Un biologico capace di innovare, ampliare la propria offerta e parlare a un pubblico sempre più vasto. È questa la direzione nella quale si muove oggi Almaverde Bio, che in occasione della Giornata europea del biologico fa il punto sul proprio percorso di crescita, sui risultati raggiunti e sulle prospettive future.
Un settore dinamico
Un percorso che si inserisce in una fase particolarmente dinamica per l’intero comparto. I dati dell’Osservatorio Sana curato da Nomisma, presentati a Bologna nel febbraio 2026, indicano un mercato biologico italiano che nel 2025 ha raggiunto 6,9 miliardi di euro di vendite.
I consumi domestici rappresentano circa 5,5 miliardi di euro, mentre il fuori casa supera 1,35 miliardi. La Distribuzione Moderna si conferma il principale canale di acquisto, con 3,5 miliardi di euro di vendite bio e una crescita del 6,1%, pari al 64% dei consumi domestici; crescono anche i negozi specializzati, che valgono il 20% dei consumi interni con un +7,5% a valore.
A confermare la vitalità del settore sono anche i dati dell’Osservatorio Ismea-NielsenIQ: nel 2025 gli acquisti domestici di prodotti biologici delle famiglie italiane hanno raggiunto 4,4 miliardi di euro, crescendo del 9,2% a valore e del 7,2% in volume, il miglior risultato degli ultimi cinque anni e una progressione più che doppia rispetto all’intero comparto agroalimentare. La crescita dei volumi è particolarmente significativa, perché mostra un aumento reale delle quantità acquistate e non solo del valore della spesa.
Anche sul fronte produttivo l’Italia mantiene una posizione di primo piano, con oltre 2,5 milioni di ettari coltivati con metodo biologico, pari al 20,2% della superficie agricola nazionale, rispetto a una media dell’Unione europea dell’11,1%. Secondo il rapporto “The World of Organic Agriculture 2026” di FiBL e Ifoam, l’Italia è il primo Paese europeo per incidenza della sau biologica e per numero di operatori, oltre 87mila, in un mercato continentale che ha toccato il record di 58,7 miliardi di euro.
È in questo scenario che si colloca Almaverde Bio, con un elemento distintivo: la capacità di trasformare i valori del biologico in una proposta di marca riconoscibile, trasversale alle categorie merceologiche e fortemente orientata all’innovazione.
Fornari: "Il biologico cresce e cambia"
“I numeri ci dicono che il biologico sta crescendo, ma soprattutto che sta cambiando – riassume Ernesto Fornari, presidente di Almaverde Bio – Il consumatore cerca garanzia, sicurezza e sostenibilità, ma contemporaneamente chiede gusto, praticità, ampia scelta. La sfida è riuscire a tenere insieme tutti questi elementi. È esattamente la direzione nella quale Almaverde Bio sta lavorando insieme alle proprie imprese socie».
Un modello che funziona
Almaverde Bio rappresenta un modello particolare nel panorama agroalimentare italiano.
La sua base sociale riunisce imprese specializzate in differenti settori merceologici, accomunate dal forte legame con il territorio, dal rapporto diretto con la produzione e da una consolidata esperienza nel proprio comparto e nel biologico. Imprese diverse che hanno scelto di mettere in comune competenze, esperienze e risorse intorno a un’unica identità.
Almaverde Bio Società Consortile sviluppa le strategie comuni di comunicazione e promozione del brand attraverso le risorse messe a disposizione dalle imprese socie,(Canova, Fruttagel, Molino Spadoni, Circeo Pesca, Eurovo, Futura) licenziatarie in esclusiva del marchio nei rispettivi settori, mentre ciascuna azienda gestisce autonomamente la commercializzazione dei propri prodotti. Un modello che coniuga quindi specializzazione imprenditoriale e capacità di fare sistema.
La pluralità delle aziende e dei comparti rappresentati consente inoltre ad Almaverde Bio di proporsi non attraverso una singola categoria merceologica, ma con un paniere ampio e diversificato di prodotti, capace di entrare in differenti momenti della spesa e del consumo quotidiano.
Uno degli elementi centrali del progetto è proprio la politica di marca. Per Almaverde Bio una marca forte, coerente e riconoscibile ha il compito di dare valore al prodotto biologico, rassicurare il consumatore e contribuire a portare il bio nel carrello di tutti.
