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10 settembre 2026

Catania, Rosati presenta il suo volume sulla Dop Economy

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Il Consorzio di tutela dell’arancia rossa di Sicilia Igp ospiterà la tappa siciliana di presentazione del volume La filosofia della Dop Economy, edito da Treccani e scritto da Mauro Rosati, direttore Generale di Origin Italia, direttore e fondatore della Fondazione Qualivita. 

L’appuntamento è in programma sabato 12 settembre 2026, alle ore 17.30, al Circolo Unione di Palazzo Biscari, a Catania. “Con questa iniziativa vogliamo accendere i riflettori sul valore economico, culturale e identitario delle indicazioni geografiche, che rappresentano un modello concreto di sviluppo per i territori e per le comunità produttive - spiega Gerardo Diana, presidente del Consorzio di tutela dell’arancia rossa di Sicilia Igp - l’arancia rossa di Sicilia Igp in questo senso è un esempio virtuoso di come qualità certificata, tutela dell’origine e capacità di fare sistema possano rafforzare la competitività di una filiera e contribuire alla promozione della Sicilia nel mondo”. 

Dopo i saluti istituzionali, con la presenza di Marco Lupo (capo dipartimento Masaf) e Livio Proietti (presidente di Ismea), la presentazione del volume con l’autore, Mauro Rosati, che racconterà l’evoluzione di quella che anche l’Enciclopedia Treccani ha acquisito come locuzione, la Dop Economy

A seguire il talk Il valore delle Indicazioni geografiche tra identità, sostenibilità e sviluppo, pensato come un momento di approfondimento sulle sfide e sulle opportunità della Dop Economy: dalla tutela delle denominazioni sui mercati nazionali e internazionali alla capacità dei Consorzi di generare valore per le filiere; dal rapporto tra certificazione, innovazione e sostenibilità alla promozione dei territori attraverso prodotti riconoscibili, tracciabili e legati alla loro origine. 

Il confronto vedrà gli interventi di Silvia Di Silvestro (Crea), Sergio Marchi (direttore Generale di Ismea), Paolo Merci (direttore Veronamercato), Cesare Baldrighi (presidente Origin Italia) e Gerardo Diana (presidente del Consorzio tutela arancia rossa di Sicilia Igp, con la conduzione del giornalista Andrea Amadei, per evidenziare il ruolo delle Indicazioni geografiche come infrastruttura economica e culturale del made in Italy agroalimentare. 

L’intera iniziativa sarà un’occasione di confronto sul ruolo delle Indicazioni Geografiche come patrimonio distintivo del made in Italy e come leva strategica per la tutela delle produzioni di qualità, la sostenibilità delle filiere, la competitività delle imprese e la valorizzazione dei territori d’origine. 

Dop Economy in Italia: nel 2024 un valore alla produzione di 20,7 miliardi 

Il tema assume particolare rilievo alla luce dei più recenti dati del rapporto Ismea-Qualivita 2025: la Dop Economy italiana ha raggiunto nel 2024 un valore alla produzione di 20,7 miliardi di euro, in crescita del 3,5% su base annua e del 25% rispetto al 2020, contribuendo per il 19% al fatturato complessivo dell’agroalimentare nazionale

L’export dei prodotti Dop Igp ha superato per la prima volta i 12 miliardi, attestandosi a 12,3 miliardi con un incremento dell’8,2%, mentre il sistema conta 328 Consorzi di tutela, circa 184 mila operatori e oltre 864 mila occupati lungo le filiere certificate. 

Il ruolo dell’arancia rossa di Sicilia Igp nel panorama delle produzioni certificate continua a rafforzarsi: nel 2025, confermando il risultato dell’anno precedente, il prodotto si è collocato al terzo posto per valore e produzione tra i prodotti ortofrutticoli italiani a marchio Ig secondo il già citato Rapporto Ismea-Qualivita. 

L’incontro conferma l’impegno del Consorzio nel promuovere la cultura della qualità certificata e nel sostenere un dialogo qualificato tra istituzioni, operatori e protagonisti delle filiere agroalimentari italiane e non solo, visto che i proventi delle vendite del volume La filosofia della Dop Economy per scelta dell’autore sono destinati a una Onlus senegalese che offre lavoro a circa cinquemila donne impegnate nella raccolta del Madd di Casamance Ig, un frutto locale recuperato grazie a questa comunità.


Fonte: Consorzio di tutela dell’arancia rossa di Sicilia Igp

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