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Packaging e Tecnologie

Alta tecnologia in campo, è boom di investimenti

Tra 4.0 e incentivi, carenza di materie prime e revisioni, i costruttori sono già oberati per il tutto il 2022

Il 2021, nonostante la pandemia e nonostante le difficoltà che hanno toccato tutti i settori, è stato un anno boom per gli investimenti in macchine e attrezzature agricole.

Con un numero di immatricolazioni che ha raggiunto le 24.400 unità e con un fatturato che ha toccato quota 14 miliardi di fatturato, la crescita rispetto al 2020 è stata del 36 per cento. Ma c’è di più: numeri così il comparto della meccanizzazione agricola non li vedeva da oltre un ventennio.

Un fenomeno che si è sentito molto in Italia e che trova riscontro anche in altri paesi: investimenti in aumento anche in Turchia (+49%), Giappone (+35%), India (+25%), Russia (+24%), Gran Bretagna (+20%), Spagna (13%), Usa (+12%) e Germania (+7%).

E, secondo le prime previsioni, non sembra destinato a rientrare nel 2022: secondo quanto rilasciato da Federunacoma (Federazione nazionale costruttori macchine per l’agricoltura), i costruttori italiani sono già pieni di ordini per tutto l’anno in corso.

Gli incentivi spingono l’innovazione

Almeno in Italia, l’impulso agli investimenti e allo svecchiamento del parco macchine è sicuramente da attribuirsi ai diversi incentivi, in primis quelli legati all’industria 4.0, ai Psr (Piani di sviluppo rurali) regionali, al Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e agli incentivi Inail (Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro).

I quali, ciascuno con un obiettivo diverso – sicurezza, innovazione, ripresa – stanno incoraggiando l’acquisto di macchine di potenza medio alta e ad alto contenuto tecnologico.

Entrando nel merito, è molto ampio il ventaglio di innovazioni che sono alla base del grande boom di investimenti: sul fronte delle motorizzazioni si iniziano a concretizzare i primi modelli con motori elettrici o ibridi, ma è ancora presto per parlare di rivoluzione perché il punto debole resta l’autonomia dei mezzi. Mentre è un fatto assodato il diffondersi di trattori e macchine a guida autonoma e intelligenti, grazie al massiccio ricorso alla sensoristica di ogni ordine e grado.

Lo spauracchio della revisione

A incentivare il rinnovo dei trattori e delle attrezzature è anche lo spauracchio della revisione dei mezzi. Se ne parla da anni e, sebbene il provvedimento non sia ancora concreto per via di un iter burocratico estenuante, è assodato che molti dei due milioni di trattori oggi in circolazione non passerebbero la fase di verifica, perché sono talmente datati da non avere le dotazioni di sicurezza di base, quali le cinture e i roll bar. Gli agricoltori, soprattutto i più giovani, stanno dunque provvedendo, seppur ancora in sordina, alle prime rottamazioni.

La carenza di materie prime stoppa gli ordini

Infine, per completare il quadro, va detto che la positiva congiuntura delle vendite di trattori e macchine agricole è in parte ostacolata dal “caso materie prime”. Le industrie del settore stanno infatti assistendo all’erosione dei propri margini a causa dei forti rincari – i costi sono duplicati se non triplicati – e anche alla difficoltà di reperire acciai speciali, plastiche, microprocessori per i componenti elettronici. Il che, naturalmente, fa rimandare l’evasione degli ordini e fa registrare il tutto esaurito, o quasi, per tutto il 2022.

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