A Vittoria, nel cuore agricolo del Ragusano, c’è un’azienda che sta riscrivendo il modo di coltivare in serra. Si chiama Agroenergie, è nata appena quattro anni fa dall’incontro tra un gruppo di imprenditori, e oggi rappresenta uno dei casi più interessanti di integrazione tra produzione agricola e produzione energetica. A raccontarlo a myfruit.it durante Marca 2026 è Adriana Lo Monaco, amministratore dell’azienda, che parla con orgoglio di un progetto che unisce innovazione, sostenibilità e riqualificazione del territorio. Insomma altro che consumo di suolo, il terreno può diventare più produttivo sia nel bilancio economico che nella qualità dei prodotti agricoli.
Pomodori sotto fotovoltaico: “Abbiamo trovato l’equilibrio ottimale”
Nelle serre tradizionali, durante l’estate, le temperature superano facilmente i 40–50 °C. Per questo si ricorre da sempre a sistemi di ombreggiamento, non sempre efficaci. Sotto i pannelli fotovoltaici, invece, l’ombreggiatura è naturale. “Abbiamo visto che le produzioni di pomodoro sono ottimali”, spiega Lomonaco. “In estate togliamo la plastica e mettiamo la rete: si crea un microclima ideale, con temperature più basse e più stabili”.
Il fotovoltaico garantisce l'ombreggiatura
L’unico elemento da compensare è l’umidità, che sotto rete tende a diminuire. Per questo Agroenergie ha installato un sistema automatico di fog, un dispositivo di umidificazione a nebbia finissima che si attiva quando i sensori rilevano valori troppo bassi. “In questo modo ricreiamo l’umidità necessaria per la pianta. Oggi possiamo dire di aver raggiunto il massimo equilibrio tra temperatura e umidità”. E così i datterini entrano sul mercato dopo la sperimentazione tecnologica.
Un’azienda che riqualifica il territorio, valorizzando i terreni abbandonati
Agroenergie è una realtà recente, ma con idee molto chiare. “Siamo nati dal desiderio di creare un’agricoltura nuova, sostenibile e tecnologica”, racconta Lo Monaco. Il primo passo è stato l’acquisto di terreni abbandonati, degradati, che l’azienda ha voluto riqualificare. Sia per la produzione sia per la sostenibilità sociale. All’ingresso è stato creato infatti un giardino sociale, aperto alle scuole e ai visitatori. “Vogliamo mostrare che innovazione e sostenibilità possono convivere perfettamente anche qui, senza dover guardare ai Paesi del Nord Europa”.
Sperimentazione continua: dai pomodori ai peperoni
Se la produzione estiva di pomodoro è ormai consolidata, Agroenergie sta sperimentando anche le colture invernali. Sono stati effettuati trapianti in ottobre, novembre e altri sono previsti a maggio, per studiare il comportamento delle piante sotto i pannelli nelle diverse stagioni.
Adriana Lo Monaco
Non solo pomodori: sotto fotovoltaico sono state testate anche peperoni, con risultati incoraggianti. L’idea è differenziare: pomodoro e datterino in estate, altre colture nei mesi più freddi.
Acqua, suolo e sostenibilità: “Fuori suolo per proteggere le falde”
La scelta del fuori suolo non è casuale. “È una gestione delicata, ma ci permette di evitare l’inquinamento delle falde”, spiega l'imprenditrice. Nella zona, infatti, l’agricoltura intensiva ha portato negli anni a un aumento di nitrati e nitriti nelle acque.
Per ampliare la gamma colturale, l’azienda ha installato anche un impianto di osmosi inversa, che permette di regolare conducibilità e salinità dell’acqua in base alle esigenze delle piante. È così che Agroenergie ha potuto introdurre anche il peperone, una coltura che normalmente soffrirebbe le caratteristiche idriche del territorio.
A questo si aggiunge un sistema di certificazioni già ottenute come il GlobalGAP, Grasp, Nickel Free e Spring, quest’ultima dedicata al controllo sostenibile delle risorse idriche.
Energia pulita e innovazione
La componente energetica è l’altro pilastro del progetto. Oggi l’azienda dispone di 50 kW installati, ma il progetto finale prevede 12 MW di potenza per coprire tutte le serre.
L’energia prodotta viene immessa in rete, ma con una strategia avanzata: Agroenergie ha installato batterie di accumulo e sviluppato un software che vende l’energia nei momenti di prezzo più alto. Un modello che ottimizza i ricavi e valorizza la produzione.
Risolto un problema infrastrutturale
Non solo: l’azienda ha costruito a proprie spese le cabine elettriche della zona, poi cedute a Enel. “Era un’area poco servita. Abbiamo risolto un problema infrastrutturale e migliorato la qualità della rete”.
Prodotti sicuri e tracciabili: nasce il progetto “Frutti di Bobò”
Accanto alla produzione agricola, Agroenergie sta lavorando anche sulla comunicazione al consumatore. È nato così il progetto e il brand Frutti di Bobò, un personaggio-dinosauro pensato per raccontare ai bambini e alle famiglie la qualità e la sicurezza dei prodotti coltivati sotto fotovoltaico. “Vogliamo far capire che acquistare i nostri prodotti significa scegliere un sistema innovativo, sostenibile e controllato in ogni fase”.
Sensoristica, CO2 e lotta integrata: tecnologia al servizio dell’ambiente
Nelle serre fotovoltaiche è installata una rete di sensori che monitora temperatura, umidità e CO2. "La difesa fitosanitaria è gestita con trappole intelligenti che rilevano la presenza degli insetti: i trattamenti vengono effettuati solo quando necessario, evitando interventi cadenzati e riducendo drasticamente l’uso di fitofarmaci".
Un modello replicabile
Agroenergie dimostra che l’integrazione tra agricoltura e produzione energetica non è solo possibile, ma può diventare un vantaggio competitivo: microclima migliore, costi ridotti, sostenibilità e un prodotto finale più sicuro. Da Vittoria un modello che guarda al futuro, con la forza di un territorio agricolo storico e la visione di un’azienda che ha scelto di innovare. Alla faccia dei tanti che ripetono continuamente il ritornello, purtroppo anche rappresentanti di istituzioni, della perdita di suolo. Dimenticando i milioni di ettari abbandonati e un'età media molto elevata degli imprenditori agricoli.