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02 aprile 2026

Distretti del cibo, a Roma l'assemblea della Consulta

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La conferma che la diffusione e il successo dei Distretti del cibo siano una realtà non più trascurabile su tutto il territorio nazionale, è arrivata ieri alla IV assemblea della Consulta nazionale dei Distretti del cibo, che si è svolta nella sala Cavour del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. 

Dal Masaf, dalla Conferenza delle Regioni e delle province autonome, da Anci e Uncem è arrivata infatti una completa convergenza sulla visione che la Consulta ha sempre avuto, sin dalla sua costituzione, nel ritenere i distretti strumenti per la governance territoriale con un ruolo fondamentale nella transizione verso sistemi agroalimentari più sostenibili e nelle strategie di rilancio delle aree interne e montane.

Focus sul ruolo dei distretti

Il sottosegretario Patrizio La Pietra, intervenuto in rappresentanza del Masaf, ha commentato: “Oggi nel confronto con la Consulta, sono emersi alcuni elementi interessanti. Servono regole omogenee fra tutte le regioni per il riconoscimento dei distretti, ottimizzando e uniformando anche le risorse nazionali e regionali”. Mentre con un video messaggio, il sottosegretario Luigi D’Eramo ha sostenuto “l’importanza dei distretti del cibo per lo sviluppo territoriale sostenibile e per promuovere la bontà delle nostre produzioni di qualità e biologiche”. 

Fondamentale il sostegno della Cpa della Conferenza delle Regioni che, su proposta dell’assessore della Regione Calabria, Gianluca Gallo (presente anche come membro della Conferenza) ha sollecitato il Governo a trovare ulteriori risorse per far scorrere la graduatoria del secondo bando sui distretti del cibo

“Si è chiesto al Ministero di investire ulteriori risorse, sulla programmazione Pnrr e sul bando del distretto del Cibo – ha spiegato – ma anche le regioni possono fare di più. Io mi impegno anche come assessore della Calabria ad investire delle risorse inserendo in programmazione la possibilità di finanziare i distretti del Cibo”. 

Il presidente della Cpa della Conferenza delle Regioni, Dario Bond, ha inviato una nota nella quale sottolinea quanto sia “essenziale non disperdere il patrimonio di progettualità e di competenze già maturato, ma piuttosto rafforzarlo. L’esperienza dei Distretti dimostra come la cooperazione tra soggetti diversi sia la chiave per affrontare le sfide attuali: sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare, innovazione e coesione sociale. Per questo motivo, è fondamentale continuare a lavorare in una logica di sistema, condividendo visioni e strategie a livello nazionale ed europeo”.


“Abbiamo apprezzato ancora una volta il sostegno della Conferenza delle regioni - ha dichiarato il presidente della Consulta nazionale Angelo Barone, che ha lanciato la proposta della Consulta - A nostro avviso, nella rimodulazione dei fondi della coesione che sono destinati allo sviluppo dei territori, si potrebbero individuare le risorse finanziare necessarie per consentire ai 45 progetti, di immediata cantierabilità, di potersi realizzare”.

La relazione sui bandi è stata affidata ad Eleonora Iacovoni, direttore generale per la promozione della qualità agroalimentare Masaf che ha illustrato in modo efficace le attività svolte a favore dei distretti del cibo e dei distretti biologici. “La Consulta si rafforza – ha commentato il presidente della Consulta Angelo Barone – perché entreranno a farne parte anche i distretti bio riconosciuti dalle regioni, cosicché tutte le politiche distrettuali troveranno un tavolo comune nel confronto con le istituzioni”. 

Intanto il vice presidente Ignazio Garau ha annunciato l’apertura di un tavolo tecnico dedicato ai distretti bio. Anche Mirco Carloni, presidente commissione Agricoltura Camera Deputati, presente all’incontro ha assunto l’impegno di fissare un’audizione in commissione sulle indicazioni della Consulta sul futuro dei distretti del cibo, mentre il sindaco di Pisa, Michele Conti, delegato Agricoltura l'Associazione nazionale Comuni, ha sottolineato il ruolo in questi in ultimi due anni dell’associazione che riunisce circa 8.000 comuni, grandi e piccoli legati al mondo agricolo.  

“Il nostro impegno – ha assicurato – è quello di valorizzare le produzioni locali, la nostra enogastronomia, utili tanto per le grandi città, quanto, soprattutto ai piccoli centri, contribuendo ad arrestare lo spopolamento delle aree interne”. 

Due nuovi membri in Consiglio

Per quanto riguarda la fase assembleare, su proposta del presidente Barone sono state cooptate in Consiglio, due nuovi membri: Veronica Barbato, presidente del Distretto agroalimentare di qualità vini Irpinia e Gioia Bacoccoli, direttore Distretto del vino umbro di Qualità. Il coordinatore tecnico, Luca Fabbri ha proposto la creazione di nuovi gruppi di lavoro per rendere più efficaci le azioni della Consulta, mentre il vicepresidente Roberto Belli e Giulia Bianchi hanno illustrato le buone prassi dei distretti Salumi piacentini e Valdarno Superiore.

 Infine, il presidente della Fondazione Dmed, Emilio Ferrara, ha lanciato l’appuntamento della nuova edizione del Salone della dieta mediterranea, in programma a Napoli dall’11 al 13 giugno prossimi, in occasione della quale la Consulta concluderà l’assemblea, lanciando i distretti del cibo come uno strumento per la promozione dei principi e dei valori sia della dieta mediterranea sia della cucina italiana, patrimonio Unesco.


Fonte: Distretti del cibo

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