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07 aprile 2026

Gasolio agricolo, la voce degli stakeholder

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Le nuove misure per il gasolio agricolo piacciono agli stakeholder, che però avvertono: servono misure strutturali. 

Lollobrigida: “Credito di imposta misura concreta”

"Il Governo Meloni è l'esecutivo che ha investito di più nel settore primario, investimenti per permettere alle imprese agricole di guardare al futuro e garantire ai cittadini la scelta di cibo di qualità - ha commentato il ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida - Anche oggi dà un sostegno concreto al settore primario italiano, con il credito di imposta del 20% per l'acquisto dei carburanti le nostre imprese agricole, i nostri agricoltori, potranno attutire i rincari del costo del carburante necessario a produrre”. 

“È una misura che ha un impatto sia sulle nostre imprese agricole che sui cittadini che potranno continuare a scegliere la qualità dei prodotti italiani senza ulteriori aumenti derivanti dall'aumento dei costi di produzione dovuti al caro energetico - ha proseguito - Nel Consiglio dei ministri di oggi il Governo ha varato delle misure per sostenere famiglie e imprese. Questo decreto comprende anche misure a favore delle imprese agricole, imprese che hanno subito un aumento eccezionale del costo dei carburanti, prevedendo un credito di imposta di 30 milioni di euro destinato a coprire le spese per l'acquisto del carburante del mese di marzo, nella misura del 20%”. 

Cia: "Primo passo per l’agricoltura in crisi"

Con il credito di imposta del 20% sull’acquisto di gasolio agricolo per il mese di marzo viene accolta la richiesta di Cia-Agricoltori Italiani, che con lungimiranza aveva compreso, sin dai primi giorni del conflitto, le conseguenze drammatiche per il settore agricolo, proponendo la misura nelle sedi istituzionali attraverso un emendamento al Dl bollette del 20 febbraio - ha commentato Cia - Si tratta di un primo passo che necessita sforzi aggiuntivi, quantomeno per i mesi di aprile e maggio, quando nei campi le attività si intensificano e la domanda di input energetici aumenta". 

Non si deve trascurare, infatti, l’incremento degli altri costi di produzione, come nel caso dei fertilizzanti, con rincari fino al 60% per urea e azotati a causa delle tensioni in Medio Oriente

"Confidiamo che il Governo prosegua su questa strada con interventi strutturali più ampi, trasformando il sollievo temporaneo in una strategia duratura per l’agricoltura italiana e, in particolare, per le filiere più in crisi, come quella cerealicola e zootecnica - ha precisato Cia - Continuiamo inoltre a sostenere il protagonismo italiano a Bruxelles, sollevando ogni altra azione necessaria a sostegno del settore, soprattutto in tema di fertilizzanti, oltre alle necessità di un allentamento dei vincoli di bilancio europei".

Copagri: "Decreto Salva semine"

“L’estensione alle imprese del primario del credito d’imposta al 20% per l’acquisto di gasolio agricolo, originariamente previsto dal dl 33/2026 solo per la pesca e per l’autotrasporto, accoglie le istanze ripetutamente avanzate dalla Confederazione Produttori Agricoli e va a dare ossigeno alle tantissime aziende alle prese con i sempre maggiori rincari dei fattori produttivi legati alle forti tensioni in atto sul versante medio-orientale", ha sottolineato il presidente della Copagri Tommaso Battista.

"L’importanza di tale intervento, per il quale ringraziamo il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida, risiede anche nella tempistica con cui arriva: ci troviamo alle porte delle semine primaverili, periodo nel quale, per ovvi motivi, la necessità di carburante si fa significativamente più pressante, in ragione della necessità di ottemperare alle attività di lavorazione dei terreni, trapianti, concimazioni, diserbi, primi trattamenti fitosanitari, sfalci e prime raccolte di fieno e primizie orticole”.

