L'agroalimentare europeo archivia il mese di febbraio con un saldo commerciale positivo di 4,4 miliardi. Si tratta di un risultato in crescita del 43% rispetto a gennaio e sostanzialmente allineato ai livelli registrati nello stesso mese del 2025.
A dirlo è l'ultimo rapporto mensile sul commercio agroalimentare pubblicato dalla Commissione europea il 2 giugno 2026 in riferimento agli scambi commerciali dell'Unione europea aggiornati a febbraio 2026.
Il report evidenzia anche un altro aspetto, e cioè come il calo delle importazioni abbia contribuito a rafforzare la bilancia commerciale dell'Unione.
Le esportazioni hanno raggiunto 18,8 miliardi, in aumento del 6% rispetto al mese precedente ma in flessione del 4% su base annua.
Le importazioni si sono invece attestate a 14,5 miliardi, con una diminuzione dell'1% rispetto a gennaio e del 5% rispetto a febbraio dello scorso anno. Nei primi due mesi del 2026 il surplus cumulato si è mantenuto stabile a 7,4 miliardi.
L'ortofrutta tra i pochi comparti in crescita
In un contesto caratterizzato da una generale contrazione degli scambi, l'ortofrutta mostra segnali decisamente più positivi rispetto ad altri comparti agricoli. Tra gennaio e febbraio le esportazioni europee di frutta e frutta a guscio sono aumentate dell'8%, risultando tra le categorie merceologiche con le migliori performance.
A sostenere la crescita sono state soprattutto le mele e le pere, che hanno compensato la debolezza registrata in altri segmenti dell'agroalimentare europeo. Il dato assume particolare rilevanza considerando che nello stesso periodo sono diminuite le esportazioni di prodotti a base di cacao, carni suine, olive e olio d'oliva, tradizionalmente tra le voci più importanti dell'export comunitario.

Già nel mese di gennaio il comparto aveva mostrato una dinamica positiva, con un incremento del 5% delle esportazioni di frutta e frutta a guscio, sempre grazie alla buona tenuta delle spedizioni di mele e pere verso i mercati internazionali.
Crescono anche le importazioni
L'ortofrutta si distingue non soltanto sul fronte delle esportazioni. La Commissione europea segnala infatti che tra le categorie in aumento nelle importazioni figurano proprio frutta e frutta a guscio, insieme a carne bovina, margarine e altri oli e grassi.
L'incremento assume un valore particolare perché si verifica in una fase in cui il valore complessivo delle importazioni agroalimentari europee è in diminuzione. Le maggiori contrazioni hanno infatti interessato i prodotti a base di cacao, i cereali e i semi oleosi, mentre la domanda di prodotti ortofrutticoli provenienti dai Paesi terzi continua a mostrare segnali di vivacità.
Uk primo mercato, ma le spedizioni rallentano
Sul fronte delle destinazioni commerciali, il Regno Unito si conferma il principale sbocco per l'agroalimentare europeo. Nei primi due mesi dell'anno le esportazioni verso il mercato britannico sono tuttavia diminuite di 336 milioni di euro, pari a una flessione del 4%, soprattutto a causa della riduzione delle vendite di carni suine e cereali.
In questo scenario l'ortofrutta si conferma uno dei comparti più resilienti del commercio agroalimentare europeo. La crescita delle esportazioni di frutta fresca e frutta a guscio rappresenta infatti una delle poche note positive in un quadro complessivamente caratterizzato da una riduzione dei flussi commerciali e dalla diminuzione dei valori scambiati.