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23 gennaio 2026

Fri-el Green House si alimenta anche con biometano

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Fri-el Green House, azienda attiva nel Ferrarese nel settore delle serre idroponiche e della produzione di energia da fonti rinnovabili, inaugura la connessione alla rete di un nuovo impianto di biometano. L’azienda ha infatti realizzato la conversione di due impianti esistenti, adiacenti alle serre idroponiche, da biogas a biometano con recupero della CO2, elemento fondamentale per ottimizzare la fotosintesi e quindi la crescita delle piante.

Nuovo traguardo

Il Gruppo Friel raggiunge così un nuovo e significativo traguardo con l’avvio dell’impianto a biometano di Ostellato, un progetto che si inserisce nel più ampio percorso di innovazione intrapreso dall’azienda con l’obiettivo di arrivare alla piena sostenibilità energetica e ambientale del proprio sito produttivo. L’area di Ostellato ospita circa 30 ettari di serre dedicate alla coltivazione di pomodori in idroponica, una tipologia produttiva altamente efficiente ma caratterizzata da un fabbisogno energetico rilevante

Le serre necessitano infatti di grandi quantità di calore per garantire la continuità produttiva durante tutto l’arco dell’anno, di energia elettrica per assicurare alle piante la corretta radiazione luminosa e di risorse idriche per sostenere il ciclo di coltivazione fuori suolo.

Ampliare le serre

“Il nostro obiettivo è compiere un salto di qualità ampliando le serre dedicate alla coltivazione idroponica, incrementando così la capacità produttiva e introducendo nuove tecnologie sostenibili - dichiara Florian Gostner, Ceo di Fri-El Green House e aggiunge - in questo contesto, Friel ha avviato un piano di investimenti integrati finalizzati a coprire in modo sostenibile tutte queste esigenze". 

"Il calore sarà fornito da soluzioni geotermiche, mentre l’energia elettrica proverrà da impianti fotovoltaici progettati con un approccio innovativo che consente anche la raccolta e lo stoccaggio dell’acqua piovana in bacini dedicati, dai quali le serre attingeranno per il proprio fabbisogno idrico. È all’interno di questa visione sistemica che si colloca il progetto biometano, concepito come elemento chiave dell’economia circolare del sito. Il nostro obiettivo è quello di costruire una filiera agricola a impatto zero”.

Economia circolare

L’impianto è infatti integrato con le attività agroindustriali e riceve i flussi di scarti della lavorazione, che vengono valorizzati attraverso la produzione di biogas e successivamente trasformati in biometano. Parallelamente, il processo genera digestato con un’elevata vocazione come ammendante agricolo, che viene restituito ai campi contribuendo alla fertilità dei suoli e alla chiusura del ciclo delle risorse. L’impianto risponde anche ad una logica di sviluppo coerente con le politiche energetiche europee, che puntano a raggiungere entro il 2030 una produzione di 35 miliardi di metri cubi di biometano, come leva fondamentale per la transizione energetica. 

Il biometano viene ottenuto a partire dal biogas, prodotto dalla fermentazione naturale delle matrici organiche alimentate all’impianto, un gas costituito principalmente da metano e anidride carbonica. Proprio su questo aspetto si innesta un ulteriore elemento di strategicità dell’impianto di Ostellato, che è stato sviluppato per recuperare la CO2 separata durante il processo di purificazione del biogas. 

L’anidride carbonica viene infatti reimmessa nelle serre per la concimazione carbonica delle piante di pomodoro, che in un’atmosfera arricchita di CO₂ sono in grado di incrementare significativamente la resa produttiva in termini di frutti. L’impianto è in grado di produrre fino a 500 Sm3 di biometano e circa 7mila tonnellate annue di CO2, configurandosi come un’infrastruttura ad alto valore ambientale e industriale. Il metano prodotto, infine, grazie ad un accordo di partnership con il Gruppo Fedrigoni, leader europeo nella produzione di carte speciali e materiali autoadesivi, sarà destinato a contribuire alla decarbonizzazione di uno dei settori più energivori dell’industria manifatturiera, quello della produzione della carta, estendendo così i benefici del progetto oltre i confini del sito di Ostellato e rafforzando il ruolo di Friel come attore protagonista e altamente innovativo nella transizione verso un modello energetico più sostenibile.

“Il nostro impegno nasce da una visione chiara: dimostrare che uno sviluppo sostenibile, innovativo e inclusivo è possibile ed è in grado di creare futuro e occupazione. Per questo promuoviamo la transizione energetica e la valorizzazione dei territori più fragili – spiega Florian Gostner - siamo presenti qui a San Giovanni di Ostellato da 15 anni, abbiamo costruito serre idroponiche, in cui produciamo orticole con un basso consumo di acqua e suolo e con l’utilizzo di energie rinnovabili". 

"Questo dimostra come si possa coniugare agricoltura e sostenibilità. Ora vogliamo fare un passo in avanti: ampliare le serre, creare nuovi posti di lavoro (passando da 600 a oltre 1.000 dipendenti), raggiungere l’autonomia energetica degli impianti, per costruire una filiera agricola a impatto zero tramite il nuovo impianto di biometano, un impianto geotermico con sistema di stoccaggio del calore stagionale e l’ampliamento di impianti fotovoltaici.


Fonte: Fri-el Green House

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