Le aspettative erano ben diverse. A inizio stagione molti operatori del settore prevedevano una campagna castanicola abbondante, ma alla prova dei fatti i quantitativi si sono rivelati molto inferiori alle attese. È il quadro tracciato da Pier Luca Angeli, produttore e commerciante di castagne e marroni di Vicchio del Mugello (Firenze), che descrive una stagione caratterizzata da scarsità di prodotto ma da una qualità eccezionale.
False aspettative sui volumi
"È stata una campagna molto particolare - spiega Angeli - C'erano false aspettative sulla quantità disponibile. Sembrava potesse essere un'annata ricca, invece ci ritroviamo con pochissima merce e con prezzi sensibilmente più alti rispetto a quanto si immaginava all'inizio della stagione".
Una situazione che ha colto di sorpresa gran parte della filiera. "Molti si erano regolati sui prezzi dell'anno scorso, con volantini e programmazioni commerciali realizzati già a settembre. Poi però i quantitativi effettivi non sono stati quelli previsti e il mercato ha dovuto adeguarsi".
"Il prodotto è sano"
Se sul fronte produttivo è mancata la quantità, sulla qualità i giudizi sono invece positivi. "La cosa più bella da dire è che in gran parte del Centro Italia le castagne sono sanissime. Anche i marroni del Mugello, per quelli che ci sono, sono fantastici. Hanno un'ottima pezzatura e soprattutto sono bellissimi all'interno, sani e di grande qualità". Per Angeli il fiore all'occhiello resta il Marrone del Mugello Igp. "Quest'anno è veramente un prodotto top. Direi fantastico sotto tutti i punti di vista".
Un confronto con il 2024
Il paragone con la stagione precedente evidenzia differenze significative. Secondo il produttore e commerciante, il 2024 aveva rappresentato un'annata molto più equilibrata. "L'anno scorso è stata una campagna favorevole sia nei quantitativi sia nei prezzi. C'era coerenza tra produzione, mercato e remunerazione dei produttori. È stata un'annata che ha dato fiducia al settore e ha consentito a molte aziende di continuare a investire". Quotazioni sostenute. La scarsità di prodotto si riflette inevitabilmente sui prezzi riconosciuti ai produttori.
Quotazioni: oltre 4 euro, calibri maggiori fino a 5,50
"Per le castagne le quotazioni più elevate arrivano intorno ai 4-4,20 euro il chilo. Per i marroni di pezzatura maggiore, quelli da 60-65 frutti per chilo, si possono raggiungere valori attorno ai 5-5,50 euro", spiega Angeli, riferendosi ai prezzi all'origine. Quelli pagati ai produttori.
Arriverà merce dall'estero?
Dall'estero non dovrebbe arrivare pressione. Sul fronte della concorrenza internazionale le prospettive appaiono favorevoli per i produttori italiani. "Non credo che l'importazione possa influire in modo da danneggiare il nostro mercato", osserva Angeli.
"La Spagna non ha avuto una produzione particolarmente valida, il Portogallo presenta alcune problematiche qualitative, la Turchia registra prezzi molto elevati e anche la Grecia ha venduto quel poco che aveva a quotazioni alte". Lo scenario internazionale, quindi, non lascia prevedere un forte afflusso di prodotto straniero sul mercato italiano.
"L'anno scorso siamo stati noi italiani a esportare molto all'estero. Quest'anno penso che ognuno mangerà la propria produzione", conclude Angeli.Per il comparto castanicolo si profila dunque una campagna dai volumi limitati e da una qualità che viene definita dagli operatori ottima.