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Distretto Agrumi di Sicilia. Accordo per il riciclo del pastazzo

Un progetto innovativo che vede il finanziamento di The Coca-Cola Foundation con 380mila euro

Ieri a Catania è stato siglato l’accordo che dà il via all’innovativo progetto di riciclo in chiave energetica del pastazzo, ovvero dello scarto della trasformazione degli agrumi, un sottoprodotto che ha sempre rappresentato un costo di smaltimento non indifferente per le aziende di trasformazione siciliane. Il progetto è coordinato dal Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania e il Dipartimento di Gestione dei sistemi Agroalimentari e Ambientali (Di.Ge.Sa).

Questo innovativo esperimento vede la partecipazione di The Coca-Cola Foundation, organizzazione filantropica di The Coca-Cola Company, che lo finanzierà con 380mila euro in due trance, legate a precise fasi di attuazione. Dopo una prima fase di analisi di laboratorio (entro la fine di maggio), ci sarà la realizzazione di un impianto pilota (entro marzo 2015) all’interno del quale ricercatori e tecnici dell’Università di Catania studieranno prima la formulazione ideale della biomassa derivante dal pastazzo, e che consentirà di produrre energia “verde”, poi i vari passaggi di produzione. Il Distretto si avvarrà anche del supporto della cooperativa Empedocle che sin dalle prime fasi ha collaborato alla redazione del progetto.

«Una grande opportunità – ha dichiarato Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia – che da pochi giorni ha siglato l’accordo di filiera per il prodotto trasformato con l’Assessorato Agricoltura per portare valore aggiunto ad una produzione che deve essere valorizzata in tutti i modi possibili. Dalla produzione di un succo di qualità al 100% all’utilizzo di tutti i sottoprodotti della lavorazione. Obiettivo prioritario: remunerare meglio la materia prima al produttore».

Vittorio Cino di The Coca-Cola Italia ha evidenziato invece i tre fattori che hanno portato al finanziamento del progetto: «Primo per la qualità oggettiva del progetto industriale; secondo perché veniva dal territorio, era una richiesta del mondo produttivo siciliano; e terzo perché è un progetto che, una volta superata la fase di stat-up, può camminare con le sue gambe, che ha un futuro di autonomia».

Nella foto, da sinistra: Vittorio Cino (The Coca-Cola Italia), Dario Cartabellotta (Assessore Regionale Agricoltura), Giacomo Pignataro (Rettore dell’Università di Catania) e Federica Argentati (presidente Distretto Agrumi di Sicilia)

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