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Logistica del fresco: mitigare i rischi e rafforzare la fiducia del consumatore

E’ quanto emerso al webinar di myfruitTV: la supply chain agisca affinché le caratteristiche organolettiche del prodotto siano preservate

Qualità della spedizione, collaborazione e innovazione tecnologica lungo la supply chain, evoluzione dei mercati. Sono questi i temi di cui si è dibattuto oggi (18 dicembre) al webinar organizzato da myfruitTV “Logistica e qualità del fresco. Esperienze di tracciabilità, ingrosso, e-commerce e strumenti a disposizione della filiera“. Tutti concordi i relatori su due aspetti: la qualità organolettica come pre-requisito e il servizio logistico come elemento capace di condizionare il giudizio finale del prodotto. La qualità iniziale deve dunque essere preservata fino a destinazione. Sì, ma come?

Selezionando il partner logistico in base al servizio che è in grado di offrire”, sintetizza Stefano Graziani di Pluralis, consulente nel packaging e marketing.

Il prodotto ortofrutticolo è fresco e fragile

Stefano Graziani di Pluralis, consulente nel packaging e marketing

“Occorre valutare le caratteristiche della spedizione – prosegue Graziani – La lunghezza del percorso, le condizioni ambientali, le modalità di trasporto influiscono sull’umidità, sulle temperature, sulla luce. In funzione di questi aspetti, si protegge il carico“.
Le soluzioni oggi disponibili sono numerose: “Per mantenere l’ambiente asciutto – aggiunge – ci sono essiccatori di diverso tipo, per esempio i sali, il gel, mentre per mantenere la giusta temperatura si può scegliere tra protezioni e coperte termiche per i pallet, oppure fodere a copertura totale per evitare gli sbalzi termici di tutto il carico. Sono soluzioni più versatili ed economiche rispetto ai container refrigerati e che
prevengono l’insorgere di muffe e cattivi odori”. 

Marco Biasin, imprenditore e consulente di e-commerce

Soluzioni che da sole però non bastano a tutelare il prodotto fresco.
“Per i prodotti ortofrutticoli – spiega Marco Biasin, imprenditore e consulente di e-commerce – sono due le variabili da considerare, freschezza e fragilità. Una mela, tanto per fare un esempio, subisce più i colpi rispetto agli sbalzi di temperatura”.

Da qui l’importanza del packaging, il quale ha quindi una doppia funzione, estetica e protettiva: “Per preservare i prodotti ortofrutticoli – aggiunge Graziani – sono utili anche gli airbag per saturare gli spazi e le soluzioni che evitano gli scivolamenti di pallet e casse, per esempio i collanti”. 

Una piattaforma collaborativa per condividere informazioni

Mattia Nanetti, cofondatore della start up Wenda

Un aiuto importante arriva anche dall’innovazione tecnologica, che permette non solo il monitoraggio e la tracciabilità della spedizione, ma anche il dialogo e la collaborazione di tutta la supply chain: “La nostra piattaforma collaborativa permette alla filiera agroalimentare di mitigare i rischi e di potenziare la fiducia del consumatore – riferisce Mattia Nanetti, cofondatore della start up Wenda – Supportata dalle tecnologie già in uso alle aziende, permette di conoscere le temperature e le condizioni ambientali in cui si trova la merce durante ogni step, dal trasporto allo stoccaggio, fino all’arrivo”. In pratica, uno strumento che facilita la condivisione, una piattaforma aperta e analitica, che trasforma una importante mole di dati in informazioni utili.
“I clienti ci chiedono semplificazione – precisa Nanetti – Grazie al cloud, condividiamo le informazioni con gli attori della catena, fornendo loro, nella totale trasparenza, solo i dati che sono in grado di leggere. Migliora così il dialogo lungo la filiera, che non ragiona più per comparti. E’ importante anche in un’ottica di e-commerce”. 

E-commerce e luogo fisico non sono antagonisti

A proposito di e-commerce, Biasin delinea i motivi che portano al fallimento di tante esperienze nate e concluse in poco tempo: “E’ diffusa la convinzione che fare commercio elettronico equivalga a mettere a punto un sito web – riporta – L’e-commerce necessita di investimenti importanti, che superano le poche migliaia di euro. Se non ci sono competenze e pianificazione, l’esperienza è destinata a fallire”.

E non ci sta Biasin a contrapporre l’e-commerce al luogo fisico: “L’antagonismo tra commercio elettronico e punto vendita è sbagliato per definizione – puntualizza – Non esiste contrapposizione, semmai diversificazione del business”.

Mercati, come ripensarli in chiave moderna

Paolo Merci, direttore generale di Veronamercato

Sul luogo fisico per definizione quando si parla di ortofrutta, Paolo Merci, direttore generale di Veronamercato e vicepresidente di Italmercati: “Negli anni il modo di fare mercato è evoluto – ricorda – Oggi gli ordini arrivano a tutte le ore, via mail, via sms, via Whatsapp – Il mercato va inteso come una piattaforma logistica che permette l’evasione degli ordini e dunque occorre rivedere le strutture migliorandole, e occorre intervenire sull’efficienza della logistica interna“.

In pratica, per Merci, servono investimenti e non solo: “Necessitiamo di nuove professionalità, di giovani – conclude – E non possiamo tralasciare la qualità della vita. Non ha più senso lavorare di notte, occorre anche un ripensamento degli orari nei mercati“.

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