Iniziano a salire le temperature e scendono i prezzi degli ortaggi che fino a pochi giorni fa erano alle stelle con zucchine, melanzane, peperoni, ma pure alcune varietà di pomodori a superare o superare abbondante i 3 euro. I prezzi sono sostenuti, ma in evidenza discesa. Abbiamo sentito Aurelio Baccini del mercato di Firenze e Iaria Renna del mercato di Napoli. Più la rilevazione dal mercuriale di VeronaMercato.
A Firenze la discesa dei prezzi spiegata da Aurelio Baccini. Zucchine e melanzane sui 2 euro il chilo
Dopo settimane di tensioni sui listini, al mercato ortofrutticolo di Firenze si intravede un ritorno alla normalità. “Le quotazioni stanno rientrando. Siamo quasi tornati ai livelli abituali”, spiega Aurelio Baccini, presidente di Fedagro Firenze, vice presidente nazionale e imprenditore di riferimento del mercato.
Aurelio Baccini
Baccini presenta i dati: “le zucchine sono ormai scese sotto i 2 euro il chilo, con una vendita che oscilla tra 2 e 2,20 euro il chilo. Anche le melanzane si attestano intorno ai 2 euro il chilo, mentre i peperoni sono tornati sotto i tre euro, con una fascia compresa tra 2,50 e 3 euro. La tendenza è ancora al ribasso”, osserva.
Pomodori il Grappolo sui 2 euro, il Pixel sui 3
Sul fronte dei pomodori: “Il grappolo mostra un calo evidente: arriva ai 2/2,20 euro il chilo. Il Pixel, invece, rimane più alto, con una quotazione di circa 3 euro, prevediamo un aggiustamento nelle prossime settimane”.
Carciofi da 0,50 a 0,90 euro
Il mercato dei carciofi presenta una sua variabilità. “Il Terom, la varietà più diffusa in questo periodo, mostra prezzi che vanno dai cinquanta ai settanta-ottanta cent per i tagli intermedi, mentre i primi tagli raggiungono i novanta il capolino”.
Tarocco al termine, prime arance egiziane. Limoni siciliani e spagnoli
Per quanto riguarda gli agrumi, “la stagione del Tarocco è ormai al termine e questo potrebbe generare qualche oscillazione verso l’alto per scarsità di prodotto. Sono già arrivati i primi agrumi egiziani, il prodotto di calibro piccolo si colloca tra un 1,20/1,30 euro il chilo. Le clementine italiane sono praticamente finite; restano solo partite provenienti dalla Spagna e da Israele, con prezzi compresi tra 2/2,50 euro. I limoni spagnoli si muovono intorno 1/1,20 euro il chilo, mentre quelli siciliani si attestano tra 1,00 e 1,80”.
Sempre stabili le mele, prime pere da Sudafrica e Argentina
Le mele mantengono i prezzi tipici della stagione, senza variazioni significative. Anche le pere restano stabili, in attesa dell’avvio vero e proprio della campagna d’importazione da Sudafrica e Argentina, che include anche le William, ma per ora i primi arrivi non hanno quotazioni rilevanti.
Fragole lucane a 6 euro il chilo
Sul fronte delle fragole, “la Basilicata offre un prodotto di buona qualità che si colloca tra 5 e 6 euro il chilo, mentre la merce proveniente da Marsala presenta prezzi più bassi. La domanda non è ancora forte. La produzione sta iniziando, ma il mercato è lento”, spiega Baccini che fa una riflessione generale sull’andamento dei mercati: “Gennaio e febbraio sono stati mesi tranquilli. Gennaio è andato meglio sui prezzi, che erano alti e compensavano i volumi. Febbraio ha visto un ridimensionamento, ma siamo comunque nella media del periodo”, conclude.
Le dinamiche al Caan di Napoli con Ilaria Renna
A Napoli il quadro delle dinamiche di mercato è presentato da Ilaria Renna, presidentessa Fedagro- Aican Napoli. “Oggi è stata una giornata dinamica con buona richiesta sui prodotti stagionali e locali. Ottima performance per le zucchine con fiore del Lazio, ormai in esaurimento, con quotazioni intorno a 2,10 euro il chilo. Buona rotazione anche per le zucchine siciliane a 1,20 euro e per le melanzane della Sicilia a 1,50, sostenute da una domanda costante.
