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08 giugno 2026

Caab fa centro a Bologna, presto gestirà Mercato delle erbe

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Il mercato ortofrutticolo di Bologna approda in pieno centro, in una delle piazze più belle e iconiche della città: Santo Stefano. Una location suggestiva che per un giorno si è trasformata in un grande spazio dedicato al mondo dell’ortofrutta, con incontri, laboratori per bambini, degustazioni e soprattutto la presenza diretta di produttori e grossisti. Non solo esposizione: molti di loro hanno scelto di regalare i prodotti, trasformando la piazza in un vero mercato a cielo aperto, aperto a tutti.

La manifestazione, accolta con entusiasmo dai cittadini, potrebbe diventare un appuntamento fisso sotto le Due Torri e, perché no, un modello da replicare in altre città italiane. L’idea di un flash mob ortofrutticolo nazionale, con i mercati all’ingrosso presenti contemporaneamente nelle piazze del Paese, è stata suggerita proprio da Marco Marcatili, presidente del Caab.

Tra le novità annunciate, anche se già note da tempo, c’è la futura gestione del Mercato delle Erbe, uno dei luoghi simbolo della città. In un’epoca in cui si parla molto di logistica dell’ultimo miglio, l’obiettivo è valorizzare anche il consumo dell’ultimo miglio, portando frutta e verdura di qualità direttamente agli abitanti del centro e ai tantissimi turisti che ogni giorno affollano Bologna.

Il centro storico è sempre più vivo, con cucine aperte a ogni ora per taglieri, pane e mortadella, tortellini e tagliatelle. Ma c’è spazio anche per l’ortofrutta, e sarebbe un peccato non occuparlo. Caab in the City lo ha dimostrato: quando l’ortofrutta esce dai padiglioni e incontra la città, la città risponde.

Marco Marcatili mette al centro il cibo per Bologna: "Abbiamo unito tutta la filiera"

Marco Marcatili, presidente del Caab, durante l’evento Caab and the City racconta a myfruit un risultato che definisce storico: tutta la filiera dell’ortofrutta si è presentata unita. “Ci sono tutti: produzione, commercio, distribuzione. È la prima volta che la filiera si presenta compatta”, spiega Marcatili.


Un altro elemento emerso con chiarezza riguarda il rapporto tra le persone, soprattutto i giovani, e frutta e verdura. “Nei consumi vediamo una distanza, ma non nella cultura. I giovani trovano le loro forme per avvicinarsi: vanno dai produttori, coltivano in casa, partecipano agli orti condivisi. Dobbiamo solo intercettare questa energia”. 

Durante la giornata sono intervenuti anche ristoratori che "hanno trasformato l’ortofrutta da semplice contorno a piatto principale". Un segnale di cambiamento culturale che Marcatili definisce incoraggiante: “Siamo molto contenti. E questo è solo l’inizio”.

Caab and The City appuntamento annuale? "Appuntamento per tutte le piazze"

L'evento Caab in the City diventerà un appuntamento fisso, Marcatili risponde che gli piacerebbe renderlo annuale, ma soprattutto vorrebbe che il Caab diventasse il centro di una vera politica del cibo. “L’ortofrutta non può venire dopo, deve venire prima. È alla base della piramide alimentare. Se ce lo dimentichiamo, è un problema serio”. Per farlo, secondo Marcatili, serve un lavoro capillare con scuole, aziende, commercianti di prossimità e comunità locali. “I commercianti di prossimità sono ambasciatori del consumo di frutta e verdura. Molti non sono italiani, e con loro dobbiamo costruire un dialogo. Lo stesso vale per i mercati: prenderemo la gestione di un mercato e ci proveremo”.

Marcatili guarda anche oltre Bologna: “Questa dovrebbe essere un’iniziativa da Italmercati: un flash mob in cui tutti i mercati all’ingrosso italiani diventano protagonisti nello stesso giorno. Ma intanto partiamo da Bologna, dove c’è una sensibilità istituzionale e sociale che fa la differenza”. Una differenza resa possibile anche dal gruppo Caab Forward, formato da operatori under 45. “Hanno portato il Caab su una dimensione nuova, che forse gli operatori di prima generazione non avevano immaginato”.

E da luglio via alla gestione del Mercato delle Erbe 

Il Caab è pronto a gestire il Mercato delle Erbe, storico monumento a due passi dalle Due Torri, con un cronoprogramma già definito. “Dal primo luglio formalizzeremo il passaggio dell’asset dal Comune a noi. Poi avvieremo la selezione degli operatori, seguendo tutte le procedure amministrative”. Gli investimenti saranno graduali: prima sulla gestione, comunicazione e presentazione, poi sugli interventi strutturali, accessibilità e sicurezza. “Il mercato è pronto. Ora bisogna definire il modello. Non siamo il modello parigino, dove due volte alla settimana si fanno i primi mercati, né quello spagnolo, tutto somministrazione. Dobbiamo trovare una via italiana: coworking, frutta e verdura, somministrazione, funzioni miste. Tutto con qualità autentica e accessibile. Una delle sfide sarà far entrare il ceto medio in questo mercato”.

