Trend e mercati

11 marzo 2026

"Cabbagecore", la rivincita degli ortaggi imperfetti

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Le verdure brutte – carote storte, cetrioli troppo corti, peperoni a più colori – sono pronte a dominare la scena, passando da scarti a protagonisti di supermercati, chef e mode culturali

Lo racconta Claudia Rossi sul Fatto Quotidiano di oggi, legando il tema alla lotta contro lo spreco alimentare: circa il 30% di frutta e verdura non arriva sugli scaffali per standard estetici (FoodUnfolded.com), fino al 45% perso nella filiera (Fao). Da patate perfette nate per commercio a un mondo di ortaggi uniformi che genera giganti rifiuti, ora il vento cambia.

Il 77% dei consumatori britannici compra prodotti imperfetti per ridurre sprechi, con catene che rivedono strategie per margini migliori. Chef zero-waste come Max La Manna (1,2 mln follower su IG) esaltano gli “underdog del banco” sul Times: “Più sono contorti e irregolari, meglio è. La vita non è perfetta, perché dovrebbero esserlo patate e mele?”. 

Campagne scolastiche, ristoranti gourmet e preparazioni casalinghe riscattano l’imperfezione, con bibite da frutta scartata, pani irregolari e mobili wabi-sabi che celebrano il non-perfetto.

Al centro del trend il cavolo, da sottovalutato (più brutto del cavolfiore) a fenomeno “cabbagecore” su Guardian e New York Times. Cappuccio, verza, nero (foto di apertura Cedior, ndr) o hispi diventano icone: Vogue ne parla come fashion star, Sandy Liang lancia la “cabbage bag” in passerella, Burberry collabora con Highgrove in ads piene di cavoli. 

Cavoli in composizioni floreali e stoviglie vintage a forma di cavolo. Peccato che in Uk i consumi crollino dell’80% dal 1974 (Family Food Survey 2025), malgrado virtù nutrizionali. Claudia Rossi sul Fatto Quotidiano ironizza: se il cavolo sfonda per fare capire che non si vive di pomodori perfetti, è una buona notizia simbolica per tutti gli ortaggi bullizzati dagli standard.


Fonte: il Fatto Quotidiano

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