Politiche agricole

04 settembre 2026

Emilia Romagna: pere tra sostegni e problemi di prezzo

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Ancora una volta la Regione Emilia-Romagna entra in campo per sostenere le pere. Bene, ma dai territori vocati i produttori lamentano le problematiche di questo periodo: elevati costi di produzione e quotazioni di vendita non soddisfacenti. 

La Regione investe700mila euro

La Regione sostiene il rilancio della filiera e lo fa con un nuovo bando da 700 mila euro. Bando che si pone l'obiettivo di fondo di promuovere, sostenere la qualità di questo frutto e rafforzare la sua diffusione sui mercati nazionale e internazionale della Pera Igp. 

Partecipazione a fiere ed esposizioni, campagne di informazione rivolte ai consumatori, produzione di pubblicazioni sui media cartacei e digitali, siti web, radio e televisione per valorizzare le qualità della Pera dell'Emilia-Romagna Igp e rafforzarne la presenza sui mercati nazionali e internazionali.

Sono le attività che la Regione Emilia-Romagna è pronta a sostenere con il nuovo bando da 700mila euro approvato dalla Giunta regionale indirizzato ai consorzi di tutela, ai consorzi di promozione economica e agli altri soggetti associativi previsti dalla normativa regionale sulla promozione dei prodotti agroalimentari.

Il contributo regionale coprirà fino al 70% delle spese ammissibili relativamente a progetti di promozione e valorizzazione della Pera dell’Emilia-Romagna Igp. L'intervento si inserisce nel percorso di rilancio che la Regione ha costruito per uno dei comparti simbolo dell'agricoltura emiliano-romagnola, messo a dura prova negli ultimi anni da gelate tardive, grandinate, alluvioni, siccità e fitopatie che hanno inciso sulla produzione e sui consumi.

Altri 600mila euro per il piano operativo

Il bando sulla promozione si aggiunge al piano operativo approvato dalla Giunta regionale lo scorso luglio, che mette a disposizione 600mila euro per le imprese agricole aderenti al regime di qualità della Pera dell'Emilia-Romagna Igp. Contributi finalizzati a compensare i costi legati alla certificazione e incentivare l'incremento della produzione certificata, fino a 200 euro per ettaro, con un massimo di 5mila euro per azienda.

Alessio Mammi

"Con questo bando continua la strategia di rilancio che interviene su tutta la filiera della Pera dell'Emilia-Romagna Igp - spiega l'assessore regionale all'Agricoltura, Alessio Mammi - Dopo aver sostenuto direttamente le aziende a livello produttivo con il contributo a ettaro per la certificazione, investiamo ora nella promozione del prodotto per rafforzarne la presenza sui mercati nazionali e internazionali e far conoscere sempre di più qualità, origine e valore della Pera dell'Emilia-Romagna Igp, uno dei prodotti di punta della nostra frutticultura. Con questi due strumenti complementari puntiamo a sostenere un comparto che ha pagato un prezzo altissimo ai cambiamenti climatici e alle fitopatie, aiutandolo a consolidare la produzione certificata e ad aprire nuove opportunità commerciali in Italia e all'estero”.

Le due misure nel dettaglio

Per quanto riguarda il bando per i contributi alle attività di promozione le iniziative finanziate dovranno avere carattere collettivo e riguardare esclusivamente la Pera dell'Emilia-Romagna IGP, senza riferimenti a singole imprese o marchi commerciali. Tra le spese ammissibili rientrano l'iscrizione e l'allestimento di stand fieristici, la realizzazione di materiali informativi e campagne di comunicazione, oltre alla divulgazione di informazioni scientifiche e nutrizionali sul prodotto certificato. 

L’avviso si rivolge ai consorzi di tutela delle Dop e Igp, ai consorzi di promozione economica, alle associazioni rappresentative del settore biologico e ai consorzi di secondo livello previsti dalla normativa regionale. Le richieste dovranno essere inviate tramite PEC all’indirizzo entro le ore 15 del 21 settembre 2026.

A Ferrara torna l'Abate, ma si fa fatica nel mercato

La raccolta dell’Abate è in pieno svolgimento in tutto l’areale ferrarese, iniziata con circa una settimana di anticipo a causa delle temperature registrare nel mese di agosto e i frutticoltori iniziano a tirare le somme di un’annata tra luci e ombre. Secondo i primi dati parziali raccolti da Cia-Agricoltori Italiani Ferrara le medie, pur non tornando in generale ai livelli dell’areale che potevano arrivare anche a 250-270 q/ha, sono comunque discrete e si attestano sui 180-200 quintali/ettaro.  

Jennifer Felloni

A creare una contrazione che l’associazione stima di quasi il 30% in meno è stato sicuramente l’andamento climatico che ha limitato l’accrescimento dei frutti e fatto diminuire le rese, mentre per la quasi assenza di cimice e un impatto contenuto di patologie aggressive come la maculatura bruna, la qualità appare buona. Un quadro che si inserisce in un contesto produttivo generale positivo anche per le pere estive, William in primis, che ha registrato un buon andamento produttivo e qualitativo, così come altre varietà come Carmen e Santa Maria. Una valutazione che naturalmente esclude gli areali colpiti da eventi estremi e da forti grandinate, ma nel complesso le aziende che non hanno subito danni parlano di una campagna positiva.  

Il problema, come sottolinea Jennifer Felloni, vicepresidente di Cia Ferrara e frutticoltrice sono sicuramente i prezzi, decisamente non remunerativi se si considera anche l’aumento dei costi di produzione.

Si rivede la luce sul campo, non sul mercato

“L’annata sta andando discretamente a livello produttivo, anche se le temperature estreme che hanno provocato stress idrico alla pianta, hanno limitato i calibri e dunque le rese per ettaro. In generale, fatta eccezione per chi ovviamente ha subito danni per le forti grandinate di luglio, possiamo parlare di una pericoltura che rivede la luce dopo anni durissimi. Se le luci ci sono, non mancano però le ombre, che riguardano, come spesso accade nel nostro settore, i prezzi pagati per l’Abate che, conti alla mano, sono attualmente il 30-40% in meno rispetto all’anno scorso". 

"Quotazioni troppo basse a fronte di costi alle stelle per super irrigazione, mezzi tecnici, carburanti – per un litro di carburante serve un chilo e mezzo di pere - e assicurazione che svalutano ulteriormente quel prezzo. La stessa cosa accade al consumatore che vede crollare drasticamente la sua capacità d’acquisto, quindi il valore del suo denaro, a fronte di prezzi al consumo in aumento"

"E qui c’è l’altro grande problema: il prezzo dal campo alla tavola aumenta del 400%, quindi se alla produzione la pera abate viene pagata un euro, al consumatore ne costa 4 e questo e questo gli farà fare magari scelte d’acquisto diverse, facendo diminuire la richiesta di mercato, sempre a discapito delle aziende agricole. Un circolo vizioso e speculativo che continua a colpire la filiera e compromettendo anche la valorizzazione delle nostre pere di qualità. Ma le ombre non sono finite perché al problema, cruciale, di un prezzo che fatica a coprire i costi di produzione si aggiunge l’incertezza dell’intero sistema di conferimento perché l’agricoltore nel momento in cui conferisce sa le quotazioni di mercato, ma non sa ancora il prezzo reale che verrà pagato per il suo prodotto dal commerciante o dalla cooperativa, che generalmente gli viene comunicato nel momento del saldo, fino a un anno dopo la consegna del prodotto quando lui ha già sostenuto gli investimenti per la campagna successiva".


Fonte: Regione Emilia-Romagna - Cia Ferrara 

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