Il clima fa alzare i prezzi, il clima posticipa la campagna export degli ortaggi italiani verso i Paesi del nord Europa. Anche se come sottolinea Gianpaolo Forcina, presidente nazionale dei Giovani Fedagro Confcommercio e imprenditore del mercato ortofrutticolo di Fondi, in queste ultime settimane è partita finalmente l’esportazione verso quelle nazioni dove arrivato il freddo si è chiuso con le produzioni nazionali. Il mercato interno è lento e non aiutano i prezzi sostenuti di alcuni ortaggi. “Se le zucchine arrivano a 3,5 euro all’ingrosso e 5 nei supermercati non è un'economia equa, bisogna garantire l’accessibilità”. Rallenta anche la domanda. Andrea Bonizzi, responsabile qualità di VeronaMercato, conferma le dinamiche lente. E i prezzi sostenuti.
La campagna invernale dell’export inizia in ritardo
La stagione invernale europea delle orticole sembra finalmente avviata, anche se con un ritardo che ormai non sorprende più gli operatori. Lo conferma Gianpaolo Forcina dal mercato ortofrutticolo di Fondi, che spiega come clima e nuovi equilibri produttivi europei stiano modificando profondamente domanda, offerta e prezzi. “Le richieste stanno iniziando a muoversi solo ora”, racconta. “Prodotti tipicamente invernali come cavolfiori, verze, crauti e altre brassicacee stanno trovando spazio soprattutto nei mercati del Nord Europa. Ma la stagione non parte più a novembre: ormai bisogna aspettare dicembre o addirittura gennaio”.
Gianpaolo Forcina
Il motivo è legato al clima: “Con il riscaldamento globale e le temperature più alte, nei Paesi del Nord la produzione locale dura più a lungo. Se lì arriva il freddo tardi, anche la loro raccolta finisce tardi. Di conseguenza, anche noi posticipiamo tutto: piantagioni, raccolti, vendite. È un effetto domino che va considerato nella programmazione”.
Alle stelle il prezzemolo: fino a 3,50 euro il chilo
Tra i prodotti più richiesti in questa fase spiccano verze, cavolfiori e broccoli. Ma emergono anche dinamiche inattese: “Il prezzemolo è scarsissimo e all’ingrosso viaggia tra 3 e 3,50 euro il chilo, prezzi altissimi per il periodo. Anche il pak choi, che in autunno era crollato a 60-70 centesimi, oggi è risalito a 2-2,50 euro a causa della scarsa disponibilità”.
Anche le zucchine a 3,50 euro il chilo, serve equilibro
Il caso più emblematico resta però quello delle zucchine. “Sono introvabili e all’ingrosso arrivano a 3,50-3,60 euro il chilo. È un prezzo alto per una verdura che dovrebbe essere accessibile a tutti. Non dico che debba costare 50 centesimi, ma nemmeno cifre che poi diventano 5 euro nei supermercati. Così si penalizza il consumatore”.
Il tema della competitività internazionale resta centrale. “La Spagna è il nostro competitor più forte, soprattutto sui prezzi. Noi vogliamo spingere il Made in Italy, ma per farlo serve una politica nazionale che aiuti a mantenere prezzi equi: sostenibili per il produttore e accessibili per il consumatore. Solo così si crea un equilibrio vero”.
Mercato prudente per il pomodoro, melenzane e peperoni da 2,50 ai 3 euro
Sul fronte dei pomodori, Forcina caratterizza la sua offerta con Ciliegino, Datterino, Marinda dalla Sicilia. “Il mercato italiano è ancora prudente negli acquisti, mentre Ungheria e Polonia mostrano maggiore interesse. Per un Ciliegino di Pachino, 2,80 euro il chilo, un prezzo giusto e competitivo”.
Melanzane e peperoni, anch’essi siciliani, stanno registrando buoni risultati. “Hanno una buona durata e in inverno sembrano consumarsi di più. I prezzi sono stabili e la qualità è molto alta”. Questi i prezzi: melanzana nera 2,50/3 euro, viola a 3 euro poi i peperoni a 3/3,50 euro.
