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Puglia: un futuro di frutta (anche) esotica

Avocado

Sono 500 gli ettari dedicati ad avocado e mango, ma si inizia a coltivare pure le banane

L’esotico diventa di casa in Puglia. Merito dei sempre più imprenditori agricoli che sostituiscono le produzioni tradizionali con la coltivazione di avocado, mango ma pure bacche di aronia e di goji, banane e lime. L’associazione regionale di Coldiretti ha dato i numeri delle nuove colture. E commentato i dati diffusi durante l’annuncio della terza edizione del Tropical Fruit Congress, organizzato da myfruit.it, in programma a Macfrut 2022: cresciuti del 45-50% nel 2017/20. Nel 2018 la  Società di ortoflorofrutticoltura italiana aveva lanciato la proposta: avocado al posto di olivi colpiti da Xylella. Sembra sia stata seguita.

Cambia il clima e s’impenna la produzione esotica

Alla tropicalizzazione del clima in Puglia gli imprenditori agricoli rispondono con la tropicalizzazione della produzione agricola. La conferma arriva dal censimento dei terreni dedicati all’esotico: in pochi anni si è passati da una manciata di produzioni a 500 ettari. Più che la dimensione, in ogni caso non banale, stupisce la velocità d’impianto. Il paesaggio rurale si sta trasformando. Vediamo numeri ed esempi concreti.

Va forte l’avocado, il mango ma spuntano pure le banane

A Castellaneta, in provincia di Taranto, sono state piantumate 32mila piante di avocado. In Salento la stima è di 100mila unità di avocado e ottomila di mango e di lime. E siamo nella norma. In Italia, ovviamente del sud, l’esotico ha conquistato terreno. Più originale l’interesse verso le banane che sta iniziando ad incuriosire gli agricoltori, così come quello per le rosse bacche di Goji e quelle di Aronia.

Va bene valorizzare le produzioni tipiche, ma se i consumatori chiedono prodotti esotici meglio puntare alla produzione locale. Questa la filosofia di Coldiretti confortata dalle ricerche sulle nuove tendenze di consumo: “Oltre sei consumatori su 10 (61%) acquisterebbero banane, manghi, avocado tricolore se li avessero a disposizione invece di quelli stranieri, secondo quando emerge da un sondaggio Coldiretti-Ixè“.

Consumatori disposti a pagare di più per l’esotico di casa nostra

C’è mercato e si dovrebbe ricavare  un buon margine: “Il 71% dei cittadini sarebbe disposto a pagare di più per avere la garanzia dell’origine nazionale dei tropicali. Una scelta motivata dal maggiore grado freschezza ma anche dal fatto che l’Italia – precisa la Coldiretti – è al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,8%), quota inferiore di 1,6 volte alla media dell’Unione europea (1,3%) e ben 7 volte a quella dei Paesi extracomunitari (5,5%)”.

Scelta esotica sinonimo di innovazione

Coldiretti ci crede nella scelta tropicale: “Il fenomeno della frutta esotica in Puglia, spinto anche dall’impegno di tanti giovani agricoltori, è un esempio della capacità di innovazione delle imprese agricole pugliesi nel settore ortofrutticolo”. Siamo bravi peccato “che troppo spesso si viene ostacolati da un ritardo organizzativo e infrastrutturale”. Denuncia quella di  Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, che ricorda quella dei giorni scorsi dei produttori ed esportatori pugliesi.

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