“Proprio il gasolio agricolo, insieme ai fertilizzanti, rappresenta la principale voce di bilancio di un’azienda agricola - ha aggiunto il presidente della Copagri - Questi due fondamentali fattori produttivi costituiscono, da soli, circa la metà dei costi di produzione mediamente sostenuti nel Primario. Tutto ciò a fronte della drammatica situazione in atto nel Medio Oriente, che auspichiamo possa rientrare il prima possibile, sta esponendo i produttori agricoli italiani a una nuova pericolosa impennata dei costi di produzione, che mette a rischio le semine primaverili e la tenuta stessa del comparto”.

“Basti pensare che dall’inizio della guerra in Medio Oriente il costo del gasolio agricolo si è impennato di circa il 55-60%, passando da 85-90 centesimi al litro a 1,45 euro al litro; con questo fondamentale e atteso intervento del governo, il costo del carburante in agricoltura dovrebbe tornare ad assestarsi, almeno per il momento, intorno 1,15 euro al litro”, ha rimarcato il presidente della Copagri.

Legacoop Agroalimentare: "Bene proroga accise e credito d’imposta ma servono interventi strutturali"

"Bene la proroga di quanto già in essere e l’inserimento dell’agricoltura che sta vivendo comunque una enorme ripercussione negativa da questa guerra con Iran e con i riflessi nei trasporti marittimi internazionali - ha dichiarato  il presidente di Legacoop Agroalimentare, Cristian Maretti - Siamo consapevoli che sono misure che tamponano e non risolvono tutti i problemi. Ci aspettiamo che anche dalla Ue arrivino segnali forti a sostegno delle imprese e delle famiglie per evitare che le misure emergenziali dell’oggi ricadano sul nostro futuro".

Il provvedimento, dal valore complessivo di circa 500 milioni di euro, introduce anche interventi a sostegno dell’export tramite Simest e recepisce l’accordo su Transizione 5.0, confermando l’attenzione del Governo verso il sistema produttivo.

"Le imprese cooperative hanno bisogno di resistere in questo momento - ha proseguito  Maretti - Ma di poter contare anche su un impegno straordinario dal punto di vista politico e diplomatico del Governo e della Commissione Europea per poter ottenere un quadro futuro di maggiore stabilità geopolitica". 

"Le imprese cooperative ed i loro soci non hanno bisogno solo di sostegno economico temporaneo, ma di sentire al proprio fianco tutte le istituzioni, di tutti i livelli, per garantire un futuro stabile e poter fare investimenti e progetti. In questa fase così difficile sentiamo il bisogno di unità politica d’intenti per evitare che la situazione possa perfino peggiorare".

Aic: “Necessario confronto per misure di sistema”

"Dal nuovo decreto arriva un segnale positivo di attenzione verso il settore. Da qui alla scadenza del provvedimento è essenziale lavorare insieme per soluzioni condivise che rafforzino la resilienza delle imprese agricole - ha affermato il presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori, Giuseppino Santoianni - La misura interviene in una fase particolarmente delicata, con l’avvio delle attività stagionali".

"Si tratta di un sostegno che potrà alleviare solo in parte una situazione ancora critica, con prezzi in aumento - ha continuato - in Sicilia alcuni nostri coltivatori segnalano un costo del gasolio agricolo salito a 1,45 euro al litro, rispetto a circa un euro registrato a febbraio 2026. Questo intervento deve quindi rappresentare un punto di partenza per costruire strumenti più stabili e automatici, in grado di rispondere a crisi che possono essere più frequenti e intense".

"Agricoltura e pesca sono tra i settori più esposti agli shock energetici e geopolitici. È quindi necessario garantire continuità e prospettiva alle imprese. Confermiamo la massima disponibilità a collaborare in tutte le sedi istituzionali per individuare soluzioni efficaci e durature".


Fonte: Masaf -Cia - Copagri - Legacoop Agroalimentare - Aic

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