Una strategia che ha prodotto risultati significativi. Secondo la ricerca Havas Media Network, Almaverde Bio raggiunge una notorietà sollecitata dell’83%, mentre la notorietà spontanea si attesta al 16% e la Top of Mind al 9%. Il brand viene associato dai consumatori all’italianità, alla qualità dei prodotti e all’attenzione verso l’ambiente e il territorio.
"La marca nel biologico ha una funzione fondamentale – continua Fornari – Deve trasformare valori complessi in una promessa semplice e riconoscibile. Almaverde Bio deve rappresentare una garanzia per chi acquista, ma nello stesso tempo deve essere capace di i rendere il biologico sempre più vicino alla quotidianità delle persone".
La solidità del progetto trova riscontro anche nei risultati economici. Almaverde Bio ha chiuso il 2025 39,5 milioni di euro di fatturato con un incremento del 5,3 rispetto al 2024. Un risultato che assume particolare significato perché accompagna il rafforzamento della marca e la continua evoluzione dell’offerta.
I commenti delle imprese socie
La crescita di Almaverde Bio nasce soprattutto dal contributo delle imprese che compongono la sua base sociale. aziende diverse per storia, dimensioni e specializzazione produttiva, ma unite dalla volontà di sviluppare insieme il mercato del biologico.
Il biologico è in crescita perchè riesce sempre di più a entrare nelle abitudini quotidiane delle persone – commenta Giorgio Alberani, direttore commerciale e marketing di Fruttagel – Siamo riusciti a sviluppare prodotti capaci di coniugare qualità, servizio e innovazione, mantenendo saldi i valori che sono alla base della produzione biologica. Ci siamo riusciti con soddisfazione come ad esempio per le bevande ad altissimo contenuto di frutta (85%) senza zuccheri aggiunti, con porzioni di kcal ridotte, ed i nuovi contorni surgelati con busta compostabile (no plastica). Il marchio Almaverde Bio ci permette di portare questa esperienza all’interno di un progetto di ampliamento dell’offerta e di avvicinamento di nuovi consumatori al bio".
“La crescita del biologico dipenderà sempre di più dalla capacità di interpretare i bisogni emergenti dei consumatori – afferma Gabriele Longanesi, Ceo di Futura – Le persone chiedono prodotti coerenti con i propri valori, ma anche adatti a stili di vita in continua evoluzione. Per le imprese diventa quindi essenziale osservare le tendenze, comprenderne la direzione e tradurli rapidamente in proposte capaci di creare valore. In questo percorso noi di Futura, per Almaverde Bio abbiamo proposte coerenti e innovative capaci di interpretare nuovi stili di vita e nuove occasioni di consumo, lavorando su ricette, formati e soluzioni sempre più pratiche e contemporanee. I risultati ci sono e vediamo performance ottime con prodotti di tendenza come Kefir a marchio Almaverde Bio o le nostre polpe di frutta o ancora la gastronomia vegetale caratterizzata da packaging contenuto, prodotti sani, accessibili e a basso impatto ambientale".
Abbiamo da sempre creduto nel biologico tanto che nel 2010 abbiamo deciso di acquisire unmolino a Savio di Ravenna da dedicare esclusivamente a questa tipologia di produzioni e farecosì il nostro ingresso nella grande famiglia Almaverde Bio, di cui siamo fieri di fare parte –spiega Leonardo Spadoni, amministratore delegato Molino Spadoni – Un’operazione che ci ha permesso di offrire ai consumatori che prediligono il biologico una gamma di prodotti davvero ampia, variegata e in continua evoluzione, in linea con il nostro stile.
Guardando avanti, la sfida per Almaverde Bio è allargare ulteriormente i confini del biologico, raggiungendo nuovi consumatori e intercettando nuovi bisogni e occasioni di consumo.
"Abbiamo una base sociale fatta di imprese che conoscono profondamente i propri prodotti e le proprie filiere, un marchio riconosciuto e un mercato che sta mostrando una nuova vitalità – conclude Fornari – Il nostro obiettivo è continuare a fare di Almaverde Bio un laboratorio di innovazione per il biologico, sviluppando prodotti sempre più vicini alle esigenze delle persone in tante categorie merceologiche a partire dall’ortofrutta fresca. Il bio del futuro dovrà essere sostenibile e garantito, ma anche buono, accessibile e capace di sorprendere".
Fonte: Almaverde Bio