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22 aprile 2026

Ingrosso, le donne "contano" di più

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I mercati all'ingrosso hanno aperto le porte alle donne, che operano da sempre all'interno dei centri agroalimentari ma oggi "dicono la loro" sull'organizzazione del lavoro e delle attività. Una presenza meno defilata e più incisiva. 

Al convegno “Imprenditoria femminile nei Mercati all’ingrosso: il ruolo delle donne come motore di sviluppo tra innovazione e cambiamento nella filiera ortofrutticola”, organizzato da Le Donne dell’Ortofrutta, fedgromercati e Italmercati, è emersa una fotografia chiara: le donne sono già presenti, competenti e determinanti nel sistema dei mercati, ma il loro potenziale è ancora frenato da modelli organizzativi e culturali che non rispecchiano più la realtà del settore.

Finalmente i primi numeri affidabili

Lo studio presentato durante l’incontro a Macfrut - in un convegno moderato dalla direttrice di myfruit.it Raffaella Quadretti -  è il primo dedicato specificamente alla presenza femminile nell’ingrosso. Un segno tangibile: c'è interesse a conoscere il fenomeno e valorizzare la presenza delle donne. La ricerca ha confermato ciò che molti operatori intuivano: nel 90% delle aziende intervistate è presente almeno una donna. Una presenza che non è più marginale, ma strutturale. Il metodo è sostanza come ha sottolineato Raffaella Quadretti: "Sono 122 risposte indicative per azioni future grazie a un campione concreto che offre i primi numeri affidabili". Con queste risultanze si può iniziare a progettare. 

“Il futuro è donna”: il cambio di passo secondo Italmercati e Fedagro

Massimo Vitale, presidente di Fedagromercati Confcommercio Trieste, ha sottolineato come la presenza femminile sia ormai un dato consolidato, non un’eccezione. Un punto ribadito anche da Massimo Fabio Pallottini, presidente di Italmercati, che ha ricordato come il ruolo delle donne sia profondamente cambiato: “Una volta erano cassiere, oggi sono imprenditrici. Operano nelle vendite, negli acquisti, nella gestione. Sono ancora meno numerose, ma crescono”. E in meno di trenta secondi ha strappato l'applauso. 

Pallottini ha però evidenziato un nodo cruciale: gli orari dei mercati. “Quando riusciremo a cambiare i tempi di lavoro, permetteremo alle donne di essere anche madri senza dover vivere una dissociazione continua. Dobbiamo creare condizioni che consentano loro di lavorare con serenità nelle aziende e negli enti di gestione”. Una trasformazione che, secondo il presidente, è già in corso grazie a una contaminazione crescente e il segno è pure la collaborazione con l’associazione nazionale Le Donne dell’Ortofrutta.

Dati, consapevolezza e una “stortura” da correggere

Giulia Montanaro neo presidentessa dell'associazione ha ringraziato per il lavoro di ricerca svolto, ricordando come finora mancassero dati concreti: “Si navigava a sensazione. Se siamo qui, significa che una stortura c’è e va affrontata”. Lo studio mostra che il 12% delle donne ricopre ruoli di titolare o socia e il 47% lavora nell’area amministrativa, confermando una presenza forte ma ancora concentrata in funzioni specifiche.

L’esperienza sul campo: conciliazione, ostacoli e competenze

Molto dirette le testimonianze delle imprenditrici presenti. Ilaria Renna, presidente Fadagro Campania, opera nel mercato di Napoli, ha raccontato che il settore porta con sé “brutte abitudini” ereditate dal passato. Ha ricordato gli ostacoli incontrati in un ambiente maschile che inizialmente non la voleva: “Poi hanno visto che so fare le cose, come onorare gli impegni, cosa che non sempre i colleghi maschi riescono a mantenere”. Una frase che ha suscitato gli applausi e trasmesso determinazione. 

Alessandra Ravaioli, consigliera CAL Parma (Italmercati) ha ribaltato un luogo comune: “Il mercato non è un posto da uomini. È un posto anche per le donne, se ci sono prospettive”. Ha ricordato che in Emilia-Romagna due mercati su quattro sono diretti da donne, Parma e Rimini, e che proprio qui è nata la logistica solidale. Per Ravaioli, la chiave è semplice: “Le donne devono iniziare a decidere di più ed essere integrate. Se non si capisce il loro ruolo nell’ortofrutta, non si va avanti”.

Francesca Nadalini, imprenditrice, ha portato una visione di lungo periodo: “Ci siamo concentrate sulla Gdo, ma ho sempre creduto nel valore dei mercati. Da bambina mi ci portavano. Oggi stiamo cercando una normalizzazione”. Paroel dense che hanno un chiaro significato non devono essere più necessari in futuro momenti come questi, segno di uno scarto. 

Comunicazione, leadership e nuovi linguaggi

Serena Montucchiari, influencer e comunicatrice, ha raccontato come i social le abbiano permesso di unire due mondi: il lavoro notturno nei mercati e quello diurno in negozio. “I clienti arrivano già informati. Racconto come si lavora un frutto, come si conserva, come si consuma. La comunicazione delle donne è più emozionale: non solo prodotto, ma storia”. Ha sottolineato come le donne portino nelle aziende una leadership “meno gerarchica e più circolare”, fatta di empatia, pazienza e capacità di mediazione, qualità preziose in un settore duro e competitivo.

Il valore delle colleghe e il problem solving naturale

Marinella Degliesposti, co-titolare di un negozio di vicinato e presidente Fida Emilia-Romagna, ha ricordato che nei mercati “c’è ancora un atteggiamento mascolino”, ma che la presenza femminile porta un valore aggiunto evidente: “Noi per natura abbiamo dentro il problem solving. Arrivare al mercato e portare questi stimoli è importante. Avere colleghe in azienda è un valore inestimabile”.

Un settore che cambia, ma che deve cambiare ancora

Il quadro emerso a Macfrut è quello di un settore in trasformazione, dove le donne sono già protagoniste ma chiedono condizioni più moderne, spazi decisionali più ampi e un riconoscimento pieno delle loro competenze. Lo studio presentato e le testimonianze raccolte mostrano un potenziale enorme, già attivo ma non ancora espresso del tutto.

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