Abbondanza di ortaggi con pomodori, zucchine e altri prodotti che si raccolgono in tutta Italia e i prezzi sono meno sostenuti nei mercati all'ingrosso. In calo anche le ciliegie ma la buona qualità quota sui 7 euro il chilo.
A Vittoria la doppia presenza della vecchia e della nuova campagna
Il mercato ortofrutticolo di Vittoria si presenta “stabile”, ma attraversato da una doppia velocità: da una parte la merce di fine produzione, dall’altra gli arrivi della nuova campagna, più richiesti e con quotazioni più alte. È questo il quadro descritto da Toni Margiotta, presidente dell’associazione degli operatori del mercato di Vittoria in provincia di Ragusa e punto di riferimento per gli ortaggi a nazionale.
Margiotta spiega che il mercato è differenziato. Da un lato si gestiscono gli ultimi lotti della produzione precedente, dall’altro entrano i primi volumi della nuova stagione, che attirano maggior interesse. "Incidono sugli equilibri di mercato l’avvio delle produzioni locali in diverse regioni italiane", un fattore che modifica domanda e flussi commerciali.
Il grappolo intorno a 1,30 euro per il prodotto di qualità
Sul fronte delle quotazioni, il pomodoro grappolo di qualità si attesta intorno a 1,30 euro al chilo per il prodotto di maggiore qualità. “Parliamo della nuova campagna e c’è un'ampia forbice con il prodotto di finitura”. Il Ciliegino arriva fino a 1,50 euro, mentre il datterino di qualità superiore può raggiungere i 3 euro, con una fascia prevalente tra 2,70 e 2,80 euro. Il Piccadilly si colloca intorno a 1,30 euro. Il grappolo poi nei mercati oscilla da 1,30 ai 2 euro con prodotti anche da Spagna e Olanda.
Per le melanzane la situazione è molto differenziata: la viola arriva fino a 1 euro il chilo, mentre la tonda fatica a superare i 40 centesimi. I peperoni rossi e gialli viaggiano su valori simili, intorno a 1 euro, con leggere differenze a favore del rosso.
Sul fronte delle cucurbitacee, Margiotta conferma che i cetrioli si vendono intorno ai 40/50 centesimi il chilo. Le zucchine, invece, sono caratterizzate da una scarsità evidente: “Non c’è quantità”, spiega.
I prezzi delle zucchine a Verona
Siamo andati a vedere il listino di VeronaMercato su questo prodotto. L’offerta si presenta ampia e differenziata per provenienza, pezzatura e confezionamento. Le quotazioni restano generalmente contenute per le zucchine scure lunghe, mentre i prezzi salgono per le pezzature più piccole e per le tonde.
Le zucchine scure lunghe italiane confezionate a più strati nelle pezzature 14-21 centimetri si collocano su valori molto bassi, tra 0,40 e 0,60 euro il chilo per la categoria II. La stessa tipologia, ma in categoria I e con provenienza Veneto, mostra un leggero incremento, con prezzi compresi tra 0,60 e 0,80 euro il chilo. Anche il prodotto vario nazionale di prima categoria, sempre nella pezzatura 14-21 centimetri, si muove sugli stessi livellii.
La pezzatura superiore, quella da 21-28 centimetri, non mostra differenze significative. Lo zuccone destinato all’esportazione, in particolare in Germania, oscilla ta 0,40 e 0,60 euro il chilo. Diverso il discorso per le zucchine più piccole. Il monostrato da 7-14 centimetri, sempre di varietà scura lunga e in categoria I, registra valori nettamente più alti, tra 1,20 e 1,40 euro il chilo. Anche le zucchine tonde italiane, confezionate in monostrato, si collocano nella fascia alta, con quotazioni comprese tra 1,20 e 1,40 euro.
