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Arance: raccolti in calo nel 2004 (-2%)

Pesante il bilancio in Calabria (-8,5%); +2% in Sicilia

Il raccolto di arance stimato da Ismea nella campagna 2003/2004 è di -1,67 milioni di tonnellate.. Secondo i dati emersi dall’indagine svolta dall’Istituto in collaborazione con le Unioni nazionali dei produttori ortofrutticoli (Uiapoa, Unacoa e Unaproa), si valuta una flessione del 2,7% sullo scorso anno, sostanzialmente imputabile al calo della resa media unitaria scesa del 2,2% a causa delle avverse condizioni climatiche. La superficie investita, pari a 108.783 ettari è stimata in calo dello 0,4 per cento in un anno (nel 2002/2003 il dato Istat indicava 109.266 ettari).

Dalla ripartizione geografica dei dati emerge che è la Calabria a mostrare le flessioni più significative sia in termini di superfici (-1,1%), sia di produzione commercializzabile (-8,5%; 546mila tonnellate circa). In controtendenza risulta, invece, la Sicilia, prima area produttiva del Paese, dove, a fronte di investimenti pressoché stabili, si valuta una crescita di quasi il due per cento dei raccolti, per un ammontare complessivo di 851mila tonnellate. A livello di singole province, Catania contribuisce per il 23,3 per cento alla produzione nazionale seguita da Reggio Calabria, con il 21% circa e da Siracusa con un raccolto che pesa per il 14 per cento su quello totale. Dall’indagine Ismea emerge, inoltre, sul piano strutturale una media, a livello nazionale, di 457 piante per ogni ettaro di aranceto. Numero leggermente superiore in Calabria (482 piante per ettaro), rispetto alla Sicilia (445).

Il dato nazionale relativo, invece, alla produzione media per pianta, è di 61,7 chilogrammi, in flessione del 2,7 per cento rispetto alla scorsa campagna. A livello regionale, la Calabria ha una produzione media per pianta di 68 chili, mentre per la Sicilia, il dato scende a 42 chili e mezzo.

Nel dettaglio varietale, dal campione di aziende oggetto dell’indagine, risulta che la produzione di Tarocco rappresenta oltre la metà delle arance prodotte complessivamente in Italia. A distanza segue la varietà Navel (14%), la Biondo Comune e la Moro, entrambe con l’11% circa. Rispetto all’anno scorso, le maggiori flessioni sono a carico delle Navel (-26%), Biondo Comune (-12,2%) e Tarocco (-4,5%). Mentre la produzione di Moro è sostanzialmente stabile.

E’ emerso che oltre il 98% delle aziende agrumicole nazionali ricorre all’irrigazione. Circa un terzo delle aziende utilizza, come tecnica irrigua, il sistema a goccia-microirrigazione, contro un 19% che impiega il sistema a pioggia.

A livello qualitativo, infine, il quadro delineato dagli operatori appare sostanzialmente positivo. La pezzatura dei frutti, infatti, risulta nella norma nel 76% dei casi e superiore alla media nel 16%. Il grado zuccherino è ritenuto normale per l’87% degli intervistati ed elevato per l’11%. Lo stato fitosanitario degli aranceti non ha destato particolari preoccupazioni negli agrumicoltori che considerano trascurabili o di lieve entità i danni provocati da insetti e malattie fungine.

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