Inizia con importanti novità il 2026 del Distretto biologico regionale Sardegna bio, che ha appena calendarizzato una serie di attività promozionali in Europa e in Italia, utili alla crescita di un comparto che, in Italia, proprio qualche giorno fa ha ricevuto l’ok all’utilizzo e attribuzione del nuovo marchio biologico italiano, in sede di Conferenza Stato Regioni.
Una novità questa, accolta con favore dai rappresentanti della realtà distrettuale sarda che promuove il biologico regionale e raggruppa le aziende primarie, secondarie e terziare che operano nel Bio (circa 2700 in Sardegna) presenti nei giorni scorsi a Norimberga al salone del biologico Biofach che si è svolto dal 10 al 13 febbraio.
Qui, oltre a promuovere le filiere, “è stato importante il confronto con le altre importanti realtà europee – commenta Andrea Campurra, presidente del Distretto biologico regionale Sardegna Bio e presidente della La Rete Nazionale dei Distretti Biologici d'Italia - alla luce soprattutto del grande traino che fa l’Italia nelle produzioni bio con sempre più superfici vocate alla coltivazione sostenibile, oltre che nella richiesta dei mercati, in crescita per dei consumatori sempre più attenti ai consumi e alla sostenibilità”.
Il 2026 sarà quindi un anno cruciale nel rafforzamento delle filiere del biologico italiano e sardo: da una parte perché il marchio, il cui utilizzo e modalità di attribuzione è stato appena approvato in sede di conferenza Stato Regioni, va proprio a rafforzare il lavoro della filiera agricola made in Italy, “e in secondo luogo perché si sta assistendo a un aumento delle importazioni di prodotto straniero biologico dall’estero, che hanno registrato un incremento del 7,1 % – spiega ancora Campurra - Per questo la promozione, anche all’estero attraverso queste fiere, è fondamentale per rendere più solido il nostro mercato anche all’interno dei confini nazionali, davanti ai nostri stessi buyer. Sono occasioni che impongono una riflessione, e che per le nostre aziende rappresentano un input per continuare a investire e a crescere”.
Nella fiera di Norimberga, a cui seguirà poi durante i prossimi mesi la partecipazione ad altre importanti fiere come la Sana di Bologna tra il 22 e 24 febbraio, o al Vinitaly a Verona nelle prime due settimane di aprile, o gli eventi B2c, come il Salone internazionale dell’agricoltura di Parigi, dal 21 febbraio al 1 marzo prossimo, il messaggio che si veicola “è quello di una Regione - conclude Campurra - al centro del Mediterraneo che sta investendo nelle produzioni sostenibili anche come forma di contrasto ai cambiamenti climatici e come forma di contrasto alle importazioni di prodotti che spesso sono lontani dalla nostra capacità di garantire qualità e controllo delle filiere. Una garanzia appunto espressa nella certificazione con marchi condivisi dall’intera nazione. Sia i mercati internazionali sia le filiere corte chiedono trasparenza e garanzia di qualità, ma soprattutto chiedono produzioni solide: è importante continuare a crescere e a investire in una Europa che ci riconosce il ruolo di leadership”.
Fonte: Distretto biologico regionale Sardegna bio