L’attuale barometro dei consumi dell’Hde (l'indice mensile pubblicato dall'associazione tedesca del commercio al dettaglio Handelsverband Deutschland, ndr) mostra che nel luglio 2026 il clima di fiducia dei consumatori in Germania è leggermente migliorato. L’imbarazzante eliminazione della nazionale quattro volte campione del mondo non ha quindi causato danni, almeno sotto questo aspetto.
Del resto, nella lista delle priorità ci sono questioni ben più importanti del calcio, soprattutto quando uno sport bello come questo rischia di finire completamente vittima dell’avidità di profitto e degli interessi di potere di funzionari e politici corrotti. Così inizia l'editoriale di Michael Schotten sul numero 16 di Fruchthandel Magazin.
Nonostante la tendenza dei consumi sia nel complesso leggermente positiva, ricorda Schottem, il clima in Germania rimane cronicamente depresso. I consumatori guardano con maggiore ottimismo all’andamento dell’economia e dei redditi, ma la loro propensione all’acquisto resta contenuta. Continuano a pesare le conseguenze economiche dei conflitti internazionali, in particolare del conflitto con l’Iran.
Va inoltre osservato che la fine dello sconto sul carburante a fine giugno, con il conseguente aumento immediato dei prezzi alla pompa, non è stata considerata nel barometro dei consumi.
Frutta e verdura
Nel settore ortofrutticolo, le vendite hanno registrato recentemente un andamento disomogeneo. Nel complesso, secondo i dati di YouGov, la categoria frutta, verdura e patate ha segnato un calo delle vendite del 2%, dato che può essere considerato relativamente solido alla luce del forte effetto calendario negativo registrato a maggio.
La frutta fresca ha invece registrato un aumento dell’1% in termini di volume, soprattutto grazie a una stagione positiva per la frutta con nocciolo e a una domanda più vivace di frutta esotica.
Le vendite di verdura fresca hanno subito un calo del 6%, ma l’aumento dei prezzi ha permesso di mantenere stabili i ricavi. Nelle settimane di caldo intenso di giugno, l’ago della bilancia sembra essersi nuovamente spostato a favore della frutta fresca.
Tuttavia, si tratta pur sempre di istantanee. Il compito prioritario del settore ortofrutticolo è aumentare il consumo indipendentemente dalla congiuntura economica, dagli effetti meteorologici o da altri fattori variabili, osserva l'editorialista di Fruchthandel.
In questo ambito emergono ancora notevoli carenze o, se si preferisce leggere la situazione in positivo, ampie opportunità. Ma qual è la causa del consumo troppo basso di frutta e verdura? Dipende forse da un approccio ai consumatori non adeguato al target, da un tono sbagliato, da una mancanza di rilevanza o dall’assenza di dati concreti?
Daniel Schmidt ne ha parlato di recente con Antje Gahl della Società tedesca per l’alimentazione (Dge). È emerso chiaramente che l’argomentazione si è spostata. Mentre per decenni l’educazione alimentare si è concentrata sulla trasmissione di conoscenze, oggi l’attenzione si sposta sempre più sulla creazione di un ambiente alimentare favorevole.
Le persone prendono gran parte delle loro decisioni alimentari non in modo razionale, ma in base alla situazione e sotto l’influenza dell’ambiente circostante. La comunicazione sulla salute da sola, quindi, incontra inevitabilmente dei limiti. In questo contesto, le misure strutturali assumono un’importanza crescente anche per frutta e verdura.
Dall’efficienza all’esperienza
La ristorazione collettiva nelle scuole, negli asili nido, nelle aziende e nelle strutture di assistenza offre l’opportunità di diffondere un’alimentazione salutare in modo accessibile e indipendente dal livello di istruzione o di reddito. Sebbene esistano già molti esempi positivi, le potenzialità di questo ambito non sono ancora state sfruttate neppure lontanamente.
Ma anche per i punti di vendita del settore alimentare si aprono opportunità che, negli ultimi anni di crisi, sono state forse sacrificate fin troppo alla razionalizzazione degli assortimenti, alla politica dei marchi e alla determinazione dei prezzi, in una parola: alla redditività. Al più tardi quando la congiuntura e i consumi torneranno a prendere slancio, conclude Michael Schotten, l’esperienza dovrà tornare ad avere la precedenza sull’efficienza.
Fonte: Fruchthandel Magazin