Ciliegie, al Caat di Torino: Italia e Spagna tra 3 e 7 euro al chilo
Al mercato torinese le ciliegie registrano prezzi differenziati per origine, calibro e confezionamento. Le prime partite italiane alla rinfusa, calibro 26–28, si collocano tra 3 e 4 euro il chilo, mentre le omologhe spagnole viaggiano leggermente più in alto, tra 3,50 e 4 euro.
Salendo di calibro, le ciliegie 28–30 italiane segnano un intervallo più sostenuto, compreso tra 4 e 5 euro, con una lieve variazione positiva. Le spagnole della stessa pezzatura risultano invece più care, oscillando tra 5 e 6 euro al chilo. Il segmento premium è rappresentato dal calibro 30–32 di origine spagnola, che raggiunge valori compresi tra 6 e 7 euro. A parte, e con un posizionamento specifico, si collocano le ciliegie di Vignola Igp, confezionate in vaschette: il mercato le prezza tra 6,50 e 7 euro, con una lieve correzione al ribasso rispetto alla rilevazione precedente.
Pesche e nettarine dai 2 ai 2,70 euro per le qualità migliori
A Torino il comparto delle pesche mostra un andamento regolare. Le bianche spagnole, calibro 67–73 monostrato, si collocano su valori compresi tra 2 e 2,20 euro il chilo, mantenendo un posizionamento medio-alto per la categoria.
Sul fronte delle pesche gialle italiane, il prodotto in vaschetta calibro 61–67 registra quotazioni più contenute, tra 1,20 e 1,40 euro, mentre il monostrato italiano calibro 67–73 sale su livelli più sostenuti, tra 1,80 e 2 euro. Le equivalenti spagnole della stessa pezzatura mostrano un leggero vantaggio di prezzo, con valori tra 2 e 2,20 euro.
Il segmento superiore, rappresentato dal calibro 73–80, vede Italia e Spagna sostanzialmente allineate: le italiane oscillano tra 2,30 e 2,50 euro, mentre le spagnole si muovono tra 2,30 e 2,70 euro.
Chiude il quadro il calibro 80–90 di origine spagnola, che raggiunge i livelli più alti della settimana, con prezzi compresi tra 2,80 e 3 euro.
Prime uve siciliane: Vittoria dai 3 ai 4 euro
L’uva bianca Vittoria siciliana, proposta in monostrato, si colloca su valori compresi tra 3,50 e 4 euro il chilo, con una lieve correzione negativa rispetto alla settimana precedente. Stessa fascia di prezzo per la Black Magic nera, anch’essa di origine siciliana e venduta alla rinfusa: le quotazioni oscillano tra 3,50 e 4 euro, con un leggero ribasso che riflette un mercato ancora in cerca di equilibrio nelle prime fasi della stagione.
La Red Globe peruviana, confezionata in colli da 4,5 kg che si mantiene su livelli sostenuti: tra 3,60 e 3,80 euro.
Listino esotico
L’avocado vede la varietà Ettinger dal Perù tra 2,90 e 3,10 euro il chilo, mentre l’Hass, sempre peruviano, si conferma su valori più elevati, tra 4,50 e 5 euro. Il Pinkerton dal Sudafrica si colloca in una fascia intermedia, con prezzi compresi tra 3,15 e 3,35 euro il chilo.
L’ananas Gold di provenienza Costa Rica mostra una forte variabilità legata alla pezzatura. Il monostrato da 6 pezzi oscilla tra 2 e 2,20 euro il chilo in una prima partita, mentre una seconda categoria si colloca su valori leggermente inferiori, tra 1,70 e 1,90 euro il chilo. La pezzatura da 7 pezzi registra invece un prezzo nettamente più alto, intorno a 4,40-4,60 euro il chilo, mentre il formato da 8 pezzi scende su valori più contenuti, tra 1,40 e 1,60 euro il chilo.
Il frutto della passione colombiano mantiene quotazioni alte e stabili, intorno a 7,40-7,60 euro il chilo. Anche il lime brasiliano si muove in un range regolare, tra 1,90 e 2,10 euro il chilo.
