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Frutta e verdura: consumi in caduta

Da uno studio AcNielsen emerge una flessione del 10 per cento

Allarme per la dieta degli italiani. I consumi di frutta e verdura sono in calo: inferiori di un terzo a quelli raccomandati dall’Oms. La Coldiretti invita scuola e governo ad agire. Ma il problema è il prezzo.

ROMA – Siamo conosciuti nel mondo per la dieta “mediterranea”, una dei regimi alimentari che sembra mettere d’accordo tutti gli esperti in materia. Eppure, se si guarda al consumo di frutta e verdura sulle tavole degli italiani, i dati che emergono appaiono decisamente deludenti. Secondo uno studio portato a termine da AcNielsen, per Ismea, l’istituto di servizi per il mercato agricolo, il consumo procapite di frutta e verdura avrebbe subito, nel 2002, una flessione del 10 per cento netto. Una diminuzione di certo dovuta non solo a un cambiamento delle abitudini alimentari, ma anche al progressivo rialzo dei prezzi subito dai prodotti ortofrutticoli in questi ultimi periodi. Di certo, il dato non fa che confermare un trend che è negativo da tempo. Secondo il rapporto “Diet, nutrition and the prevention of chronic diseases” (Dieta, nutrizione e preventione delle malattie croniche) messo a punto dall’Organizzazione mondiale della Sanità e dalla Fao, ammonterebbe a 400 grammi la razione media di frutta o verdura raccomandata per ogni cittadino. Una razione che, per giunta, dovrebbe essere diluita in almeno cinque diversi momenti della giornata, per mantenere sotto controllo il peso e proteggersi da molte malattie determinate da un’alimentazione scorretta. Gli italiani, però, consumano soltanto 270 grammi al giorno di prodotti dell’orto o del frutteto. Nonostante il nostro Paese sia uno dei maggiori produttori europei. Una situazione che ha messo in allarme non solo i dietologi, ma anche la Coldiretti, preoccupata per le eventuali ripercussioni sul mercato. “Gli italiani stanno limitando gli acquisti di una delle componenti fondamentali della dieta Mediterranea – spiegano dall’associazione dei Coltivatori – determinando una situazione che, se non cambierà, non risparmierà effetti negativi sul piano della salute”. Non a caso la Coldiretti invita a scendere in campo, in favore della sensibilizzazione su questo argomento, tutte le strutture istituzionali ed educative, dalla scuola al governo. Ma uno dei principali problemi da risolvere, resta il prezzo dei prodotti ortofrutticoli, protagonista in alcune occasioni (come, ad esempio, lo scorso inverno) di vere e proprie impennate. La Coldiretti consiglia di “privilegiare gli acquisti diretti dai coltivatori”. Ma non sempre è facile trovare frutteti e contadini sotto casa. Di fatto mentre i maggiori esperti mondiali raccomandano una dieta sempre più basata su frutta e verdura, gli italiani ci rinunciano, diminuendo di un terzo i loro consumi di prodotti di questo tipo.

(24 APRILE 2003, ORE 17.40)

http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,177309,00.html

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