Ilaria Renna
Stabili i peperoni: la seconda scelta si attesta sui 2 euro, mentre la prima scelta di origine Spagna si posiziona intorno a 2,90 euro il chilo, con interesse regolare da parte degli operatori. Disponibilità soddisfacente per i broccoli locali, con vendite lineari. Segnali di rialzo per i carciofi di provenienza Egitto - in aumento fino a 10 euro a cassetta con 30 pezzi quindi 0,33 euro a pezzo - complice una disponibilità più contenuta e una domanda selettiva”.
Agrumi da Sicilia e Spagna
Vediamo il capitolo agrumi: "Domanda in costante crescita per le arance Tarocco, con quotazione odierna a partire da intorno 0,90 euro il chilo, affiancate dalle arance con foglia di origine Spagna che si attestano su 1,10 euro, apprezzate per l’aspetto commerciale e la buona conservabilità.
In aumento sia la richiesta che la disponibilità dei limoni locali, con quotazioni intorno a 0,70 euro il chilo, sostenuti da una buona rotazione sul mercato. Fragole presenti a partire da 9 euro, con prezzi variabili in base a qualità e calibro. Nel complesso, giornata attiva al Centro Agroalimentare di Napoli, con preferenza marcata per il prodotto locale e buona tenuta dei prezzi sulle referenze di stagione".
Le quotazioni del kiwi a Verona: sui 3 euro il verde, fino a 5,50 il giallo
Le partite locali confezionate in colli da 10 chili, con pezzatura 120/130, si collocano su valori compresi tra 2,60 e 2,80 euro, segno di una domanda stabile per il prodotto del territorio. Le confezioni locali di calibro più piccolo (95/115) mostrano quotazioni leggermente inferiori, tra 2,30 e 2,50 euro, mantenendo comunque un posizionamento medio‑alto.
Il prodotto nazionale sfuso, con pezzatura 130/140, si muove su livelli simili alle partite locali più grandi, con prezzi compresi tra 2,70 e 2,80 euro.
Decisamente più sostenuto il segmento del kiwi giallo. Le partite di provenienza nazionale, confezionate in padelle da 23 pezzi, oscillano tra 4 e 4,50 euro, collocandosi nella fascia premium del mercato. Ancora più elevati i valori del Sun Gold neozelandese, che in confezione doppia da 25 pezzi raggiunge quotazioni tra 5 e 5,50 euro.
I prezzi degli asparagi a Torino
Prosegue la fase di assestamento per gli asparagi verdi provenienti dalla Campania, con prezzi che mostrano leggere variazioni a seconda del calibro. Gli asparagi verdi 12-16, confezionati in mazzi, si collocano tra 7 e 7,50 euro il chilo, con una media di mercato intorno ai 7,30 euro. Per il calibro superiore, il 16-20, sempre in mazzi e di origine campana, le quotazioni risultano più alte: si va da 7,70 a 8,50 euro il chilo, con una media di circa 8,00 euro.
I prezzi delle cipolle a Verona
Le bianche piatte campane, vendute in padelle, si collocano nella fascia più alta del mercato, con valori compresi tra 3 e 3,20 euro. Una quotazione superiore rispetto alle bianche tonde che nelle pezzature medie si attestano tra 0,50 e 0,60 euro. Le stesse bianche tonde, nella pezzatura più grande, salgono leggermente, oscillando tra 0,80 e 0,85 euro.
Nel segmento delle dorate: il prodotto nazionale di calibro 60/80 si muove tra 0,57 e 0,60 euro. Le partite olandesi, commercializzate in sacchi, scendono leggermente, con valori tra 0,50 e 0,55 euro. Le dorate nazionali di calibro più piccolo restano su livelli simili, tra 0,50 e 0,52 euro. Decisamente più sostenuto il mercato delle ramate Milano. Le trecce raggiungono valori tra 1,70 e 1,80 euro, mentre il prodotto in casse si mantiene tra 1,50 e 1,60 euro.
Nel comparto delle rosse, emerge una distanza netta tra il prodotto olandese e quello nazionale: le partite provenienti dai Paesi Bassi si collocano tra 0,70 e 0,80 euro, mentre le rosse italiane di calibro 60/80 oscillano tra 0,90 e 1 euro. Chiude il quadro lo scalogno, che si conferma nella fascia alta del mercato. Il prodotto confezionato francese varia tra 2,50 e 3 euro, mentre quello nazionale sfuso si mantiene tra 2,20 e 2,30 euro.