Per il mango si registra una differenza netta tra le origini: il prodotto peruviano via aerea si attesta su valori più alti, tra 4,40 e 4,60 euro il chilo, mentre quello brasiliano via nave scende su una fascia più accessibile, tra 2,90 e 3,10 euro il chilo. La papaia brasiliana in monostrato da 6 pezzi si colloca intorno ai 4 euro il chilo, mentre la varietà Formosa, sempre brasiliana ma in confezione da 3 pezzi, raggiunge 5,40-5,60 euro il chilo.
Chiude il quadro lo zenzero, presente sia di origine cinese sia brasiliana. Il prodotto cinese oscilla tra 2,50 e 2,80 euro il chilo, mentre quello brasiliano si mantiene su valori simili, tra 2,40 e 2,80 euro il chilo, con una media di 2,50 euro il chilo.
Le quotazioni delle cipolle: origini differenziate
Le cipolle piatte bianche italiane mantengono valori elevati: la pezzatura 60-80 in monostrato si colloca tra 2,20 e 2,40 euro il chilo, mentre la pezzatura più piccola, 40-60, resta su livelli molto simili, tra 2,10 e 2,30 euro il chilo. Le rosse di Tropea Igp calabresi confermano il loro posizionamento premium. I mazzi si attestano tra 2,40 e 2,60 euro il chilo, mentre le trecce mostrano valori leggermente inferiori, tra 2 e 2,30 euro il chilo.
Bianche messicane sotto i 2 euro
Più variegato il quadro delle cipolle tonde bianche. Il prodotto messicano alla rinfusa nella pezzatura 60-80 oscilla tra 1,70 e 1,90 euro il chilo, mentre un secondo lotto, sempre messicano ma in sacchi, si colloca tra 1,60 e 1,80 euro il chilo. La Puglia propone invece una tonda bianca più economica, con quotazioni tra 1,20 e 1,30 euro il chilo, segno di un’offerta più ampia e di una domanda meno selettiva.
Dorate dall’Argentina sopra l’euro, sotto le austriache
Per le tonde dorate il mercato mostra una netta differenza tra origini. L’Argentina si posiziona tra 1 e 1,20 euro il chilo, mentre la Puglia scende su valori più bassi, tra 0,80 e 1 euro. Ancora più competitiva l’Austria, che propone tonde dorate in sacchi nella pezzatura 60-80 a prezzi compresi tra 0,50 e 0,70 euro il chilo, risultando tra le opzioni più economiche della settimana.
Nel complesso, il mercato delle cipolle a Verona evidenzia una chiara distinzione tra il prodotto italiano di qualità, che mantiene quotazioni sostenute, e gli arrivi esteri, che offrono alternative più economiche e contribuiscono a mantenere un equilibrio generale nei prezzi.
Le patate tedesche e olandesi sotto i 30 cent
Le patate gialle di origine tedesca, confezionate in sacchi e vendute alla rinfusa nella pezzatura 40-80, rappresentano l’estremo più economico del mercato, con valori compresi tra 0,26 e 0,30 euro il chilo. Su livelli simili si collocano anche le patate olandesi, sempre in sacchi e nella stessa pezzatura, che oscillano tra 0,28 e 0,48 euro il chilo, mostrando una maggiore variabilità ma restando comunque nella fascia bassa.
I prezzi delle italiane sono più alti
Decisamente più sostenute le quotazioni delle patate italiane. La Sicilia propone patate gialle in casse alla rinfusa nella pezzatura 40-80 con prezzi compresi tra 0,60 e 0,80 euro il chilo, mentre la Puglia, con una pezzatura leggermente superiore (60-80), si colloca tra 0,80 e 1 euro il chilo, segno di una domanda più vivace e di una qualità percepita più alta. Anche le patate italiane generiche, sempre in casse e nella pezzatura 50-70, mantengono valori stabili tra 0,70 e 0,90 euro il chilo, mentre la pezzatura 40-80 si attesta tra 0,50 e 0,70 euro il chilo.