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15 ottobre 2026

Battagliola: “Cresciamo come l’Impero Romano”

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"Abbiamo, con un po’ di umiltà, l’idea di crescere come faceva l’Impero Romano". Sono le parole con cui Domenico Battagliola, Ceo di La Linea Verde, ha aperto i lavori stamattina, a Manerbio (Brescia), in occasione dell'evento per festeggiare i 20 anni di Dimmidisì. 

Un modo per sintetizzare la strategia del Gruppo, che punta a consolidare la propria presenza internazionale attraverso nuovi insediamenti produttivi e un’organizzazione capace di adattarsi ai diversi mercati.

Il prossimo passo è negli Stati Uniti, con l’apertura prevista tra febbraio e marzo 2027 dello stabilimento di North Baltimore, in Ohio. L’impianto, di 10mila metri quadrati, sarà dedicato ai piatti pronti freschi, in particolare zuppe, purè e risotti. 

"Abbiamo scelto l’Ohio perché da lì raggiungiamo circa 180 milioni di persone che hanno un profilo di consumo vicino al nostro gusto - ha spiegato il Ceo - e perchè permette di raggiungere importanti bacini di consumo, da New York a Boston e Chicago". 

In Europa prosegue intanto il progetto Grande Nord, con la creazione di La Linea Verde Benelux in Belgio e il presidio produttivo nel nord della Francia. 

Una strategia che punta anche a diversificare le aree di approvvigionamento agricolo, in risposta agli effetti del cambiamento climatico. "Il cambiamento climatico è diventato una realtà - ha osservato - Se anni fa i problemi principali si riscontravano d’inverno, oggi la criticità è rappresentata dalle elevate temperature estive". 

La crescita internazionale parte però da Manerbio, dove restano il centro decisionale e il cuore dello sviluppo. "Manerbio Caput Mundi – ha affermato Battagliola – La nostra forza è essere un’azienda familiare, siamo una realtà che guarda al lungo periodo e alle persone".

Le nuove sfide

Il 20esimo anniversario di DimmidiSì è l’occasione per ripercorrere l’evoluzione di La Linea Verde, nata 35 anni fa dall’attività agricola della famiglia Battagliola e cresciuta integrando produzione, trasformazione e sviluppo di nuove soluzioni alimentari.

E DimmidiSì rappresenta una delle espressioni più significative di questo percorso: il marchio ha contribuito ad ampliare l’offerta oltre l’insalata in busta, puntando su prodotti freschi ad alto contenuto di servizio. 

Oggi la sfida è intercettare consumatori sempre più attenti al benessere, alla praticità e alla sostenibilità. Tra i fronti di lavoro del gruppo c’è anche il packaging, con la ricerca di alternative alla plastica tradizionale che sappiano coniugare minore impatto ambientale, conservazione del prodotto e funzionalità. 

"Il consumatore attuale non attribuisce più un peso determinante a una data di scadenza estremamente lunga - ha sottolineato Battagliola -Ma richiede prodotti con una spiccata sostenibilità ambientale". 

Nielsen, la crescita passa dai prodotti ad alto servizio

A confermare come il mercato italiano stia cambiando l'analisi dei consumi presentata da Christian Centonze, consumer intelligence sales leader NielsenIQ: i consumatori continuano a cercare convenienza, ma chiedono anche valore, benessere e soluzioni capaci di semplificare la vita quotidiana.

"Oggi i consumatori cercano soluzioni che uniscano praticità, qualità, gusto e benessere - ha rilevato - Per sostenere la crescita della categoria dei piatti pronti freschi serve una collaborazione sempre più stretta tra industria e distribuzione, perché la marca porta innovazione e fiducia, il retail ne valorizza il ruolo e la visibilità nel punto di vendita". 

Se le insalate tradizionali in busta sono ormai consolidate nelle abitudini di acquisto, le opportunità di crescita si concentrano soprattutto sui prodotti a maggior contenuto di servizio, come le insalate arricchite e le zuppe fresche. 

Le prime rispondono alla domanda di pasti pratici e completi, anche fuori casa; le seconde intercettano in particolare i consumatori più maturi e attenti alla salute.

Un dato è particolarmente rilevante per le strategie commerciali: circa due terzi degli acquisti di questi prodotti non sono pianificati. Per favorire la penetrazione, quindi, non basta puntare sulle promozioni. Occorre stimolare l’acquisto d’impulso attraverso l’esposizione, la comunicazione e l’innovazione di ricette e confezioni.

Il reparto ortofrutta resta un punto di riferimento per queste categorie, ma non sempre è il luogo in cui il consumatore cerca una soluzione per il pasto. Da qui l’importanza di sperimentare doppie esposizioni e posizionamenti alternativi, anche in prossimità delle casse, per rendere i prodotti più visibili e desiderabili.

I risto-market? Sono un’esigenza

Per Battagliola una concreta possibilità per aumentare i consumi sta anche nel risto-market, che risponde alla crescente ricerca di soluzioni pratiche per il pranzo e apre nuove opportunità di collaborazione tra industria e distribuzione. 

Battagliola ha portato l’esempio degli Stati Uniti e anche della Spagna, dove Mercadona ha sviluppato il format Listo Para Comer, con aree dedicate al consumo immediato all’interno del supermercato.

"Il risto-market è un’esigenza - ha argomentato - In Spagna, Mercadona ha creato nel suo sviluppo di supermercati un’area post-barriera dotata di microonde, posate e tavoli sempre più affollati. È un concetto sviluppato in collaborazione con noi: progettiamo insalate arricchite e ricette dinamiche che danno movimentazione al banco, in modo che il cliente non mangi sempre la stessa cosa e trovi ogni giorno una risposta concreta per il proprio pranzo".

Per sviluppare questo modello anche in Italia, secondo Battagliola, la Gdo dovrebbe valutare spazi attrezzati per il consumo in-store, con tavoli, microonde e servizi essenziali. "Questa parte del supermercato da dedicare al pranzo — con un minimo di accoglienza, quattro tavoli, due microonde e un lavandino — è una cosa che anche i nostri retailer dovrebbero cominciare a mettere in conto".

La formula, tuttavia, non è adatta indistintamente a tutti i punti di vendita. "È un tratto di crescita che va gestito in modo preciso, perché ci sono negozi in cui una struttura simile diventa il motore di crescita dell’intero punto vendita, e altri in cui rischia di essere un fallimento. La vera capacità della distribuzione risiederà proprio nell’evoluzione della clusterizzazione, individuando con precisione i contesti in cui il risto-market esprime al meglio il suo potenziale".

La crescita, nella visione del Ceo, non può prescindere dalla capacità di cambiare insieme al mercato: "Se stai fermo in un'attività - ha concluso - non rimani dove sei, ma vai indietro, perché intanto il mondo è in continuo movimento". 

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