Sostenere i propri soci nella lotta agli effetti del cambiamento climatico e accompagnarli nel processo di rinnovamento varietale per rispondere alle evoluzioni del mercato: sono questi gli obiettivi su cui si fonda il nuovo Regolamento 2026–2031 per i prestiti agevolati ai soci produttori recentemente approvato da Agrintesa. Uno strumento strategico con un plafond da 2 milioni l’anno per i prossimi 5 anni pensato per accompagnare gli investimenti in nuovi impianti frutticoli e nei sistemi di difesa attiva contro le gelate.
Il regolamento, deliberato dal Consiglio di Amministrazione della cooperativa, rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alle precedenti edizioni – attive dal 2016 e già aggiornate nel 2021 – sia in termini di dotazione finanziaria, sia per l’orientamento sempre più mirato verso le produzioni considerate strategiche per il futuro della cooperativa.
In particolare, Agrintesa ha deciso di incrementare i valori di finanziamento, prevedendo anche un sostegno rafforzato per specie particolarmente strategiche, oltre che per gli interventi di difesa attiva. Crescono anche i massimali: il plafond per singola azienda agricola socia è stato raddoppiato, mentre quello annuo complessivo passa da 1,5 a 2 milioni, a conferma della rilevanza economica dell’operazione.
"Siamo consapevoli delle difficoltà climatiche e fitosanitarie che alcune produzioni, in particolare la pericoltura, stanno attraversando e che interessano direttamente la nostra base sociale – dichiara Aristide Castellari, presidente di Agrintesa – Con questo regolamento vogliamo contribuire in modo concreto alla salvaguardia e al rilancio di una produzione strategica per i nostri soci, sostenendo gli investimenti necessari a rendere le aziende più resilienti, moderne e competitive. Ma vogliamo anche dare impulso a tutta la nostra base sociale affinché sia pronta ad ampliare e rinnovare le proprie produzioni e a puntare su specie che offrono importanti riscontri sul mercato e possono garantire un’adeguata sostenibilità economica".

"Inoltre, intendiamo proseguire nel solco tracciato ormai da un quinquennio supportando chi decide di investire in tecnologie che possano mitigare gli effetti degli eventi sempre più estremi a cui il cambiamento climatico ci ha, purtroppo, abituati. È una scelta che guarda al futuro dei soci della cooperativa e alla continuità delle nostre filiere”.
“Questo regolamento è un unicum nel panorama ortofrutticolo nazionale – sottolinea Cristian Moretti, direttore generale di Agrintesa – e rappresenta un esempio concreto di come una cooperativa strutturata possa mettere la propria solidità patrimoniale al servizio dei soci, accompagnandoli negli investimenti ritenuti più strategici. Non parliamo solo di sostegno finanziario, che si aggiungerà ai contributi OCM previsti all’interno della nostra Op Apo Conerpo, ma di una visione di sistema: nuovi impianti, difesa attiva, diversificazione produttiva e attenzione ai giovani sono elementi chiave per garantire redditività e continuità alle aziende agricole nel medio-lungo periodo”.
Il nuovo regolamento dedica, infatti, particolare attenzione ai giovani produttori e ai percorsi di ricambio generazionale, con l’obiettivo di facilitare l’accesso agli investimenti anche nelle fasi iniziali dell’attività imprenditoriale.
Il dettaglio delle risorse disponibili
Il Regolamento 2026–2031 introduce un rafforzamento significativo dei contributi per ettaro, calibrato in funzione delle specie e degli interventi realizzati. In un’ottica di razionalizzazione varietale e di maggiore resilienza produttiva, per i nuovi impianti frutticoli, il sostegno finanziario previsto è di 8.000 euro/ettaro che salgono a 10.000 euro/ettaro per chi sceglie di puntare su mirtilli e kiwi a polpa verde o rossa, per arrivare fino a 12.000 euro/ettaro per le colture considerate strategiche come pere e kiwi a polpa gialla.
Accanto agli investimenti in nuovi impianti, il regolamento conferma la centralità della difesa attiva come leva fondamentale per tutelare la costanza produttiva e qualitativa delle colture, incentivando soluzioni tecnologiche che permettano di ridurre l’impatto delle gelate tardive, sempre più frequenti. Si va dai sistemi di irrigazione antibrina sopra e sotto chioma (finanziati per 2.500 euro/ettaro), alle ventole (15.000 euro ognuna) e ai bruciatori (6.000 euro cadauno, per quelli ad aria, statici o trainati, e fino al 40% del valore per quelli alimentati a pellet).

Un impianto modulare che consente ai soci di combinare più interventi, adattando gli investimenti alle caratteristiche aziendali e alle specificità dei territori, e che conferma la volontà di Agrintesa di sostenere in modo concreto la tutela delle produzioni dagli effetti del cambiamento climatico.
Per ciascuna azienda agricola socia, l’ammontare del finanziamento agevolato è commisurato alla dimensione e alla storicità dei conferimenti e prevede un tasso agevolato fisso con riduzione dell’EURIBOR a 6 mesi dell’1.5%, un preammortamento di 3 anni e una durata di 6 anni.
Fonte: Agrintesa