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Car: addio notte, grossisti di giorno

La rivoluzione nelle vendite nel Centro Agroalimentare di Roma dovrebbe scattare in autunno ma i commercianti non sono d’accordo.

La rivoluzione nelle vendite nel Centro Agroalimentare di Roma dovrebbe scattare in autunno ma i commercianti non sono d?accordo.

Dall?Ostiense alla Tiburtina, dai Mercati generali al Car, dalla notte al giorno. Il Centro agroalimentare romano, 140 ettari nel territorio di Guidonia (la più grande struttura d?Europa), fra la Roma-L?Aquila e la Tiburtina è in continua trasformazione. «E? stato un cambiamento epocale, quando avvenne il trasferimento nel dicembre del 2002. Oggi, però, tracciando un primo bilancio possiamo dirci soddisfatti. Sia dal punto di vista economico che gestionale». A parlare è Massimo Pallottini, direttore generale del Car e amministratore delegato della società di gestione, la Cargest. «In autunno vivremo un nuovo cambiamento: gli orari della vendita non saranno più quelli tradizionali, notturni, a partire dalle 2. L?attività si svolgerà di giorno, a partire dal mattino. E? un cambiamento che sta suscitando perplessità fra i negozianti che si rivolgono a noi, ma è una scelta necessaria, che però dovrà essere condivisa, discussa».(…)

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(…) Le cifre. Mentre in passato i mercati generali erano gestiti direttamente del Comune («e il peso economico ricadeva sui cittadini») con la nascita del Car tutto è cambiato. E? stata creata una società consortile per azioni, le cui quote sono detenute al 33 per cento da Comune e Acea, al 30 dalla Camera di commercio, al 20 dalla Regione, al 4 dalla Provincia, più altre quote suddivise fra istituti bancari e associazioni di commercianti. E? evidente che a questo punto i conti devono tornare e deve essere garantita una gestione equilibrata. «Il primo anno è stato incoraggiante – spiega Pallottini – e la società di gestione, la Cargest, è riuscita a corrispondere alla società madre, la Car, un milione e mezzo di euro. Per raggiungere il punto di equilibrio quella cifra deve salire a 4 milioni di euro, avverrà entro il 2007». All?interno del Car gli operatori sono circa 130 per l?ortofrutta, 40 per l?ittico. Di riflesso, i negozianti che ogni notte (ma in futuro ogni giorno) vengono ad acquistare prodotti per i loro banchi (fra i clienti ci sono anche altre tipologie, come i ristoranti) sono circa 2.500-3.000. A questo si aggiunge il commercio al dettaglio, al sabato mattina, quando sono stati contati, a ridosso delle feste di Natale, anche 4.000-5.000 clienti.
«Ma il segnale che la struttura sta decollando è dato anche da altri elementi – avverte Pallottini -. I vecchi mercati generali di fatto stavano diventando una sorta di mercato rionale. Oggi, invece, al Centro agroalimentare, tre importanti realtà della grande distribuzione hanno scelto di avere una base qui per poi ridistribuire i prodotti nei loro punti vendita. Parlo del Sidis, del Crai, di un importante operatore che lavora con Sma. Operatori hanno investito per creare al nostro interno anche centri per la lavorazione dei prodotti ortofrutticoli freschi, che verranno lavati e confezionati per arrivare nei banchi dei supermercati. Insomma, si è persa la tradizione, la validità di una collocazione centrale, ma si sta guadagnando, giorno dopo giorno, in efficienza». Un quadro roseo che dimentica però alcuni punti deboli: le conseguenze dolorose, dal punto di vista occupazionale che hanno avuto la chiusura dei vecchi mercati generali; una viabilità perennemente ingolfata che rende difficile arrivare al Car e ancora più lo renderà quando l?attività si svolgerà di giorno, non più di notte. «Sul primo punto – replica Pallottini – sono convinto che presto riusciremo ad allargare l?offerta occupazionale e in qualche modo riequilibrare i sacrifici di un anno fa. Quello del traffico è in effetti un problema, anche perché aprire di giorno significa anche pensare a servizi di consegna negli esercizi commerciali. Ma con una gestione intelligente dei tempi, evitando le ore di punta, sono convinto che riusciremo a superare anche questo problema». Intanto, però, bisognerà convincere i 2000 fruttivendoli che si riforniscono al Car che il giorno è meglio della notte.

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