La dinamica dei mercati ortofrutticoli è segnato dal maltempo sia nella produzione che nei consumi che in questo momento sono statistici. Cresce il prezzo delle arance rosse, in gran quantità finite a terra, ma la domanda non è sostenuta. Calano i prezzi di zucchine e melanzane, poco sopra i 2 euro, ma sono quotazioni sostenute. I peperoni sempre ben oltre i 3 euro. Il pomodoro a grappolo supera i 2 euro. Non mancano le fragole ma le temperature non spingono i consumi.
A Pescara le arance Tarocco fino a 2,50 euro
Un mercato tranquillo. È la fotografia che arriva dal mercato ortofrutticolo di Pescara, dove Angelo Palestini, titolare della ditta Palestini e vicepresidente nazionale Fedagro- Confcommercio Giovani, racconta a myfruit.it l’andamento delle principali referenze di frutta e verdura.
Il comparto degli agrumi si mantiene su livelli stabili ma con disponibilità ridotta. Le recenti perturbazioni che hanno colpito la Sicilia hanno compromesso parte della produzione, in particolare quella delle arance rosse. Palestini ricorda che oltre la metà del prodotto è caduto a terra durante il ciclone, con un conseguente aumento delle quotazioni. Le arance Navel vengono vendute intorno a 1,30 euro il chilo, mentre le Tarocco oscillano tra 1,60 e 2,50 euro a seconda del calibro.
Le clementine parlano spagnolo e israeliano
Per clementine e mandarini la stagione italiana è ormai conclusa. "Sul mercato prevale il prodotto spagnolo, soprattutto Tango, Tango Gold e Orri, quest’ultima la più richiesta e presente anche con piccoli arrivi da Israele. Le quotazioni si attestano intorno ai 2,50 euro il chilo".
In calo ma con quotazioni sopra i 2 euro per zucchine e melanzane
Sul fronte delle verdure, dopo settimane di tensione, zucchine e melanzane mostrano un calo. "Le zucchine scendono a 2,20–2,30 euro il chilo, mentre le melanzane si attestano sui 2 euro. Diversa la situazione dei peperoni, che restano su livelli elevati: il quadrato e il cornetto raggiungono ancora i 3,50–4 euro al chilo", risultando tra i prodotti più costosi del momento.
Pomodoro a grappolo fino a 2,50 euro
Il mercato dei pomodori procede con un andamento regolare. Ciliegini e datterini, quasi tutti di origine siciliana, si collocano intorno ai 2,50 euro e presentano una buona qualità. Più complesso il quadro del cuore di bue, per il quale manca ancora un prodotto valido:"al momento si lavora soprattutto merce spagnola. Il pomodoro a grappolo, anch’esso siciliano, si muove tra 2,30 e 2,50 euro".
Dopo San Valentino fragole a ritmo più lento
"Le fragole dalla Basilicata ci sono, anche se i quantitativi sono ancora limitati e le vendite procedono con ritmi normali, frenate anche dal maltempo che non favorisce il consumo. Le varietà Cardonga e Rossetta vengono proposte intorno ai 6 euro il chilo. Un incremento si è registrato solo in occasione di San Valentino".
Le mele vedono un buon andamento delle varietà club
Per mele e pere, "il mercato prosegue in linea con il resto della stagione. Le mele continuano a vendere bene, soprattutto le varietà club come Ambrosia, Cosmic Crisp e Smith, ormai pienamente integrate nelle abitudini dei clienti, accanto alle più tradizionali Golden e Fuji".
A Torino carciofi con buone quotazioni
Al mercato ortofrutticolo di Torino i carciofi presentano prezzi sostenuti, una tendenza legata ai danni provocati dal maltempo in diversi areali produttivi italiani. Le piogge intense e le raffiche di vento che nelle ultime settimane hanno colpito alcune zone vocate hanno ridotto i quantitativi disponibili.
Il segmento dei carciofi con spine, nelle pezzature da 7,5 a 9 centimetri e di prima categoria, si muove tra 0,80 e 1 euro al pezzo. Il Romanesco mostra valori nella pezzatura più grande dagli 11 ai 13 centimetri tra 0,90 e 1,10 euro, mentre il calibro più piccolo, da 9 a 11 centimetri e di seconda categoria, si colloca tra 0,70 e 0,80 euro.