A Berlino con gli ortaggi premium, lavorare il prodotto per ridurre gli scarti
In vista della partecipazione a Fruit Logistica di Berlino, Forcina anticipa le novità che presenterà nello stand del mercato di Fondi. “Continuiamo a puntare sui nostri prodotti di punta, ma la vera innovazione è la carota selezione premium: un vassoio selezionato a mano due volte per ridurre gli sprechi domestici. Non dobbiamo più solo vendere: dobbiamo offrire un servizio. Ridurre gli sprechi è una responsabilità condivisa e noi vogliamo fare la nostra parte”. La stessa filosofia viene applicata anche ad altre verdure e ortaggi. “Li lavoriamo direttamente per garantire qualità, praticità e minori sprechi lungo tutta la catena. Il consumatore deve poter aprire la vaschetta e usare tutto il prodotto, senza scarti. È una filosofia a 360 gradi”.
Da Verona: danni in Sicilia ma la logistica non si è fermata per Harry
Andrea Bonizzi, responsabile qualità e listino prezzi del mercato ortofrutticolo di Verona, fa il punto sulla situazione delle principali referenze orticole. “I nostri operatori siciliani, che ogni giorno hanno camion in arrivo, non hanno avuto problemi con i traghetti. Le zone più colpite da Harry sono state quelle intorno a Catania, mentre l’area di Vittoria si è salvata in parte”. Il risultato è un mercato che non ha subito interruzioni, ma che resta comunque “sostenuto” nei prezzi a causa del freddo, del ciclone e della normale stagionalità.
Zucchine sopra i 3 euro e verso i 4
Le zucchine sono il prodotto simbolo di questa fase. “Nei giorni scorsi sono aumentate: il calibro medio 14–21 oscilla tra 3 e 3,50 euro il chilo, con l’origine Fondi che arriva a 3,50 e la Sicilia intorno a 3,20–3,30”. Il calibro piccolo 7–14, più di nicchia, supera i 4 euro, mentre lo zuccone, solitamente economico, “oggi supera i 3 euro, un livello insolito per questa referenza”. In generale, osserva Bonizzi, “tutte le zucchine si muovono in una forbice stretta tra 3 e 3,50 euro”.

Anche melanzane e cetrioli verso i 3 euro
Anche le melanzane mantengono quotazioni elevate. “L’ovale siciliana lavorata in doppio strato è a 3 euro, la lunga a 3,20, così come la striata e la tonda viola”. Situazione simile per i cetrioli: “Il prodotto siciliano lavorato a più strati è a 2,60 euro, mentre il monostrato in padelle arriva a 3 euro”.
Peperoni: Sicilia sui 3 euro, competizione con l’estero
Per i peperoni siciliani, gialli e rossi, il prezzo in padelle è stabile sui 3 euro, mentre il doppio strato si colloca tra 2,70 e 2,80. Più sorprendente la situazione del prodotto estero: “I quadrati gialli e rossi olandesi sono tra 1,80 e 2,30 euro. La Spagna, con pezzature 90–110, si avvicina ai 3 euro”.
Lattughe e radicchi: mercato più tranquillo, ma Iceberg sui 3 euro
Sul fronte delle lattughe, il prodotto locale mostra un leggero calo. “La Gentile di prima categoria, sei pezzi, è tra 0,90 e 1 euro, mentre l’extra arriva a 1,30”. L’Iceberg estera resta sostenuta: “L’extra filmata da 10 pezzi sfiora i 3 euro, la prima categoria è a 2,50”.
I radicchi sono invece stabili: “Il tondo locale è tra 0,80 e 0,90 euro, mentre il lungo va da 1–1,10 euro per la prima categoria fino a 1,30 per l’extra”.
Finocchi stabili, fragole da 3,50 ai 9 euro il chilo
I finocchi, dopo un picco di dieci giorni fa, sono tornati su valori normali: “Tra 0,90 e 1 euro”. Più complessa la situazione delle fragole: “C’è poca richiesta. La Basilicata di prima categoria è a 5,50 euro, l’extra arriva anche a 9 euro ma non c’è grande richiesta. La Sicilia è tra 4 e 4,50, mentre il prodotto nazionale varia tra 3,50 e 4 euro”. L’offerta è ancora ampia, con merce da Sicilia, Campania e Basilicata, e la domanda riprenderà probabilmente con l’avvicinarsi di San Valentino.
