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Packaging e Tecnologie

Ecco Redea di CPR System, la cassetta simbolo della filiera circolare

CPR System

Il nuovo contenitore riduce del 20% i trasporti. Risparmio del 10,3% nelle emissioni di CO2 e dell’1,66% di carburante

Sostenibilità spesso è solo un insieme di parole, a volte tanto storytelling e poco arrosto, ma ci sono anche i fatti concreti. Sicuramente quando si parla del consorzio CPR System che dal 2014 ha ridotto sensibilmente il consumo di plastica grazie alla cassetta di frutta e verdura rigenerata e riusata. La rivoluzione continua con Redea: l’ultima nata della casa, presentata oggi a Bologna, ancora più sostenibile. Ma questa cassetta ad economia circolare è la metafora di un  rapporto ottimale tra il sistema di produzione e distribuzione. Non è stata una casualità il titolo del convegno bolognese: “Dialogo fra distribuzione e produzione per costruire un circuito condiviso da tutta la filiera”.

Una cassetta che ha  messo tutti d’accordo

Abbiamo toccato la nuova cassetta, l’abbiamo vista nel video di presentazione e appreso le innovazioni tecnologiche direttamente dai progettisti. Prima di arrivare a Redea però Paolo Gerevini, presidente di CPR System, è partito dalla biografia aziendale: “Mettere insieme gli attori della filiera non è facile in una terra di ducati, principati… Allora non si parlava di sostenibilità, ma di riduzione dei rifiuti”. La cassetta è arrivata ed è stato un successo, ma si è partiti da una visione comune. Questa la premessa. Oggi Redea rappresenta la dimensione del valore in ottica di efficienza, innovazione e futuro sostenibile. In concreto la leggerezza conquistata si traduce in: trasportare più cassette riducendo i costi di trasporto, stoccaggio e superficie impiegata. Fare bene all’ambiente e ai conti aziendali.

Pedroni: “Sostenibilità è condivisione”

Il presidente di Coop Italia, Marco Pedroni, ha evidenziato il valore della sostenibilità etico-sociale della filiera agroalimentare. Ha iniziato dalle cose fatte in casa: “Abbiamo iniziato a togliere il fosforo dai detersivi, i coloranti, gli Ogm, gli antibiotici dalla carne. E sono operazioni con sostenibilità economica. Pagare il biologico il 70/80% in più è una follia, così non si diffonderà. Alla sostenibilità ambientale si deve legare quella sociale ed economica”. Fondamentale: “Instaurare un dialogo continuo tra tutte le realtà della filiera, dalla produzione alla distribuzione fino al consumatore finale”. E ha ricordato anche la battaglia sull’uso del glifosate, giusta ma richiede investimenti per avere anche la necessaria sostenibilità economica.

Zuliani (Conad): “Modello da replicare”

“Ci sono aree dell’agroalimentare dove questo dialogo virtuoso tra distribuzione e produzione è più facile”, ha sottolineato Giuseppe Zuliani, direttore marketing e comunicazione di Conad, “la filiera ortofrutta è, in questo senso, grazie anche a CPR, un modello che potrebbe diventare replicabile in tutte le altre. È importante, per l’ortofrutta, che questo dialogo sia un driver per far crescere il settore sul fronte della sostenibilità. Viviamo in una situazione comunitaria che coinvolge tutte le realtà produttive, sociali e statali nel nostro paese, perché questi percorsi di sostenibilità non siano solo storytelling ma azioni concrete all’interno di un contesto valoriale che coinvolga clienti, dipendenti e fornitori”.

Orsero, la voce dell’impresa

Per Raffaella Orsero, vicepresidente e Ceo del gruppo Orsero, la svolta in termini di sostenibilità del comparto ortofrutticolo italiano sarà determinata “dalla riduzione della frammentazione e dall’apertura verso il mondo, promuovendo l’efficienza dei processi produttivi, della distribuzione, riducendo lo spreco alimentare e le emissioni. Sarà sempre più necessario per raggiungere la sostenibilità anche economica del settore conoscere l’entità della domanda e la sua segmentazione in modo da poterci organizzare al meglio nella fornitura, senza sprechi”.

Redea: design e sostenibilità

Ma vediamo nei dettagli questo contenitore simbolo dell’economia circolare. “Le grandi sfide di questo momento”, ha sintetizzato Andrea Bignami, responsabile della redazione economica di Sky Tg 24, “mettono in evidenza anche l’importanza del design e dell’estetica dei prodotti industriali, soprattutto quando si parla di packaging.

Nel concreto le cassette (nell’arco di due anni e mezzo andranno a sostituire totalmente i 16 milioni di casse verdi che saranno rigranulate e riutilizzate nel nuovo formato): “Hanno dimensioni e peso inferiori alle precedenti e questo ci consente una ottimizzazione dei trasporti riducendoli del 20% circa rispetto a prima con un risparmio del 10,3% nelle emissioni di CO2 in fase di trasporto. Il consumo di carburante si riduce dell’1,66%“. Parole del presidente Gerevini che su efficienza e sostenibilità sottolinea: “Risparmiamo il 50% di acqua con i nostri sistemi di gestione. I nostri impianti fotovoltaici generano parte del nostro autoconsumo. Sul fronte della digitalizzazione, Redea è una cassetta parlante, l’etichetta Smart-Label dotata di codice a barre e un tag RFID consentono di gestire ed elaborare tante informazioni importantissime per l’ottimizzazione del sistema. La nostra storia”.

Progetto del Politecnico di Milano

Il professor Luigi De Nardo, docente del Politecnico di Milano, dove è stata progettata la cassa Redea ha evidenziato le sfide incontrate e l’importanza delle soluzioni ingegneristiche messe a punto per la nuova cassetta: “Il colore più neutro valorizza meglio i prodotti all’interno e la trama grafica elegante e funzionale si ispira alla natura perché è nata elaborando digitalmente la trama di una foglia. Il risultato è stato straordinario. Le celle della cassa Redea hanno la stessa geometria delle macchie nere delle giraffe o la trama degli stomi fogliari. Questa particolare trama, consente una migliore areazione dei prodotti ottimizzando quindi la conservazione.” E’ intervenuta Anna Tampieri, presidente di Enea Tech e Dirigente Ricerca Cnr nazionale che ha evidenziato la strategia di sviluppo: “Tramite la traslazione da aree di studio ad altre in modo che i contenuti possano essere confrontati e interagire tra conoscenze diverse. Questa è una frontiera di collaborazione scientifica che può dare importanti input di crescita.” Redea è un chiaro esempio di questa filosofia.

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