Caro carburante, più eventi estremi, clima piovoso e poco soleggiato in Sicilia hanno ridotto la produzione e fatto schizzare alle stelle i prezzi dei pomodori. Senza se e senza ma: nel mercato primario di Vittoria, in provincia di Ragusa, il Grappolo arriva a 3,20 euro, il Datterino sfiora i 5 euro. Di conseguenza a Pescara il primo supera i 4 euro e il secondo arriva a quotare sei euro. Stabili ma sostenuti i prezzi degli altri ortaggi del Sud. Poche quote per le arance Tarocco, vendute a prezzi alti, è tempo di Lane Late nazionali, anche calabresi, o egiziane. Grande disponibilità di fragole, con prezzi e livelli di domanda che cambiano in base al meteo: dove c’è sole i consumi sono buoni, mentre nelle zone con maltempo la vendita rallenta”.
Myfruit.it ha sentito i grossisti di Vittoria, Pescara e visionato il report dell'osservatorio prezzi del mercato di Milano a cura di Sogemi.
A Vittoria Grappolo a 3,2 euro, Datterino sfiora i 5
Il mercato ortofrutticolo di Vittoria, nel Ragusano, è uno dei principali poli di riferimento per gli ortaggi.. E proprio da qui arrivano i segnali più evidenti di una stagione segnata dal cambiamento climatico, che sta spingendo verso l’alto i prezzi dei prodotti orticoli, in particolare dei pomodori.
Oggi il pomodoro a Grappolo ha superato i 3,20 euro il chilo, il Ciliegino oscilla tra 3,50 e 3,60 euro, il Datterino sfiora i 5 euro (4,70 euro), mentre il Piccadilly si mantiene tra 3,50 e 3,60 euro. Prezzi non bassi per le altre produzioni: zucchine a 1,30 euro, cetrioli a 1 euro, peperoni tra 1,80 e 2 euro, melanzane viola tra 2,50 e 2,70 euro, la tonda intorno a 1,60-1,70.
A spiegare le ragioni di queste quotazioni è Toni Margiotta, presidente degli operatori del mercato ortofrutticolo di Vittoria, che chiarisce subito un punto: “È vero, i prezzi al consumo sono alti. Ma non è ricchezza per i produttori”.
“Manca prodotto: il problema è soprattutto questo”
Margiotta parte da un dato semplice: la merce scarseggia. E la scarsità è il risultato diretto di una stagione climatica anomala. La Sicilia, tradizionalmente l’isola del sole, ha vissuto un inverno poco Mediterraneo: piogge continue, meno ore di luce, umidità elevata, temperature più basse della norma.
Temperature non primaverili a Vittoria, nella foto Toni Margiotta
A questo si aggiungono gli effetti del ciclone Harry, che ha colpito l’isola causando — ricorda Margiotta — “danni per circa due miliardi”. Non solo danni immediati alle serre, ma anche conseguenze a più lungo termine:
“Le piante si sono indebolite. Settimane e settimane senza sole hanno aumentato l’umidità e favorito le malattie fungine. È stato arduo portare i frutti a maturazione in tempi normali”. Il risultato è una produzione ridotta, in alcuni casi drasticamente.
Costi di trasporto? Incidono, ma non spiegano il fenomeno
“L’aumento attuale non dipende solo dalla guerra. Dipende soprattutto dal maltempo. È il clima che ha stravolto la stagione”. Parole dell’imprenditore che chiarisce anche un altro punto: “Il trasporto incide sul prezzo finale, certo. Qui alla partenza il prezzo è quello: se il Ciliegino è a 3,60 euro, parte da qui a 3,60. La forbice si allarga dopo. Non siamo attrezzati per questo tipo di clima. Grandina, piove, si ferma tutto”.
A Pescara il Grappolo a 4 euro, il Datterino e il Camone a 6 euro
Il maltempo anomalo, più che il caro gasolio, è il vero fattore che sta condizionando i prezzi e la disponibilità dei prodotti ortofrutticoli in tutta Italia. A dirlo è Angelo Palestini, presidente di Fedagro Pescara e vicepresidente nazionale giovani dell’associazione, che descrive una situazione complessa, segnata da un clima instabile e da un mercato che fatica a trovare equilibrio.
“Dovrebbe essere primavera, e invece continuiamo a fare i conti con pioggia, freddo e incertezza. Il gasolio incide, certo, ma parliamo di pochi centesimi a pedana. Non è quello il motivo scatenante. Il problema vero è la difficoltà nel reperire prodotto a causa del maltempo, insieme all’aumento dei costi dei materiali per produrre. È un insieme di fattori che ha fatto salire i prezzi un po’ di tutto”.