Buona tenuta anche per il Romanesco viola, che nella fascia 9–11 centimetri e in prima categoria si allinea ai valori del Romanesco tradizionale, con prezzi compresi tra 0,90 e 1,10 euro. Il Violetto senza spine, nelle pezzature 7,5–9 centimetri, mostra un doppio andamento: il prodotto italiano di prima categoria si muove tra 0,70 e 0,80 euro, mentre quello tunisino mantiene sostanzialmente gli stessi valori. La seconda categoria italiana, invece, scende su livelli più bassi, tra 0,50 e 0,60 euro al pezzo.
Completano il quadro i carciofini medi, venduti alla rinfusa e di prima categoria, che si attestano tra 1,80 e 2 euro il chilo, un livello che riflette la scarsità di prodotto e la richiesta costante da parte della clientela professionale.
Asparagi campani sopra gli 8 euro
Gli asparagi verdi in mazzi provenienti dalla Campania, nelle pezzature da 12 a 16 millimetri e di prima categoria, si collocano tra 8 e 8,50 euro il chilo, un livello che riflette la fase stagionale ancora iniziale. Ancora più alti i valori della pezzatura superiore, quella da 16 a 20 millimetri, anch’essa in prima categoria e sempre confezionata in mazzi: qui il mercato si muove tra 9 e 10 euro il chilo, confermando l’interesse della clientela professionale per i calibri più importanti.
Le quotazioni delle cipolle
Le rosse di Tropea continuano a distinguersi per vivacità e tenuta del prezzo. Il prodotto calabrese, in prima categoria e confezionato in monostrato, si muove tra 1,80 e 2 euro il chilo, confermandosi tra le referenze più apprezzate e meglio valorizzate dal mercato. La qualità costante e la riconoscibilità del marchio territoriale contribuiscono a sostenere le quotazioni.
Più regolare l’andamento delle tonde bianche, nella pezzatura 60–80 millimetri e vendute alla rinfusa in casse. Il prodotto italiano di prima categoria oscilla tra 0,80 e 1 euro al chilo, con un mercato che si mantiene fluido e senza particolari scossoni. Una dinamica simile caratterizza anche le tonde dorate, sempre nella stessa pezzatura e categoria: sia nelle casse sia nei sacchi, i valori restano compresi tra 0,70 e 0,80 euro, segno di un equilibrio tra disponibilità e richieste della clientela professionale.
Le tonde rosse, anch’esse italiane, mostrano invece una leggera vivacità in più. In casse e alla rinfusa, la prima categoria si colloca tra 0,90 e 1,10 euro il chilo, con un interesse costante da parte degli operatori e una buona rotazione del prodotto.
Le patate bianche italiane, nella pezzatura 40–80 millimetri e vendute alla rinfusa in casse, mantengono valori compresi tra 0,80 e 0,85 euro il chilo. Si tratta di un livello in linea con le ultime settimane.
Più contenuti i prezzi delle patate gialle italiane, sempre nella stessa pezzatura e confezionate in casse, che si collocano tra 0,65 e 0,70 euro il chilo. Il prodotto in sacchi, anch’esso italiano, si muove su valori leggermente inferiori, tra 0,60 e 0,65 euro il chilo, segno di una maggiore disponibilità e di un mercato più fluido.
Il quadro cambia radicalmente quando si passa al prodotto estero. Le patate gialle tedesche, vendute in sacchi, scendono infatti su livelli molto più bassi, tra 0,25 e 0,35 euro il chilo, diventando una delle opzioni più economiche presenti sul mercato. Anche le patate olandesi mostrano un posizionamento intermedio, con quotazioni comprese tra 0,45 e 0,50 euro il chilo, mantenendosi comunque ben al di sotto dei prezzi del prodotto italiano. La forte produzione dei Paesi del Nord ha fatto crollare i prezzi.
Sul fronte delle patate rosse, il mercato presenta una dinamica simile. Le italiane, vendute in casse, oscillano tra 0,60 e 0,70 euro il chilo, mentre il prodotto francese in sacchi si attesta tra 0,50 e 0,60 euro il chilo, confermando una differenza di prezzo costante tra origine nazionale ed estera.