Stati Uniti e Iran hanno formalizzato un memorandum d’intesa che punta a porre fine al conflitto degli ultimi mesi e ad avviare una nuova fase negoziale.
Come riportato da Reuters, il documento è stato firmato dai rappresentanti delle due parti e apre un periodo di 60 giorni durante il quale dovranno essere affrontate le questioni più complesse, a partire dal programma nucleare iraniano e dal sistema delle sanzioni economiche.
Secondo l’agenzia internazionale, l’intesa rappresenta per ora una cornice politica generale e non un accordo definitivo, ma costituisce il più importante passo avanti diplomatico registrato dall’inizio della crisi.
Hormuz al centro dell’intesa
Uno dei punti più rilevanti del memorandum riguarda lo Stretto di Hormuz, il passaggio marittimo attraverso il quale transita una quota significativa delle esportazioni mondiali di petrolio e gas.
Secondo quanto riferito da Ansa, tra le misure previste figura il graduale ripristino del traffico commerciale nello Stretto, con l’obiettivo di riportare i transiti ai livelli precedenti al conflitto entro circa trenta giorni dall’entrata in vigore dell’intesa.
L’accordo prevede inoltre una serie di impegni reciproci finalizzati a garantire la sicurezza della navigazione lungo una delle rotte energetiche più importanti del pianeta.
Una riapertura graduale
Al momento Hormuz non è tornato completamente operativo ma, scrive il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, in un post su X: "La nave mercantile italiana Grande Torino, del gruppo Grimaldi, a poche ore dalla firma dell'accordo tra Usa e Iran è stata fra le prime ad attraversare lo stretto di Hormuz. Ora è in navigazione verso l'Oriente".
Reuters evidenzia che la normalizzazione dei traffici richiederà tempo e che gli operatori del settore marittimo prevedono una ripresa progressiva dei passaggi.
Diversi armatori continuano infatti a monitorare l’evoluzione della situazione sul piano della sicurezza prima di tornare ai livelli ordinari di attività nella regione.
Sessanta giorni per un accordo più ampio
Il memorandum apre ora una finestra negoziale di due mesi. Durante questo periodo Washington e Teheran dovranno discutere i dettagli di un eventuale accordo permanente.
Tra i temi sul tavolo figurano il futuro del programma nucleare iraniano, la progressiva riduzione delle sanzioni, la sicurezza delle rotte marittime regionali e le garanzie reciproche per evitare una nuova escalation militare.
Secondo Reuters, il successo dell’intesa dipenderà soprattutto dalla capacità delle parti di trasformare il memorandum in un accordo vincolante e duraturo.
L'incontro di domani è ancora in programma
In questo scenario, l'incontro tra le parti programmato per domani, in Svizzera, di cui aveva riferito myfruit, sembrerebbe confermato.
"Allo stato attuale - riferisce il ministero degli Esteri svizzero in una dichiarazione inviata a LaPresse e riportata da Repubblica - è ancora previsto che domani gli Stati Uniti e l'Iran, insieme ai mediatori Pakistan e Qatar, si incontrino al Bürgenstock per i primi negoziati sull'attuazione dell'accordo".
Prosegue la nota: "Al momento non è possibile fornire ulteriori informazioni sullo svolgimento e sui dettagli di questo incontro, ma la Svizzera accoglie con favore la firmadel Memorandum of Understanding tra gli Stati Uniti e l'Iran da parte di entrambi i Paesi. La firma rappresenta un passo importante verso l'allentamento delle tensioni nella regione".