Dal Sole 24 Ore di ieri, Manuela Soressi fotografa l'exploit della frutta secca che si infiltra in ogni momento della giornata: da 627 a 756 milioni di kg consumati tra il 2020 e il 2024 (dati Ismea).
In Gdo vale oltre 1,1 miliardi di euro con 130 referenze (+13% nel 2024), 4,5 kg pro capite annui (+20%).
Mandorle, noci, arachidi, pistacchi e mix coprono il 67% della spesa, ma corrono anacardi e pinoli grazie a campagne nutrizionali e innovazione che spalmano le vendite tutto l’anno (settembre-novembre solo 27-31% acquisti).
Spiccano i trasformati, che assorbono il 55% della produzione (+5% in 5 anni): creme 100% frutta secca a 11 milioni di confezioni per 45 milioni di euro (18% quota nelle spalmabili in 4 anni, Niq), salse di noci +5,4% (468mila kg), formaggi plant-based +14,5% (16,6 mln euro).
L’import domina (58% mercato, made in Italy al 42%, noci 20%, pistacchi 12% con rischi dall’Iran), ma i trasformatori italiani diversificano con successo (Euro Company, Marullo, Manuzzi, Noberasco attirano capitali esteri).
Prospettive rosee in dolciario, proteico e plant-based.