel nord Italia: nasce sulle ceneri del precedente Bennet, che a sua volta aveva preso il posto di Auchan, che per 15 anni non era riuscito a capire come fare funzionare questo punto di vendita.
Sono 35 le casse, due delle quali dedicate al mondo Horeca: bar e ristoranti possono prenotare la loro spesa e poi avere una corsia preferenziale per venire a ritirare e pagare.
In realtà, però, chiunque può comprare qualsiasi referenza, anche in formato palesemente pensato solo per l’ingrosso, ma sapientemente posizionata insieme a tutte le altre: una strategia che appare subito vincente, che attira l’attenzione di tutti i clienti, estasiati e sorridenti nel vedere barattoli di Nutella da 3 chili o contenitori di taralli giganti.
Reparto ortofrutta poco emozionale, ma razionale
Al reparto ortofrutta ci si arriva, appena entrati, dopo aver superato una serie di bancali di prodotti in offerta, un layout classico da vecchio ipermercato. Va detto subito: il reparto ortofrutta non è né il più bello dal punto di vista estetico, né il più stupefacente e impattante, soprattutto se confrontato con il resto dell’ipermercato.

Vuoi per un layout che probabilmente non lo valorizza, vuoi per la mancanza di innovazioni dei display, qui si bada al sodo: ottima la profondità dell’assortimento, una sezione è dedicata al Catering ma, in realtà, non è così ricca di formati extra large, che invece si ritrovano tra le corsie del reparto nel caso di cipolle e patate, con confezioni anche da 5 e 10 chili.

Casse interne per pesare frutta e verdura, una corsia solo per la frutta secca
I banchi ortofrutta dello sfuso, tutti dotati di un sistema di nebulizzazione, creano un effetto di freschezza e ordine. Niente bilance: all’interno del reparto ci sono tre casse con altrettanti dipendenti che pesano e prezzano, dotati di avancasse con succhi e spremute. Non è così chiaro individuarli all'inizio, tanto che sono molti i clienti che si aggirano sperduti. Ci vorrà del tempo per abituarsi.

Impressionante, questo sì, l’intera corsia, adiacente al reparto, dedicata integralmente alla frutta secca e disidratata, con un numero sterminato di referenze di ogni genere. È lungo poco più di 20 metri, invece, il murale dedicato ai prodotti di IV e V gamma, anche in questo caso molto profondo.

Un assortimento realmente disruptive
Per entrare nel vero spirito e nella filosofia di Iper Tosano bisogna in realtà muoversi nel resto dell'ipermercato: nei reparti serviti del fresco, ad esempio, oppure tra i surgelati e un po’ in tutti i reparti grocery. La pescheria è fornitissima, la pasticceria attira l’attenzione, così come la gastronomia e, soprattutto, la macelleria, ricchissima di tagli e pezzature.

Si rimane basiti davanti a una corsia interamente dedicata ai gin, dotata a occhio di almeno 100 referenze, a una corsia con focus solo per i formati magnum di bollicine e vini (ai quali Tosano ha riservato anche una sorta di "store nello store") a cui si accede appena entrati nel centro commerciale. Pacchi di farina da 25 chili, così come taniche di olio da 25 litri, muraglie di tonno di tutte le provenienze e formati, due corsie dedicate alle birre, un’infinità di tagli di salumi e prosciutti, venduti anche interi.

La rinascita del formato ipermercato?
Funzionerà? Quasi tutti non hanno dubbi. D'altronde, dopo anni di successi in casa propria, in Veneto, l'avanzata in Lombardia procedete spedita. Certo, forse in alcuni casi il facing, ovvero il numero di confezioni presenti a scaffale, considerando anche il numero di referenze complessivo, sembra sin troppo esagerato. Ma sono probabilmente dettagli che verranno sistemati, in caso, in corso d’opera.
L’euforia tra i clienti, per ora è palpabile, così come i carrelli strabordanti, come non eravamo più abituati a vederli negli ipermercati, formato in crisi e dato da molti per morto e defunto. Qui non sembra proprio. Intrattenendosi a chiacchiere con alcuni clienti, si capisce che non verranno qui solo dai popolari quartieri che animano questo spicchio di Milano ovest, ma da diverse zone della città, nonché da molto lontano, persino da fuori provincia.

Sarà durissima, questo sì, per i vicini: l’IperCoop di Baggio, quartiere a ridosso di Cesano Boscone, da giorni ha posizionato un grande poster che sottolinea come la vera convenienza sia presente da loro. Il Carrefour di Assago pubblicizza con forza la sezione “Professional”, dedicata alla ristorazione. Insomma, il terremoto è appena iniziato.