Patate: le tedesche sempre sotto i 30 cent
Le patate di Cipro, vendute in sacchi, si collocano nella fascia più alta del listino, con valori compresi tra 0,80 e 1 euro. Le rosse di provenienza nazionale, confezionate in sacchi da 5 chili, mostrano una maggiore stabilità, con prezzi che oscillano tra 0,70 e 0,75 euro. Una fascia che si ritrova anche nelle nazionali bianche, anch’esse tra 0,70 e 0,75 euro.
All’interno dell’offerta italiana spiccano le partite provenienti da Cologna Veneta, che presentano quotazioni più contenute: le casse si muovono tra 0,40 e 0,45 euro, mentre le confezioni da 2 chili salgono leggermente, tra 0,45 e 0,50 euro. Le confezioni da 5 restano su valori intermedi, tra 0,43 e 0,45 euro.
Sul fronte europeo, le patate tedesche confezionate in sacchi da 10 chili risultano tra le più economiche del listino, con prezzi compresi tra 0,24 e 0,27 euro. Più sostenute invece le quotazioni delle partite olandesi, sempre in sacchi da 10 chili , che si collocano tra 0,38 e 0,40 euro.
Chiude il quadro il prodotto francese venduto in casse, che si posiziona su valori più alti rispetto agli altri Paesi europei, tra 0,70 e 0,75 euro. Una fascia che si ritrova anche nelle partite provenienti da Mantova, con prezzi compresi tra 0,40 e 0,45 euro, in linea con il prodotto veneto.
Il listino esotico: avocado, mango e passion fruit
Le partite di avocado, confezionate in padelle da 14/15 pezzi, si muovono su valori compresi tra 2,80 e 3,50 euro. Una fascia che riflette un’offerta ampia e una domanda costante, con oscillazioni legate soprattutto alla qualità e alla disponibilità settimanale. Per l’avocado Hass commercializzato in cartoni da 16/18 pezzi, le quotazioni oscillano tra 4,30 e 4,50 euro, confermando il ruolo premium di questa varietà, molto richiesta per consistenza, sapore e resa in cucina.
Le partite di mango, confezionate in cartoni da 9/12 pezzi, quotano tra valori compresi tra 6 e 7 euro. Più contenuti i prezzi del mango via nave, anch’esso commercializzato in cartoni, che si muove tra 2 e 2,20 euro. La papaia brasiliana, confezionata in padelle, si colloca nella fascia medio‑alta del listino, con valori compresi tra 4 e 4,20 euro. Una quotazione stabile. Più articolato il quadro dell’ananas proveniente dalla Costa Rica, con prezzi che variano sensibilmente in base alla categoria e allo stadio di maturazione. Le partite di seconda categoria si muovono tra 1 e 1,20 euro, rappresentando l’opzione più economica del comparto. L’ananas maturata di prima categoria sale invece tra 1,50 e 1,70 euro, mentre il prodotto verde, sempre di prima categoria si colloca tra 1,20 e 1,30 euro.
Decisamente più elevati i valori dell’ananas via aerea, che raggiunge quotazioni tra 4 e 4,20 euro, riflettendo costi logistici superiori e una qualità più alta. Chiude il listino esotico la maracuja (frutto della passione) di provenienza estera, confezionato in cartoni, che si posiziona nella fascia premium con valori compresi tra 7,50 e 8 euro.
I prezzi dei funghi
Il prodotto più pregiato del listino è il Cantharellus lutescens che si colloca nella fascia alta con valori compresi tra 16 e 17 euro il chilo. Sostenuti anche i pioppini veneti, venduti sfusi, che oscillano tra 13, e 14 euro, mantenendosi tra i funghi più ricercati del mercato locale.
I cardoncelli si muovono tra 9 e 11,00 euro, mentre i pleurotus fiorone, confezionati in padelle, si collocano tra 4 e 4,50 euro. Più contenuti i prezzi dei prataioli bianchi veneti, che presentano due fasce distinte:la versione sgambata sfusa oscilla tra 3,60 e 3,80 euro, le altre partite si collocano tra 3 e 3,50 euro, rappresentando l’opzione più accessibile del comparto. Chiude il quadro lo shiitake (Lentinula) venduto in casse, che si posiziona su valori tra 12,00 e 13,00 euro.