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Mango: perché l’Europa è un mercato interessante

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Se il consumo del frutto tropicale sta aumentando, il problema principale ora è trovare fornitori affidabili

Il consumo di mango in Europa sta aumentando nonostante le difficoltà di approvvigionamento e la preferenza per la frutta di stagione locale. Il mercato preferisce le varietà Kent e Keitt ma c’è una crescente domanda di manghi maturi e tagliati freschi. Peraltro, la disponibilità di manghi di alta qualità può influenzare notevolmente il consumo in Europa.

Sono questi alcuni trend che saranno esaminati durante il Tropical Fruit Congress in programma il 6 maggio al Macfrut di Rimini. Myfruit.it è media partner dell’evento e in queste settimane pubblicherà gli ultimi dati disponibili sulla frutta esotica e tropicale con particolare riferimento al mercato europeo.

Mango: le potenzialità del mercato europeo

Di seguito le principali evidenze di uno studio sul mercato europeo del mango condotto da ICI Business per il Centro per la promozione delle importazioni dai Paesi in via di sviluppo (CBI), che fa parte della Netherlands Enterprise Agency ed è finanziato dal ministero degli Affari esteri dei Paesi Bassi.

Premesso che la popolarità del mango sta aumentando e così il suo consumo (perché i prezzi sono diventati più attraenti per i consumatori), i frutti sono importati perlopiù dai Paesi in via di sviluppo. Trovare una fornitura affidabile è uno dei problemi principali per mantenere stabile il mercato del mango.

Il consumo di mango fresco aumenta quando i prezzi scendono

Il mercato del mango è imprevedibile a causa delle grandi fluttuazioni dei volumi di fornitura e, oggi, anche a causa del cambiamento della domanda dovuto alla pandemia Covid-19. Ma, a lungo termine, il mercato continuerà a crescere in dimensioni.

Nel 2019 il prezzo medio delle importazioni (rapporto valore-peso) è salito per la prima volta dal 2015 a causa di periodi con minore disponibilità (vedi figura sotto). Nel 2020 il mercato del mango e i prezzi sono crollati a causa dei numerosi blocchi e problemi logistici all’inizio della pandemia. Tuttavia, le importazioni europee di mango sono salite fino a circa 432mila tonnellate, 14mila in più rispetto al 2019. Le prospettive per il 2021 hanno invece mostrato una maggiore disponibilità, il che è stato un bene per i programmi di approvvigionamento dei supermercati, anche se i grossisti hanno subito una forte pressione sui prezzi di vendita.

In generale, i consumatori stanno prendendo gusto (e interesse) per il mango, soprattutto grazie alle varietà senza fibre e alle migliori pratiche di maturazione. Malgrado ciò, il consumo è principalmente legato all’offerta e influenzato da fattori quali i volumi disponibili, la qualità, il prezzo e la promozione di frutti locali concorrenti in Europa. Per tutti questi motivi, le vendite di mango sono difficili da prevedere.
I volumi e i prezzi dell’offerta a breve termine possono essere volatili, ma con l’aumento dei volumi globali i prezzi dei manghi diventeranno più accessibili per i consumatori europei.

Le raccomandazioni di ICI Business per produttori ed esportatori: quando si rifornisce il mercato europeo bisogna mantenere una strategia a lungo termine. Una volta che si inizia a rifornire i clienti europei, infatti, è importante mostrare continuità. Per dare una buona impressione dovreste continuare a proporre manghi esportabili anche quando i prezzi sono meno favorevoli. 

Frutti popolari da procurarsi nei Paesi in via di sviluppo

Il commercio del mango dipende fortemente dai Paesi con clima tropicale. La crescita annua dell’import dai Paesi in via di sviluppo è un segno positivo che i coltivatori stanno gradualmente migliorando la qualità e l’affidabilità della fornitura.

I Paesi in via di sviluppo sono responsabili dell’88% del commercio totale di mango nell’Unione europea (404mila tonnellate nel 2020, compresa la produzione dell’Ue), e del 94% delle importazioni dell’Ue (vedi figura sotto). Le importazioni dell’Ue dai paesi in via di sviluppo hanno raggiunto 352mila ton nel 2020, di cui i paesi meno sviluppati hanno una quota di mercato di 25mila tonnellate. Se le importazioni di mango dai Paesi in via di sviluppo aumentano ogni anno, la crescita delle importazioni da altri fornitori non europei, principalmente Israele e Stati Uniti, si è invece appiattita.

A causa delle diverse zone climatiche e dei brevi periodi di raccolta, non c’è un solo paese o una sola varietà di mango che possa offrire una lunga stagione di approvvigionamento. Ecco perché sono necessarie differenti varietà e più fonti di produzione per assicurare la continuità di fornitura. Le campagne di produzione in questi paesi tropicali non sono sempre stabili. Le carenze temporanee e il surplus di offerta (dovuto alla sovrapposizione delle stagioni) a volte si traducono in un mercato di fornitura mutevole. La volatilità e la necessità di più fornitori rendono pertanto difficile per i commercianti compilare i programmi di fornitura con i principali acquirenti.

D’altra parte, la mancanza di un’offerta di mercato programmata rende il mango una coltura d’esportazione interessante per i piccoli produttori. Tuttavia, mentre anche i grandi produttori lottano con problemi di qualità, per i piccoli produttori è spesso difficile soddisfare i volumi richiesti. Per i compratori europei la sfida resta trovare manghi di alta qualità tutto l’anno. Il mercato ha bisogno di stabilità nella qualità e nell’offerta, ma non è chiaro fino a che punto potrà migliorare nel tempo.

Le raccomandazioni di ICI Business per produttori ed esportatori: aumentate le vostre possibilità in Europa fornendo un’offerta affidabile e di qualità. Assicuratevi di fare quello che promettete, e siate onesti sul volume e sulla qualità che potete offrire. Per ridurre i rischi, meglio diversificare i vostri mercati. Scoprite come applicare la migliore gestione della qualità per i manghi su mango.org.

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