Valentino Di Pisa (Fedagro): “Portiamo l’ortofrutta in città. Ora serve educazione alimentare nelle scuole”

Trasferire nel cuore di Bologna la professionalità, i servizi e il valore che ogni giorno il Centro Agroalimentare garantisce alla città. È questo, secondo Valentino Di Pisa, presidente nazionale di Fedagroe inprenditore al Caab di Bologna, l’obiettivo principale di Caab in the City. “Era il nostro obiettivo principale. Non so se ci siamo riusciti, ma spero che questo sia il numero zero di una serie di eventi da realizzare in città, magari seguendo la stagionalità”, spiega Di Pisa.


Per il presidente di Fedagro, il coinvolgimento dei più giovani è decisivo. “Mi piacerebbe che questi eventi coinvolgessero molto di più i bambini, perché sono il nostro futuro. I futuri consumatori sono i giovani, i bambini, e a loro dobbiamo insegnare come si consuma l’ortofrutta e perché è importante consumarla. Questo deve diventare un obiettivo non solo nostro come operatori grossisti o come Caab, ma anche delle istituzioni”.

Durante la giornata è emerso un tema ricorrente: molti cittadini non hanno più familiarità con la stagionalità e le proprietà dei prodotti ortofrutticoli. Di Pisa lo conferma senza esitazioni. “Lo so benissimo: il consumatore non è educato. Non conosce la stagionalità, non conosce le proprietà e l’utilità dell’ortofrutta. Sta a noi trasmetterle, ma non possiamo farlo solo con iniziative come questa. Dobbiamo partire dalle scuole”. Per Di Pisa, l’educazione alimentare dovrebbe diventare una materia scolastica. “L’educazione alimentare non fa bene solo alla salute, ma anche al servizio sanitario. È un investimento culturale e sociale”.

Mercato delle Erbe: “Giusto che il Caab gestisca i mercati rionali”

Dal 1° luglio il CAAB si occuperà della gestione del Mercato delle Erbe, un passaggio che Di Pisa considera naturale. “Credo che il progetto debba andare a buon fine. Sono convinto che l’ente gestore di un centro agroalimentare debba essere anche capace di gestire i mercati rionali della città, perché sono il nostro punto di arrivo verso la cittadinanza. Non solo il Mercato delle Erbe".

Gli operatori in piazza: i prodotti del territorio e quelli esotici così lontani ma sempre più vicini 

A confermare quanto sia urgente lavorare sull’educazione alimentare è anche l’esperienza diretta degli operatori presenti in piazza. “Mi hanno chiesto se i pomodorini sono di Bologna e tante altre cose che dimostrano come i cittadini sappiano sempre meno di ortofrutta: da dove viene, come si conserva, come si prepara”, racconta Luigi Gallerani, imprenditore di Befer Fruit e con posteggio al Caab. “Chi vende al consumatore finale ha delle lacune, dobbiamo lavorare su questo. Iniziative come queste sono fondamentali per far conoscere non solo l’origine, ma anche le proprietà della nostra ortofrutta”.

La stessa esigenza emerge anche dallo stand di Fruttital del Gruppo Orsero, che accanto ai più noti avocado e ananas ha distribuito e fatto conoscere al pubblico diversi “esotici minori” come granadilla, banane rosse, rambutan, carambola, pitaya e cassanova. Tutti prodotti che incuriosiscono ma che molti cittadini non avevano mai visto o assaggiato. A completare il quadro c’era anche la frutta secca di Laffi Giorgio, azienda specializzata in un segmento in forte crescita, che non ha mancato di proporre anche mele e pere. 

Il territorio era rappresentato da Agribologna, custode dell’agricoltura bolognese, mentre Spreafico ha portato la sua esperienza. Un’occasione preziosa per i cittadini, che oltre a degustare hanno potuto scoprire davvero cosa c’è dietro i prodotti che ogni giorno trovano sul banco.

Gli altri partner 

L’assessore all’Agricoltura del Comune di Bologna, Daniele Ara, ha definito Caab in the City un’importante occasione di educazione alimentare e di dialogo con la cittadinanza, riconoscendo al Caab la capacità di fare da collettore tra agricoltura, commercio e politiche del cibo. Il sostegno del territorio è arrivato anche dai partner dell’iniziativa. Andrea Rizzoli, presidente di BCC Felsinea, ha ricordato il legame storico del credito cooperativo con il mondo agricolo e l’impegno della banca nell’accompagnare le imprese nelle sfide di innovazione e sostenibilità. Marialisa Alberghini, strategy manager di Lavoropiù, ha sottolineato invece il ruolo decisivo delle competenze e della formazione per garantire qualità lungo tutta la filiera, ribadendo la collaborazione quotidiana con il Caab per favorire occupazione qualificata e incontro tra domanda e offerta di lavoro.

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