In queste settimane i pomodori sono finiti “nell’occhio del ciclone”, e la situazione a Pescara non è diversa dal resto del Paese. “Vengono dalla Sicilia, e purtroppo la situazione è la stessa ovunque. Stiamo pagando cara la merce siciliana già da un mese. Invece di scendere, i prezzi sono aumentati. È finita la produzione di alcune serre e quelle nuove hanno ritardato. C’è un buco produttivo che ha portato a questi prezzi”.
Le quotazioni confermano il quadro: il Ciliegino si vende tra 4,30 e 5 euro il chilo, il Pixel tra 4,30 e 4,50 euro, il datterino arriva a 6 euro, mentre il Camone oscilla tra 6 e 6,50 euro. Il grappolo si attesta sui 4 euro il chilo. Ma il problema non è solo il prezzo: “Manca proprio il prodotto. Arrivano poche pedane rispetto alla domanda”.
Zucchine, melanzane, peperoni: prezzi sostenuti ma più stabili
Tra gli ortaggi, i peperoni sono l’unico prodotto rimasto relativamente stabile: “Siamo sui 2,80 euro il chilo, ha avuto persino una leggera pressione al ribasso. Le zucchine viaggiano tra 1,80 e 2 euro, mentre le melanzane si collocano intorno ai 2,50 euro".
Asparagi sui 7 euro, le quotazioni delle fragole
Con l’arrivo della settimana di Pasqua cresce l’attenzione sui prodotti stagionali. Gli asparagi si vendono tra 6,30 e 7 euro, sostenuti da una buona richiesta e da una disponibilità limitata. “Il prodotto c’è, ma non in grandi quantità, sempre per via del freddo. E quando manca, il mercato lo paga”.
Le fragole vivono una situazione più complessa: “Fino a dieci giorni fa mancava prodotto, oggi ce n’è un po’ di più ma la vendita è frenata dal maltempo. Qui a Pescara abbiamo avuto vento, pioggia e persino neve all'interno. Con questo clima le fragole si vendono meno. Stiamo facendo tra 4 e 5 euro, ma i prezzi sono scesi nel weekend proprio per le vendite rallentate”. A pesare è anche la concorrenza estera: “Spagna e Campania fanno pressione sulla Basilicata, io tratto solo prodotto lucano, la merce napoletana costa 1-2 euro in meno, quella spagnola pure. È un mercato complicato”.
Agrumi: tarocco quasi finito e prezzi alti
La campagna degli agrumi è stata duramente colpita dal ciclone che ha devastato la Sicilia. “Una parte importante della produzione delle arance Tarocco è andata distrutta. Quel poco che arriva costa tra 2 e 3 euro, ma spesso è un prodotto segnato dal maltempo, che tende a rovinarsi in pochi giorni.

L’arancia bionda italiana è quasi finita, noi abbiamo prodotto dalla Calabria, mentre arrivano le prime partite dalla Spagna. Siamo tra 1,30/1,50 euro. I limoni siciliani si vendono tra 1,50 e 1,80 euro, con un mercato regolare”.
Fave, meloni e angurie: disponibilità ridotta e vendite lente
Anche le fave scarseggiano: “Le produzioni in Basilicata sono finite e non sta arrivando prodotto di qualità. È un altro articolo che manca”. Per meloni e angurie si vedono le prime partite dal Nord Africa e dal Senegal: “La qualità è buona e il mercato risponde, ma con questo tempo la vendita procede lentamente. Se arrivasse il sole, cambierebbe”.
A Milano la conferma: rialzo pomodori e frutti esotici per caro gasolio
Il report settimanale dal mercato di Milano con l’osservatorio prezzi conferma per gli ortaggi “il trend al rialzo dei prezzi di alcuni prodotti come pomodori di tutte le provenienze e i peperoni dalla Spagna” mentre altri “sembrano aver raggiunto un plateau di prezzo massimo. Parliamo di melanzane Italia, peperoni Italia e zucchine Italia”.
Il caro petrolio incide sulle quotazioni dei frutti esotici dove “si rilevano adeguamenti dei prezzi legati all’aumento dei costi di trasporto. Quelli più significativi riguardano l’ananas del Costarica, sia per il prodotto trasportato via nave, sia in misura minore per il prodotto trasportato via aerea”.
Rispetto all'anno scorso aumenti del 15,2%
In generale secondo i calcoli di Sogemi la variazione rispetto all’anno scorso (totale senza frutti rossi e prodotti secchi) è pari a un aumento del 15,2%. L'osservatorio sottolinea che per i peperoni sono coinvolti anche altri fattori: “Il prodotto spagnolo è poco disponibile a causa di problemi di produzione legati all’insetto infestante Thrips parvispinus e al fatto che buona parte delle maestranze legate alla produzione agricola spagnola si è assentata dal lavoro nel fine settimana scorso, in occasione della fine del Ramadan. Al contempo il prodotto del sud Italia è più richiesto e mantiene un prezzo elevato”. In questo quadro sono disponibili sul mercato i primi peperoni di idroponica olandese, ma con un prezzo elevato (4 euro il chilo o più).