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Solo il 55% dei prodotti ha l’etichetta giusta

Il monitoraggio di Coldiretti rivela come è stato recepito il decreto legislativo di due mesi fa

Solo il 55% dei prodotti ortofrutticoli ha l’etichetta giusta

17 aprile 2003 n 148
ALIMENTARE: ORTOFRUTTA, UNA ETICHETTA SU DUE INDICA PROVENIENZA Ma solo una su quattro è completa, a due mesi dalle nuove norme A distanza di due mesi dall’entrata in vigore del decreto legislativo 306/02 che definisce sanzioni per chi non rispetta le norme sulla qualità e commercializzazione dell’ortofrutta, oltre la metà (55%) delle etichette poste sui banchi di frutta e verdura indica la provenienza dei prodotti posti in vendita. E’ quanto emerge da un monitoraggio effettuato dalla Coldiretti su un campione di negozi, supermercati e mercatini rionali presenti nelle città del nord, centro e sud del Paese, dalla quale si evidenzia tuttavia che solo una etichetta su quattro riporta tutte le informazioni obbligatorie per legge relative all’origine, alla categoria e alla varietà dei prodotti messi in commercio. Dall’indagine – precisa la Coldiretti – emerge anche una differenziazione territoriale nella regolarità delle informazioni contenute nelle etichette esposte che indicano la provenienza al nord nel 65% dei casi (25% complete), al centro nel 60% dei casi (35 % complete) e al sud e nelle isole nel 40 % dei casi (5% complete). Si tratta – continua la Coldiretti – di una situazione che dimostra l’ interesse di commercianti, consumatori e imprenditori agricoli a conoscere le caratteristiche di qualità e di provenienza degli alimenti venduti ed acquistati come strumento per garantire maggiore trasparenza ed opportunità di mercato. Ma si evidenzia anche – precisa la Coldiretti – l’esigenza di colmare i ritardi ancora presenti con iniziative finalizzate a garantire trasparenza nelle caratteristiche dei prodotti offerti come quelle adottate dalla Coldiretti con la distribuzione in molte città italiane di centomila cartellini “Campagna Amica” da mettere sui prodotti venduti sfusi e sui quali riportare tutte le informazioni obbligatorie. Non è stato peraltro ancora definito – sottolinea la Coldiretti – il provvedimento per l’ attribuzione delle competenze sui controlli tra Ministero delle Politiche Agricole, Istituto per il Commercio Estero (ICE) e Regioni. Attraverso etichette chiare con la conoscenza dell’origine – precisa la Coldiretti – si puo’ capire quali prodotti sono di stagione nel nostro Paese e quale è il momento migliore per acquistare le ciliegie, le pesche, l’uva da tavola, che evidentemente non sono presenti in Italia dodici mesi all’anno. Di conseguenza – continua la Coldiretti – si può anche comprendere se eventuali aumenti dei prezzi al dettaglio sono realmente giustificati dal gelo e dal freddo o se invece riguardano anche prodotti importati che provengono da lontani Paesi caldi. L’Italia è leader europeo per quantità e qualità dei prodotti ortofrutticoli ma – sostiene la Coldiretti – nell’ultimo anno le importazioni hanno avuto un vero e proprio boom (agrumi +21,4%, legumi e ortaggi +16,6%, frutta fresca + 8,8%, frutta secca + 4,9%). Mediamente – continua la Coldiretti – arrivano ogni anno in Italia oltre 2,5 miliardi di chilogrammi di frutta e verdura delle più svariate provenienze che, però, rischiano di perdere sul mercato la loro identità e la loro origine per essere “spacciati” come italiani. Così – precisa la Coldiretti – i consumatori pensando di acquistare pomodori campani o pugliesi, pesche romagnole, venete o campane, arance e verdure siciliane, clementine calabresi, frutta secca italiana, si porta a casa, senza saperlo, un prodotto belga, olandese, spagnolo, marocchino o turco. L’obbligo di mettere una etichetta su frutta e verdura fresca commercializzate riguarda sia i prodotti confezionati che quelli venduti sfusi per i quali possono essere utilizzati cartelli con posta in evidenza la provenienza, la varietà e la categoria e – conclude la Coldiretti – deriva dal Regolamento dell’Unione Europea Ce 2200/96, articolo 6 che stabilisce che nella fase di vendita le indicazioni previste per l’etichettatura siano presentate in modo chiaro e leggibile (identificazione, natura del prodotto, origine del prodotto, caratteristiche commerciali).

 

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