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Myfruit

Uva da tavola sotto i riflettori della diretta Linkedin

Al webinar di myfruit.TV con Coop Italia e Magazzini Gabrielli anche Agritalia, Apofruit e Peviani

Il prossimo 26 luglio al webinar di myfruit.it live su LinkedinUva da tavola: strategie e progetti per competere sul mercato” assisteremo a un confronto tra mondo della produzione e della grande distribuzione interamente dedicato all’uva da tavola.

Dalle 15:30 alle 16:30 Gregorio Martelli (direttore acquisti Magazzini Gabrielli) e Claudio Mazzini (responsabile freschissimi Coop Italia) (leggi articolo precedente) scambieranno opinioni, esperienze e case history con tre rappresentanti di aziende di riferimento nella produzione e commercializzazione dell’uva da tavola: Marcello Guidi (category manager Apofruit Italia), Michele Laporta (presidente della Op Agritalia e del Consorzio di tutela Uva di Puglia Igp), e Andrea Peviani (direttore commerciale Peviani).

Cresce e sta registrando risultati interessanti la produzione di uva seedless coltivata dai soci produttori di Apofruit Italia, che ha come riferimento la struttura cooperativa Op Terra di Bari: il 100% delle varietà è senza semi, a coltivazione sia biologica sia convenzionale, con qualche esperienza di biodinamica. “Si tratta di una produzione di nuove varietà che assicura un periodo di commercializzazione che va da luglio a novembre”, spiega Marcello Guidi. Una vera rivoluzione rispetto alla produzione senza semi di qualche anno fa concentrata quasi esclusivamente tra metà luglio e metà agosto.

Le varietà di uve finora riconosciute dall’Igp Uva di Puglia sono invece con i semi. “Ma in Puglia ci sono anche le soft seeded (caratterizzate dalla presenza di un piccolo seme morbido, ndr), ottenute dal  breeding tutto italiano di Grape and Grape”, ricorda Michele Laporta, presidente della Op Agritalia di Barletta (Puglia).

Peviani Spa ha un legame storico con l’uva da tavola, che si traduce oggi in una spinta specializzazione nelle uve seedless. Prodotte già dagli anni ’90 grazie alle richieste del mercato inglese. “Per noi è strategico importare le stesse varietà che produciamo in Italia, così da offrire al consumatore finale solo il meglio e con continuità”, osserva Andrea Peviani.

Dall’innovazione varietale (e tecnica, in campo) all’ampiamento del calendario di commercializzazione, dal biologico al packaging sostenibile, fino alle strategie di valorizzazione in reparto e alla visione della vendita assistita, il webinar (per partecipare iscriversi qui) rappresenta l’opportunità di guardare sotto diversi punti di vista un comparto che per l’Italia resta tra i più dinamici e competitivi.

 

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