In primo piano e attualità

27 aprile 2026

Hormuz, verso controllo militare e pedaggi in moneta locale

55

Passano i giorni e la situazione nello Stretto di Hormuz resta altamente instabile. In Iran è in discussione una proposta che prevede un maggiore ruolo delle strutture militari nella gestione del passaggio strategico e l’introduzione di pedaggi in valuta locale, il rial. Si tratta tuttavia di un’iniziativa ancora in fase parlamentare e non di una misura già operativa.

Nel frattempo il traffico marittimo rimane su livelli eccezionalmente bassi. In alcune rilevazioni recenti sono stati registrati appena 5–7 transiti nelle 24 ore, contro una media pre-crisi di circa 140 navi al giorno, secondo dati di tracciamento satellitare e analisi del settore riportate da Reuters.

Rotte deviate e logistica sotto pressione

Il forte rallentamento dei flussi attraverso Hormuz sta trasformando uno dei principali corridoi energetici e commerciali globali in un collo di bottiglia. Le conseguenze si riflettono su tutto il sistema logistico internazionale: rotte più lunghe, tempi di consegna dilatati e aumento dei costi assicurativi e di trasporto.

Le compagnie marittime stanno riprogrammando i servizi e adattando la capacità disponibile, mentre gli operatori logistici si trovano a gestire una crescente complessità operativa. In questo contesto, secondo il vettore Hapag-Lloyd, il ritorno a condizioni di normalità sulle principali rotte legate al Medio Oriente richiederebbe tra le 6 e le 8 settimane, una volta ristabilite condizioni di sicurezza e stabilità nei transiti.

Panama: tariffe in salita per i passaggi urgenti

Parallelamente, si registra una pressione crescente anche su un altro snodo strategico del commercio globale: il Canale di Panama. Le aste per l’accesso rapido alle finestre di transito hanno raggiunto livelli record, con alcune navi che hanno superato il milione di dollari per assicurarsi il passaggio prioritario.

L’Autorità del Canale segnala che non si tratta di un aumento generalizzato dei pedaggi, ma di un fenomeno legato alla forte domanda di slot urgenti. Le tariffe medie delle aste risultano comunque in crescita rispetto ai livelli precedenti, soprattutto nei segmenti energetici e nel trasporto container più sensibile ai tempi di consegna.

Europa: la crisi diventa leva logistica

In questo scenario di instabilità, la logistica europea si trova in una posizione paradossalmente favorevole. La volatilità delle rotte e l’aumento dei rischi operativi stanno rafforzando il ruolo degli operatori integrati, capaci di offrire servizi di ripianificazione, coordinamento multimodale e gestione delle emergenze.

L’aumento delle tariffe legate al rischio, la maggiore complessità delle reti e il rafforzamento del potere contrattuale dei grandi gruppi stanno contribuendo a migliorare i margini del settore logistico europeo. Al contrario, l’industria manifatturiera risulta più esposta agli shock di costo e ai ritardi lungo la catena di fornitura.

In questo scenario, la gestione delle rotte via mare diventa sempre più legata alla capacità di anticipare i rischi e assicurarsi slot di transito. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la situazione nello Stretto di Hormuz si stabilizzerà o resterà un fattore di pressione strutturale sul commercio internazionale.

Potrebbe interessarti anche