Agrumi: le arance Tarocco sui 2 euro, limoni da 1,20 a 2 euro
Gli agrumi mostrano una situazione regolare. “Il Tarocco va da 0,80 euro per i calibri piccoli fino a un massimo di 2 euro. Si può arrivare anche a 2,20”. Anche il Navel è stabile: “Da 0,80 a 1,60 euro a seconda della pezzatura”. Per i limoni, “il primo fiore Sicilia lavorato in doppio strato è a 1,60 euro, mentre l’extra – sia Sicilia sia Spagna – arriva a 2 euro”. La forbice è da 1,20 ai 2 euro.
Le quotazioni di Torino: i kiwi gialli sui 5 euro
Sul fronte dei kiwi, il segmento premium continua a guidare il mercato. Il kiwi gold monostrato italiano da 120–130 grammi si muove tra 3 euro il chilo e 3 euro e 20, mentre la versione alla rinfusa marchiata Zespri raggiunge valori più elevati, tra 5 euro e 40 e 5 euro e 60 il chilo. Più contenuti i prezzi del kiwi Hayward: il calibro 120–130 grammi italiano oscilla tra 2 euro e 50 e 2 euro e 70 il chilo, mentre il calibro più piccolo, 90–100 grammi, si attesta tra 2 euro e 30 e 2 euro e 40. Anche qui Zespri mantiene una fascia premium, con quotazioni tra 4 euro e 10 e 4 euro e 20 il chilo.
Uva da tavola da Perù e Spagna
Per quanto riguarda l’uva da tavola, la bianca Aledo spagnola si mantiene su livelli regolari, tra 2 euro e 70 e 2 euro e 80 il chilo. L’uva bianca senza semi italiana mostra invece una forbice più ampia, da 3 euro fino a 4 euro il chilo. L’uva rosata Red Globe proveniente dal Perù si colloca tra 2 euro e 80 e 3 euro il chilo, con leggere differenze tra confezioni da 4,5 e 8,2 chili. L’uva rosata senza semi italiana mantiene un buon posizionamento, tra 3 euro e 3 euro e 50 il chilo.
Le quotazioni dei carciofi
I carciofi spinosi, calibro 7,5–9 centimetri, si muovono tra 1 euro e 1 euro e 10 al pezzo. Il romanesco 11–13 centimetri oscilla tra 1 euro e 1 euro e 20, mentre il calibro inferiore, 9–11 centimetri di seconda categoria, scende tra 60 e 70 centesimi. Il romanesco viola mantiene valori tra 1 euro e 1 euro e 10, mentre il violetto senza spine si colloca tra 70 e 80 centesimi. Più economico il violetto Tema sardo, tra 40 e 45 centesimi al pezzo.
Funghi e meloni brasiliani
Tra i funghi, i pleurotus italiani in doppio strato restano tra 3 euro e 30 e 3 euro e 50 il chilo, mentre i prataioli bianchi monostrato si mantengono tra 2 euro e 60 e 2 euro e 80.
I meloni gialli invernali dal Brasile, calibro 1000–1250 grammi, mostrano una fascia stabile tra 1 euro e 20 e 1 euro e 30 il chilo.
Patate tedesche sotto i 30 cent
Il mercato delle patate evidenzia differenze marcate tra provenienze. Le patate bianche italiane in casse oscillano tra 80 e 85 centesimi il chilo, mentre le gialle italiane in casse si muovono tra 65 e 70 centesimi. Più economiche le gialle tedesche in sacchi, tra 25 e 35 centesimi, mentre le italiane in sacchi restano tra 60 e 65 centesimi. Le olandesi si collocano tra 45 e 50 centesimi. Le patate rosse italiane in casse oscillano tra 60 e 70 centesimi, mentre quelle francesi in sacchi tra 50 e 60.
Cipolle intorno a 1 euro
Il comparto delle cipolle mostra una buona stabilità. Le rosse di Tropea calabresi si muovono tra 1 euro e 80 e 2 euro il chilo. Le tonde bianche italiane in casse oscillano tra 80 centesimi e 1 euro, mentre le dorate italiane, sia in casse sia in sacchi, restano tra 70 e 80 centesimi. Le tonde rosse italiane in casse si collocano tra 90 centesimi e 1 euro e 10. I cipollotti bianchi italiani in mazzi mantengono valori tra 2 euro e 2 euro e 20.